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Qualificazioni Mondiali, l'Argentina si gioca l'ultima carta: in Ecuador serve la vittoria

(afp)
Ai 2800 metri di altitudine di Quito, la squadra di Sampaoli deve assolutamente vincere contro gli ecudoriani già eliminati, per garantirsi almeno lo spareggio con la Nuova Zelanda
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Se il girone di qualificazione sudamericano si fosse concluso lo scorso 5 ottobre, avrebbe decretato una delle sorprese più clamorose dell'intera storia dello sport: l'Argentina fuori dal Mondiale. Per fortuna della Selecciòn, c'è però l'ennesimo esame di riparazione, la carta della disperazione, stavolta impossibile da fallire. Quito ultima stazione per prendere il treno destinazione Russia: la squadra del contestatissimo Jorge Sampaoli va nella tana dell'Ecuador. Ha l'obbligo di conquistare i tre punti: se dovessi riuscirci, nella migliore delle ipotesi si qualificherebbe direttamente, nella peggiore andrebbe a fare uno spareggio contro la Nuova Zelanda, squadra fisica e volitiva che però è lontanissima parente nel blasone ai fratelli maggiori del rugby.

Impossibile resistere alla tentazione di piazzare l'equazione del tipo 'Ecuador senza stimoli e quindi avversario facile per l'Argentina'. Tendenzialmente il discorso regge, ma ha tanti argomenti a contrario. Basta citarne uno: nel girone sudamericano, chissà, forse per vecchie ruggini mai sopite, nessuno sembra intenzionato a fare regali. Basta prendere ad esempio il Venezuela, ampiamente fuori dai giochi eppure in grado di neutralizzare in rapida successione Argentina e Uruguay. Insomma, ce n'è a sufficienza perché la partita venga affrontata con timore. La stampa argentina dà peso, prima ancora che alla formazione, alle condizioni atmosferiche. Sembra che stanotte (1.30 ora italiana, le 18.30 locali) all'ora della partita di scatenerà su Quito una pioggia torrenziale. Un fattore che va ad aggiungersi al problema dell'altitudine: lo stadio Atahualpa è situato a 2800 metri di altezza, problema molto serio per chi non è abituato a situazioni del genere. 

Dettagli comunque, briciole al cospetto del problema principale. Una squadra con una miridade di giocatori di talento, contorno al diadema Messi, ha segnato appena 16 reti in 17 partite. Una miseria. Rispetto alla partita deludente con il Perù, il ct sembra intenzionato a lasciare fuori Banega e il "Papu" Gomez per dare spazio a Enzo Pérez ed Eduardo Salvio. Conferma in avanti per l'attaccante del Boca Dario Benedetto: significa che per Mauro Icardi ci sarà ancora panchina, così come per Dybala, che continua a pagare le dichiarazioni - inopportune - circa la propria incompatibilità tattica con Messi. "Il pericolo maggiore sta nella grande voglia che hanno i ragazzi di andare ai mondiali - ha detto alla vigilia Sampaoli - l'eccessiva tensione potrebbe giocarci contro non facendoci esprimere come sappiamo. La cosa che conta di più è il risultato. Spero che ci qualificheremo perché ce lo meritiamo. Il pericolo altura? Questo è un fattore che storicamente l'Argentina ha sempre pagato ma dobbiamo comunque vincere. Il rivale è l'Ecuador, i gol sbagliati, la convinzione in campo".

Esaurite le considerazioni su clima e formazione, spazio alla dietrologia. L'allenatore dell'Ecuador, al passo d'addio, è... argentino. Jorge Célico, chiamato nel tentativo - fallito - di salvare in extremis la situazione. Célico ha detto che schiererà uan formazione di gente abituata a giocare in altitudine e che i giocatori cercheranno di regalare una gioia al paese. Parole di prammatica, stridenti con la dietrologia. Viene ritirato fuori il precedente del portiere peruviano Quiroga, di fatto argentino naturalizzato, che ne prese 6 nel Mundial 1978 spianando ai padroni di casa la strada per la finale di Baires. E c'è anche chi affonda le proprie teorie in storia e politica: l'Ecuador non perdendo farebbe un grosso favore al Perù, visto un po' come fumo negli occhi. Nel secolo scorso le guerre tra i due stati sono state ben tre...

Per l'Argentina (ovviamente sempre a patto di vincere) il risultato perfetto sarebbe il pari proprio tra Perù e Colombia: in quel caso Albiceste si qualifica direttamente. In caso di vittoria del Perù invece, gli argentini dovrebbero vincere con uno scarto maggiore per andare in testa nella differenza reti. Se vince la Colombia, fari puntati anche su Brasile-Cile. I verdeoro non hanno mai perso in casa nella loro storia nelle qualificazioni mondiali: se la tradizione continua, l'Argentina con la vittoria supera la Roja e si qualifica direttamente.

Restano due gare da analizzare: calcoli alla mano, all'Uruguay (che sta a +10 nella differenza reti) basta un pari a Montevideo con la Bolivia per evitare ragionevolmente qualsiasi tipo di rischio. Il Paraguay, che con un finale di partita impensabile ha rovinato una qualificazione che sembrava certa alla Colombia, deve invece battere largo il Venezuela e sperare in tante combinazioni favorevoli. Difficile, quasi impossibile, ma queste qualificazioni sudamericane hanno dimostrato che tutto può succedere.

Il programma dell'ultima giornata
Ecuador-Argentina, Perù-Colombia, Brasile-Cile, Uruguay-Bolivia, Paraguay-Venezuela
Classifica: Brasile 38, Uruguay 28 (diff. reti +10), Cile 26 (dr +2), Colombia 26 (+2), Perù 25 (+1), Argentina 25 (+1), Paraguay 24 (-5), Ecuador 20, Bolivia 14, Venezuela 9
 
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