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Chelsea, l'inizio difficile di Morata: "Ho sbagliato un rigore e già mi ammazzano"

L'ex attaccante di Juve e Real Madrid racconta l'esordio complicato in Inghilterra: "Ma ho la personalità per giocare tranquillo e continuare per la mia strada"
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LONDRA - Pochi minuti giocati e un rigore sbagliato. Tanto è bastato per un inizio difficile della sua avventura al Chelsea. Alvaro Morata fa un primo bilancio della sua avventura londinese, e non sono tutte rose e fiori: "Ho giocato soltanto due amichevoli, 15 minuti ufficiali e ho sbagliato un rigore con l'Arsenal nel Community Shield. E già mi stanno ammazzando...". "Ammetto che è una cifra importante (60 milioni, tanmtp è costato ndr), ma ho la personalità per giocare tranquillo e continuare per la mia strada - assicura in un'intervista a 'Marca' -. E' il prezzo che devo pagare per un trasferimento del genere. Ed è anche questo motiva e mi fa lavorare ogni giorno sempre più forte, un'ora in più ogni giorno al centro sportivo ad allenarmi. So che adesso mi vede il doppio della gente".

Morata non teme l'impatto con la Premier League: "E' stata un'estate lunga, diffic…
LONDRA - Pochi minuti giocati e un rigore sbagliato. Tanto è bastato per un inizio difficile della sua avventura al Chelsea. Alvaro Morata fa un primo bilancio della sua avventura londinese, e non sono tutte rose e fiori: "Ho giocato soltanto due amichevoli, 15 minuti ufficiali e ho sbagliato un rigore con l'Arsenal nel Community Shield. E già mi stanno ammazzando...". "Ammetto che è una cifra importante (60 milioni, tanmtp è costato ndr), ma ho la personalità per giocare tranquillo e continuare per la mia strada - assicura in un'intervista a 'Marca' -. E' il prezzo che devo pagare per un trasferimento del genere. Ed è anche questo motiva e mi fa lavorare ogni giorno sempre più forte, un'ora in più ogni giorno al centro sportivo ad allenarmi. So che adesso mi vede il doppio della gente".

Morata non teme l'impatto con la Premier League: "E' stata un'estate lunga, difficile, nella quale ho dovuto prendere delle decisioni e girare per il mondo. Adesso devo adattarmi a un allenatore italiano molto tattico, ma sono abituato e ho molta voglia di vincere. Spero che si noti in campo. Se mi sono adattato all'Italia, che è molto più tattica...adesso devo capire bene cosa vuole Conte, che mi chiede tutto il contrario di quello che mi chiedevano i miei tecnici precedenti. Giocherò in posizioni diverse con sistemi di gioco diversi. Non dovrò adattarmi alla Premier ma al mio nuovo allenatore. Conte non mi chiede movimenti da 'ariete', o almeno non solo quello". La presenza dell'ex ct è stata decisiva: "Sapevo che mi voleva, avevo parlato molte volte con lui - ricorda -. In un certo senso, mi sentivo in debito con lui perchè mi ha preso alla Juve e poi è andato via". Sui motivi dell'addio al Real: "Credo che dovessi andarmene, era una situazione difficile, lo so: significava andarmene da casa. Ma è stata una decisione personale, voglio fare grandi cose e sono nel miglior posto per riuscirci".