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Inghilterra, scommesse su più di 1000 partite: Barton squalificato per 18 mesi

Il centrocampista, da sempre al centro di episodi grotteschi, ha puntato su più di 1000 eventi negli ultimi dieci anni. La Federcalcio inglese lo ha punito per un anno e mezzo. Calciatore pronto al ricorso. Breve storia di un talento maledetto

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LONDRA - Di nuovo nei guai il piantagrane per eccellenza della Premier League. Joey Barton del Burnley è stato squalificato per 18 mesi dalla Federcalcio britannica per aver scommesso in più di 1000 occasioni (1260 per la precisione) su partite di calcio tra 2006 e maggio 2016. Alcune di queste giocate riguardano partite nelle quali Barton era coinvolto, anche se nella lista pubblicata dall'Indepedent non risultano vincite importanti quando il centrocampista inglese ha puntato contro la sua squadra. Si tratta comunque di un campione di sole trenta gare. In una lunga difesa pubblicata sul suo sito, il 34enne ammette di aver effettuato le giocate, ma spiega anche che ciò sarebbe dovuto ad un suo disagio psicologico, del quale ha fornito prove mediche che, a suo dire, non sarebbero state prese in debita considerazione dalla Federcalcio. Annuncia, quindi, di voler presentare ricorso per ottenere una riduzione della squalifica. La gara casalinga di domenica scorsa contro il Manchester United (0-2) potrebbe quindi essere stata l'ultima con il Burnley e in Premier League per Barton, il quale nel suo intervento afferma di vedersi costretto ad un "ritiro anticipato".

ALCUNI PRECEDENTI - Barton si è sempre distinto per essere qualcosa di più di un bad boy. Il primo episodio spiacevole è legato al suo periodo nel Manchester City. Nel dicembre 2004 Barton è titolare fisso dei Citizens da un anno e mezzo e decide di scatenarsi durante la festa di Natale del club, spegnendo una sigaretta sulla guancia - per altri nell'occhio - di Jamie Tilden, giovane dell'Academy del club. Poi le liti con tifosi - quasi sempre minorenni - e la scazzottata con Dabo (maggio 2008), che rischia di causare il distacco della retina all'ex Inter. Dopo un'altra rissa, nel centro di Liverpool, il giocatore ammette di aver pestato il compagno di squadra nell'estate 2008: la condanna è di quattro mesi, poi sospesa (77 giorni in cella invece che sei mesi), e chiude la sua esperienza al Manchester. Poi il Newcastle, il Qpr, litigi e squalifiche diffusi (per fortuna legati solo al campo). Continue le reprimende da parte delle società per le quali è tesserato, e qualche sporadico messaggio di apprezzamento per il calciatore, ma sempre da parte delle ex squadre, quasi sollevate di non averlo più tra i piedi. Al Qpr si è distinto per un fallaccio su Aguero, una testata a Kompany e una gomitata in faccia a Tevez, che gli è costata l'espulsione. Tutto chiaramente nella stessa partita, che valse tra l'altro il titolo a Roberto Mancini. Dopo una serie di investigazioni di club e Federazione, il giocatore viene espulso per 12 partite, con una multa di 75.000 sterline.

Nel giugno del 2012 valica la Manica e si accasa al Marsiglia: 33 partite e squalifica per commenti omofobi nei confronti di Thiago Silva. Nella sua seconda incarnazione al Qpr gli viene intimato di andare in terapia per il controllo della rabbia. Poi il Burnley e l'ottima stagione che vale al club la promozione in Premier League e la nomina nel miglior undici stagionale. Ma i guai non sono finiti: sotto contratto con i Glasgow Rangers, dura qualche mese. A settembre litiga con un compagno di squadra e il suo contratto viene stracciato a novembre. Torna al Burnley, l'unico posto che sembra poter garantire felicità a lui, la compagna Georgia e i figli Cassius e Pietà. Poi lo scandalo scommesse. Quel talento maledetto di Joey Barton ha toccato ancora una volta il fondo.
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