La metamorfosi del Leicester: ''Per farli correre serviva l'esonero di Ranieri''
dal nostro corrispondente ENRICO FRANCESCHINI
Uno striscione dei tifosi del Leicester per Ranieri (ap)
Dopo la vittoria sul Liverpool, nella prima dopo l'allontamento del tecnico, la stampa inglese si interroga
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LONDRA - "Non sembrava il Leicester quart'ultimo in classifica che non aveva più vinto una partita dall'inizio del 2017, sembrava il Leicester della stagione precedente, quello che aveva vinto la Premier". Il giudizio del Guardian sulla vittoria per 3-1 delle Foxes sul Liverpool, prima gara dopo l'esonero di Claudio Ranieri, è condiviso da tutti: le Volpi correvano, muovevano la palla, difendevano, facevano buon uso del contropiede, insomma erano effettivamente irriconoscibili rispetto alle sfilza di cinque partite consecutive perse in campionato, più altre due sconfitte in Coppa d'Inghilterra e Champions. Allora, si chiedono i commentatori inglesi, il licenziamento del tecnico italiano è servito? Dunque era colpa sua se il Leicester non andava più? Oppure è stato davvero un complotto dei giocatori, che non si sono impegnati finché Claudio era in panchina e hanno cambiato atteggiamento appena al suo posto si è seduto il vice-allenatore Craig Shakespeare? O è tutto merito di quest'ultimo, che in quattro giorni ha trasformato una squadra di brocchi in una in grado di stendere al tappeto un club di primo piano come i Reds?
Si dice sempre che la sconfitta è orfana, la vittoria ha molti padri e anche questo lo conferma: ci possono essere molte ragioni, concordano i media di Londra, per il ritorno alla vittoria del Leicester. Una viene proclamata apertamente da Jamie Vardy a nome dei suoi compagni: l'ex-capocannoniere della passata stagione, che in quella attuale non segnava più, ha realizzato una doppietta nel match contro il Liverpool, e i gol parlano da soli. E' vero che Vardy aveva segnato una rete importante (perché in trasferta valgono doppio) anche nell'ultima partita allenata da Ranieri, contro il Siviglia in Champions. Ma lui per primo riconosce che contro il Liverpool la squadra aveva una motivazione in più: le accuse, da loro ritenute ingiuste, contro i giocatori.
Leicester, la prima del dopo Ranieri. Tifosi con carro funebre: riposa in pace calcio
Prima gara senza Claudio Ranieri, esonerato nonostante il trionfo inatteso dello scorso campionato. I tifosi dl Leicester però non hanno mancato di polemizzare con la società, dimostrando tutto il loro affetto nei confronti del tecnico romano
"E' stata scritta un sacco di roba ingiusta nei nostri confronti", sottinteso dopo l'esonero di Ranieri", dice Vardy. "E' qualcosa che decisamente ci ha motivati nel modo giusto per reagire sul campo. Ora l'umore è un misto di sollievo e gioia. Ce lo siamo meritati e adesso dobbiamo continuare alla stessa maniera per uscire del tutto dalla posizione in cui ci troviamo". In sostanza, sentendosi ingiustamente accusati di responsabilità per il licenziamento di Ranieri, le Volpi sono entrate in campo arrabbiate nere e hanno dato il meglio. Per negare, a modo loro, che ci fosse un complotto dello spogliatoio contro il tecnico romano. Anche se, proprio con questo tipo di reazione, finiscono per confermare implicitamente che per Claudio non erano pronti a giocare con lo stesso spirito.
La vittoria può anche aiutare il vice-allenatore Shakespeare a mantenere il posto di allenatore a interim per la dozzina di incontri che rimangono sino alla fine del campionato. Con quel nome da letteratura, l'ormai ex-vice di Ranieri ha una lunga esperienza al Leicester: è il numero due in panchina da anni. Conosce a menadito i giocatori, loro conoscono lui e vanno tutti d'accordo. "Prima della gara contro il Liverpool, abbiamo parlato con Shakes (lo chiamano amichevolmente con un dimunitivo, ndr.) e lui ci ha chiesto quale pensavamo che fosse la tattica migliore", rivela Vardy. "Abbiamo risposto che ci pareva che la cosa migliore fosse fare pressing e tenere la palla nella metà campo avversaria. L'abbiamo fatto e il Liverpool ha sofferto". Parole che fanno capire che tipo di rapporti ci sia fra Shakespeare e la squadra: è l'allenatore a chiedere ai giocatori come vogliono giocare. Con Ranieri certo questo non accadeva, specie nel corso di una stagione disastrosa in cui l'allenatore ha cambiato tattica e formazione più volte. Ai maliziosi potrebbe venire il sospetto che anche Shakespeare abbia remato contro Ranieri nelle settimane precedenti, magari lasciando che qualche giocatore si sfogasse con lui per presunte decisioni sbagliate del capo allenatore. Un sospetto che era balenato nelle prime ore dopo l'esonero, smentito dallo stesso Shakespeare che ha dichiarato: "Io e Claudio siamo sempre andati d'accordo". Ma questo lo dice lui, adesso. La realtà potrebbe essere diversa.
Leicester, cori e luci: l'omaggio dei tifosi per Ranieri
"Posso fare io l'allenatore capo?" si chiede Shakespeare dopo il 3-1 che ha allontanato il Leicester dalla zona retrocessione. E si risponde da solo: "Penso di sì. L'idea mi agita? No. In un certo senso mi sono goduto questi ultimi giorni. Ho fatto il vice per tanto, tanto tempo". Anche questa non proprio una dichiarazione di lealtà o riconoscenza verso Ranieri. Gli unici che gli esprimono piena riconoscenza sono i tifosi, che durante la gara contro il Liverpool hanno lungamente scandito il suo nome ed esibito cartelli in suo onore. Trecento fans hanno perfino marciato per le vie della città con una maschera di Ranieri in volto. "E' ingiusto accusare i giocatori di non avere sostenuto Claudio", taglia corto il vicepresidente del Leicester Srivaddahnaprabha. Una frase, commenta un giornale, che ne fa venire in mente un'altra, pronunciata dall'allora allenatore della nazionale francese Domenech, che amava dire che, quando lui veniva criticato, la federazione calcio "mi sosteneva come la corda che sostiene un impiccato".