MADRID - Lo ha ripetuto più volte in queste ultime settimane Zidane: "Per noi ogni partita è una finale da qui a fine stagione." Se quella di Cardiff contro la Juventus sarà una finale vera, quella di domani al Bernabeu contro il Siviglia sarà la prima delle tre che mancano al Real per conquistare la Liga, trofeo che manca nella bacheca dei Blancos da 4 anni, quella dei 100 punti di José Mourinho. "Finora abbiamo fatto una stagione fenomenale, - ammette il tecnico francese, - Siamo ben posizionati in campionato e giocheremo la finale di Champions, però, come ripeto sempre, non abbiamo ancora vinto nulla. Siamo più vicini al traguardo finale, ci mancano solo 4 partite e quando abbiamo cominciato ne mancavano 50 o più. Dobbiamo continuare nel lavoro che abbiamo fatto fino ad oggi, non ascoltare le cose che vengono dette al di fuori del gruppo, non è il momento per pensare ad altro che non sia la partita di domani."
ULTIMA AL BERNABEU - Delle partite che potrebbero dare "doblete" (Liga e Champions) che manca al Real dal 1958, l'ultima che si giocherà tra le mura amiche sarà quella di domenica contro il Siviglia, poi seguirà il recupero contro il Celta, la chiusura con il Malaga, oltre al match di Cardiff. Quella contro gli uomini di Jorge Sampaoli, anche se giocata in casa, potrebbe essere la più dura, almeno per quanto riguarda la Liga. "Sono tutte e tre partite difficili, spiega Zidane, - È vero che il Siviglia ha fatto un'ottima stagione, è sempre stata nelle prime posizioni della classifica e può sembrare l'avversario più duro, però abbiamo visto cosa ha fatto il Celta contro il Manchester e il Malaga al momento si trova in un fantastico stato di forma. Ma al momento ci concentriamo solo su il match di domani, in cui è normale che vogliamo salutare il nostro pubblico, che ci è sempre stato vicino, con una vittoria."
PALLONE D'ORO - C'è chi vede la finale di Champions come una sorta di spareggio per l'assegnazione del Pallone d'Oro. Se dovesse vincere il Real Madrid, Cristiano Ronaldo conquisterebbe il suo quinto trofeo, pareggiando quelli conquistati da Lionel Messi; ma se la Coppa con le orecchie dovesse andare alla Juventus il favorito per alcuni sarebbe Gigi Buffon. "Abbiamo tre partite di Liga in una settimana, - dice Zidane, - Non penso al di là di quella di domani, figuriamoci alla finale di Champions. Per quanto riguarda chi è il favorito per il Pallone d'Oro, ognuno è libero di dire ciò che vuole, ma sapete bene come la penso io".
UN ALLENATORE MIGLIORE - La scorsa stagione, dopo solo 5 mesi allenando a livello professionistico, vincendo la Champions Zidane disse che aveva ancora molto da imparare come tecnico. Ora, dopo aver conquistato la sua seconda finale europea e a un passo dal vincere al sua prima Liga le cose sono un po' cambiate. "Mi sento più a mio agio, - ammette, - migliorato, però perché nel calcio, così come nella vita, si migliora solo grazie al lavoro svolto. I successi di questa squadra non sono solo merito mio, ogni singola persona che lavora per il Real ha portato il suo granello di sabbia per arrivare dove siamo. Io sono orgoglioso dei miei giocatori che sono stati capaci comprendere la mia filosofia riguardo al gioco e all'importanza del lavoro che si svolge ogni giorno. Sapere gestire i giocatori è più importante della tattica? Sono d'accordo, anche perché saper dialogare con i miei è una parte del mio lavoro che mi piace molto."
ROTAZIONI E ASSENZE - Per domenica alla scontata assenza di Gareth Bale "Sta migliorando giorno dopo giorno, ma non so dire quando potrà tornare con il gruppo," si conferma quella di Pepe "Sente ancora dolore al costato e non sarà della partita; più che probabile la presenza di Raphael Varane in difesa, ma come sempre quando si parla di formazioni Zidane si chiude a riccio. "Devo ancora pensare alla squadra che scenderà in campo per affrontare il Siviglia, - spiega il francese, - È probabile che ci saranno dei cambi nelle partite che seguiranno, però non ho ancora deciso per domani e non mi metto certo a pensare a mercoledì o domenica prossima. Non sentiamo nessun peso fisico o psicologico, finora tutti hanno fatto bene quando sono stati chiamati a giocare, dobbiamo continuare così perché ora arriva il momento più affascinante, ma allo stesso tempo più difficile dell'intera stagione."
ULTIMA AL BERNABEU - Delle partite che potrebbero dare "doblete" (Liga e Champions) che manca al Real dal 1958, l'ultima che si giocherà tra le mura amiche sarà quella di domenica contro il Siviglia, poi seguirà il recupero contro il Celta, la chiusura con il Malaga, oltre al match di Cardiff. Quella contro gli uomini di Jorge Sampaoli, anche se giocata in casa, potrebbe essere la più dura, almeno per quanto riguarda la Liga. "Sono tutte e tre partite difficili, spiega Zidane, - È vero che il Siviglia ha fatto un'ottima stagione, è sempre stata nelle prime posizioni della classifica e può sembrare l'avversario più duro, però abbiamo visto cosa ha fatto il Celta contro il Manchester e il Malaga al momento si trova in un fantastico stato di forma. Ma al momento ci concentriamo solo su il match di domani, in cui è normale che vogliamo salutare il nostro pubblico, che ci è sempre stato vicino, con una vittoria."
PALLONE D'ORO - C'è chi vede la finale di Champions come una sorta di spareggio per l'assegnazione del Pallone d'Oro. Se dovesse vincere il Real Madrid, Cristiano Ronaldo conquisterebbe il suo quinto trofeo, pareggiando quelli conquistati da Lionel Messi; ma se la Coppa con le orecchie dovesse andare alla Juventus il favorito per alcuni sarebbe Gigi Buffon. "Abbiamo tre partite di Liga in una settimana, - dice Zidane, - Non penso al di là di quella di domani, figuriamoci alla finale di Champions. Per quanto riguarda chi è il favorito per il Pallone d'Oro, ognuno è libero di dire ciò che vuole, ma sapete bene come la penso io".
UN ALLENATORE MIGLIORE - La scorsa stagione, dopo solo 5 mesi allenando a livello professionistico, vincendo la Champions Zidane disse che aveva ancora molto da imparare come tecnico. Ora, dopo aver conquistato la sua seconda finale europea e a un passo dal vincere al sua prima Liga le cose sono un po' cambiate. "Mi sento più a mio agio, - ammette, - migliorato, però perché nel calcio, così come nella vita, si migliora solo grazie al lavoro svolto. I successi di questa squadra non sono solo merito mio, ogni singola persona che lavora per il Real ha portato il suo granello di sabbia per arrivare dove siamo. Io sono orgoglioso dei miei giocatori che sono stati capaci comprendere la mia filosofia riguardo al gioco e all'importanza del lavoro che si svolge ogni giorno. Sapere gestire i giocatori è più importante della tattica? Sono d'accordo, anche perché saper dialogare con i miei è una parte del mio lavoro che mi piace molto."
ROTAZIONI E ASSENZE - Per domenica alla scontata assenza di Gareth Bale "Sta migliorando giorno dopo giorno, ma non so dire quando potrà tornare con il gruppo," si conferma quella di Pepe "Sente ancora dolore al costato e non sarà della partita; più che probabile la presenza di Raphael Varane in difesa, ma come sempre quando si parla di formazioni Zidane si chiude a riccio. "Devo ancora pensare alla squadra che scenderà in campo per affrontare il Siviglia, - spiega il francese, - È probabile che ci saranno dei cambi nelle partite che seguiranno, però non ho ancora deciso per domani e non mi metto certo a pensare a mercoledì o domenica prossima. Non sentiamo nessun peso fisico o psicologico, finora tutti hanno fatto bene quando sono stati chiamati a giocare, dobbiamo continuare così perché ora arriva il momento più affascinante, ma allo stesso tempo più difficile dell'intera stagione."