LONDRA – Un ex-capo della polizia incriminato per plurimo omicidio colposo e altre cinque persone sotto accusa per falsa testimonianza, ostruzione di giustizia e violazione delle norme. E’ la decisione annunciata oggi dalla magistratura britannica in relazione alla tragedia di Hillsborough, lo stadio di Sheffield in cui 96 tifosi persero la vita, schiacciati nella calca, durante la semifinale di Coppa d’Inghilterra tra Liverpool e Nottingham Forest nell’aprile del 1989. Ci sono voluti dunque quasi trent’anni per arrivare a indicare i responsabili, dopo una lunga e difficile campagna per la verità condotta dai familiari delle vittime.
La prima versione dei fatti, sostenuta da autorità e media, era che la colpa del disastro fosse da imputare ai fans, scagionando completamente le forze dell’ordine. Soltanto l’anno scorso una nuova inchiesta ha finalmente stabilito che i tifosi sono stati uccisi “illegalmente”, ovvero come conseguenza di azioni illecite, imputabili in primo luogo alla cattiva gestione della sicurezza da parte della polizia.
L’incriminazione principale chiama in causa David Duckenfield, ex-capo della polizia del South Yorkshire, che era all’epoca il comandante responsabile del mantenimento dell’ordine alla partita di Sheffield. L’imputazione nei suoi confronti è di omicidio colposo, ovvero non volontario, commesso per “grave negligenza”. Altri tre ex-ufficiali di polizia saranno processati per avere dichiarato il falso e ostacolato il corso della giustizia, accusa estesa anche a un avvocato difensore al servizio della polizia della contea. Gli imputati avranno la possibilità di presentare ricorso in un’udienza prevista per il 9 agosto, dopodiché verrà fissata la data del procedimento giudiziario.
L’associazione che rappresenta i familiari dei 96 tifosi che hanno perso la vita esprimono “sollievo” per la pur tardiva decisione. Al dolore per la perdita dei loro cari si era aggiunta la denigrazione per averli ritenuti colpevoli di avere provocato loro stessi la sciagura. La sistematica menzogna da parte della polizia e di altri responsabili ha offuscato per anni quello che è veramente accaduto allo stadio. La tragedia di Hillsborough, il più grave incidente nella storia del football inglese, ha cambiato radicalmente il calcio in questo paese, spingendo club e autorità a nuovi regolamenti negli stadi, che hanno eliminato i posti in piedi e rafforzato controlli e sicurezza.
La prima versione dei fatti, sostenuta da autorità e media, era che la colpa del disastro fosse da imputare ai fans, scagionando completamente le forze dell’ordine. Soltanto l’anno scorso una nuova inchiesta ha finalmente stabilito che i tifosi sono stati uccisi “illegalmente”, ovvero come conseguenza di azioni illecite, imputabili in primo luogo alla cattiva gestione della sicurezza da parte della polizia.
L’incriminazione principale chiama in causa David Duckenfield, ex-capo della polizia del South Yorkshire, che era all’epoca il comandante responsabile del mantenimento dell’ordine alla partita di Sheffield. L’imputazione nei suoi confronti è di omicidio colposo, ovvero non volontario, commesso per “grave negligenza”. Altri tre ex-ufficiali di polizia saranno processati per avere dichiarato il falso e ostacolato il corso della giustizia, accusa estesa anche a un avvocato difensore al servizio della polizia della contea. Gli imputati avranno la possibilità di presentare ricorso in un’udienza prevista per il 9 agosto, dopodiché verrà fissata la data del procedimento giudiziario.
L’associazione che rappresenta i familiari dei 96 tifosi che hanno perso la vita esprimono “sollievo” per la pur tardiva decisione. Al dolore per la perdita dei loro cari si era aggiunta la denigrazione per averli ritenuti colpevoli di avere provocato loro stessi la sciagura. La sistematica menzogna da parte della polizia e di altri responsabili ha offuscato per anni quello che è veramente accaduto allo stadio. La tragedia di Hillsborough, il più grave incidente nella storia del football inglese, ha cambiato radicalmente il calcio in questo paese, spingendo club e autorità a nuovi regolamenti negli stadi, che hanno eliminato i posti in piedi e rafforzato controlli e sicurezza.