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Germania, Ancelotti contro i giovani allievi: in Bundesliga parte la sfida al Bayern

Carlo Ancelotti (afp)
Il tecnico emiliano, favorito alla guida del Bayern nella corsa al Meisterschale, dovra vedersela con tanti emergenti. Peter Bosz del Dortmund, Nagelsmann dell'Hoffenheim, Hasenhuttl del Lipsia e la grande attrazione Domenico Tedesco, radici a Rossano Calabro, chiamato a guidare lo Schalke
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ROMA - Il maestro e i giovani alunni che vogliono sfilargli la cattedra. La Bundesliga che apre il sipario stasera (Bayern Monaco - Bayer Leverkusen, ore 20.30) dopo la Ligue 1 è forse il torneo con meno competizione al vertice ma presenta una sfida generazionale in panchina. Per il Meisterschale avanti a tutti, con ampio vantaggio, appare il Bayern Monaco di Carlo Ancelotti, forte della vetrina in cui espone quasi 20 trofei, nonostante la preseason che ha portato in Baviera quasi solo batoste - anche con Milan, Inter e Napoli -, assieme a un bel carico di diffidenza da parte dell'ambiente. Certo, il successo ai rigori nella Supercoppa tedesca contro il Borussia Dortmund due settimane fa ha un attimo mitigato i dubbi intorno alla creatura del tecnico italiano, che ha ricordato alla stampa tedesca che anche con il Milan che poi vinse la Champions League nel 2007 aveva collazionato figuracce in precampionato. Ma il clima intorno alla squadra non è dei migliori. Alcuni …
ROMA - Il maestro e i giovani alunni che vogliono sfilargli la cattedra. La Bundesliga che apre il sipario stasera (Bayern Monaco - Bayer Leverkusen, ore 20.30) dopo la Ligue 1 è forse il torneo con meno competizione al vertice ma presenta una sfida generazionale in panchina. Per il Meisterschale avanti a tutti, con ampio vantaggio, appare il Bayern Monaco di Carlo Ancelotti, forte della vetrina in cui espone quasi 20 trofei, nonostante la preseason che ha portato in Baviera quasi solo batoste - anche con Milan, Inter e Napoli -, assieme a un bel carico di diffidenza da parte dell'ambiente. Certo, il successo ai rigori nella Supercoppa tedesca contro il Borussia Dortmund due settimane fa ha un attimo mitigato i dubbi intorno alla creatura del tecnico italiano, che ha ricordato alla stampa tedesca che anche con il Milan che poi vinse la Champions League nel 2007 aveva collazionato figuracce in precampionato. Ma il clima intorno alla squadra non è dei migliori. Alcuni calciatori chiave come Lewandowski e Muller hanno mostrato pubblicamente il loro mal di pancia, altri come Vidal sembrano aprire alla partenza dalla Germania. Mentre Douglas Costa è ora alla Juve, con Robben e Ribery che ritoccano verso l'alto la conta degli anni. E non è neppure arrivato un top, un pezzo grosso sul mercato, è saltata la trattativa con Alexis Sanchez. All'Allianz Arena è arrivato un calciatore di sicuro valore come Tolisso, sogno non esaudito di Napoli prima e Juventus poi, ma soprattutto James Rodriguez dal Real Madrid, quel diez invocato da Ancelotti per rendere meno prevedibile la manovra del Bayern. Che ha una mission, neppure nascosta. Ovvero vincere il campionato e andare in fondo in Champions League, svanita qualche mese fa per la furia di Cristiano Ronaldo ma soprattutto per gli errori arbitrali nei quarti di finale di ritorno contro il Real al Bernabeu.
 
Ma dietro la fuoriserie targata Ancelotti, c'è un gruppetto di squadre ben organizzate con tecnici giovani in panchina che puntano sui talenti freschi  e sul gioco. Partendo da Peter Bosz, la guida dell'Ajax arrivato in finale nell'ultima Europa League e fermato solo da Mou, che ora proverà a non disperdere il capitale costruito prima da Klopp poi da Tuchel ma imponendo il 4-3-3 che era legge in casa dei Lancieri, con possesso palla, verticalizzazioni. A Dortmund è previsto tanto divertimento, forse senza la continuità per impensierire il Bayern ma la parola finale sulle sorti del Borussia arriverà dal  mercato. Se resteranno Dembelé (ammutinatosi dopo il - momentaneo - mancato passaggio al Barcellona e in punizione prolungata) e Aubameyang (che si è detto pronto a tornare a Milanello), il Dortmund è chiaramente la seconda forza del torneo. In caso contrario, quasi tutte le fiches di Bosz vanno su Christian Pulisic, l'americano della Renania-Vestfalia che a 19 anni conta ammiratori in Premier League (soprattutto il Liverpool).

Per un posto in Champions League si segnala anche Julian Nagelsmann, la 30enne sensazione della panca (Hoffenheim) in Germania da oltre un anno. Lo chiamano Baby Mou, lui non fa nulla per allontanare lo spettro dello Special One, ha la sua personalissima visione del mondo e non esista a farla conoscere in giro. Per la stampa è l'erede di Ancelotti in Baviera, per ora è chiamato al miracolo nei playoff di Champions League dopo la sconfitta casalinga con il Liverpool di Klopp. Un'altra stagione da protagonista e finirà nella lista dei top manager europei. Mentre cerca il - difficile - bis Ralph Hasenhuttl, artefice del miracolo Lipsia, posto d'onore dietro al Bayern nella scorsa edizione del torneo, a un punto dal record assoluto di punti ottenuto da una matricola in Bundesliga (Kaiserslautern campione esattamente 20 anni fa). Ma la Bundesliga che rischia il dispotismo del Bayern di Ancelotti traccia anche la storia di Domenico Tedesco, radici a Rossano Calabro, due anni in Calabria e poi in Germania, che dopo aver salvato l'Aue, club di seconda divisione, ora è tecnico dello Schalke 04 che deve ripartire con le marce alte dopo la stagione negativa alle spalle. Un altro della nidiata di tecnici tedeschi della next generation chiamata a confermarsi, a vantaggio della qualità tecnica del campionato.