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Spagna, Piqué ancora contestato: ma Iniesta lancia un appello per il dialogo

Gerard Piqué (agf)
All'arrivo ad Alicante, il difensore del Barcellona è stato accolto da una nuova orda di contestatori: l'antipasto di quello che può attenderlo venerdì sera allo stadio Rico Pérez
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ALICANTE - Il capitano del Barcellona e centrocampista della Spagna, Andres Iniesta, ha chiesto il dialogo tra il governo spagnolo e i leader in Catalogna per risolvere la crisi dopo il contestato referendum per l'indipendenza. "Non l'ho mai fatto né lo farò, valutare pubblicamente situazioni così complesse e con sentimenti così diversi, ma questa situazione che viviamo oggi è eccezionale", ha scritto Iniesta su Facebook. "Sono chiaro su una cosa, prima che ci facciamo più male: serve un dialogo fra i responsabili di tutto. Fatelo per tutti noi. Meritiamo di vivere in pace".

Parole distensive dopo un'altra giornata difficile per un altro dei simboli della Catalogna, Piqué. Erano almeno un centinaio ad attenderlo. Le intenzioni: le stesse di lunedì sera al raduno di Las Rozas. Se Piqué sperava che la conferenza stampa di mercoledì avesse disteso i toni nei suoi confronti dopo le dichiarazioni a sostegno del referendum per la Catalogna libera, si sbagliava. All'arrivo ad Alicante, dove la Spagna giocherà venerdì contro l'Albania di Panucci per centrare la qualificazione ai Mondiali, il difensore de Barça ha trovato ad attenderlo una nuova orda di contestatori. Nei venti metti che i calciatori della "Roja" hanno dovuto percorrere per raggiungere le stanze dell'hotel Meliá, su Piqué sono piovuti gli insulti di un gruppo di contestatori: qualcuno filmava e incitava i madridisti Isco e Asensio, gli altri erano tutti contro di lui ("Fuera, fuera", il coro più gettonato). L'antipasto di quello che può attenderlo venerdì sera allo stadio Rico Pérez, già sold out: almeno 400 agenti in servizio tra Guardia Civil e polizia nazionale: ma non potranno evitare l'inevitabile contestazione.
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