MADRID - "Sono molto felice, ringrazio il club e il presidente per tutti gli sforzi fatti per farmi tornare". Sono queste le prime parole di Diego Costa nel giorno della sua presentazione come nuovo giocatore dell'Atletico Madrid. Per l'attaccante spagnolo di origini brasiliane si tratta di un ritorno a casa, ma anche di una prima volta visto che è stato presentato dal presidente Enrique Cerezo nel novissimo stadio Wanda Metropolitano. "Fisicamente sono molto meglio di quando sono arrivato qui. Sono ansioso, voglio giocare e aiutare la squadra", ha detto ancora il centravanti che in estate è stato a lungo inseguito anche dal Milan.
"Ho lavorato molto, è stata dura non giocare. Mi sono preparato anche mentalmente per questo momento. Ora ho solo bisogno di giocare, sono stanco di allenarmi così tanto", ha proseguito. Sul suo addio al Chelsea, Costa non ha voluto fare polemiche: "Non ho imparato l'inglese, peccato. Sono stato molto bravo, con la gente e con i compagni... Mi hanno aiutato molto, mi hanno reso la vita più facile. Il Chelsea è un grande club. Ho un affetto speciale per loro e ho solo bei ricordi". Nessun riferimento ad Antonio Conte. Infine sui suoi nuovi compagni di squadra, alcuni dei quali li conosce molto bene, Diego Costa ha detto: "Mi troverò bene con tutti, con Torres, Griezman, Gameiro e Correa. Non ho intenzione di arrivare e pensare di essere Dio".
"Ho lavorato molto, è stata dura non giocare. Mi sono preparato anche mentalmente per questo momento. Ora ho solo bisogno di giocare, sono stanco di allenarmi così tanto", ha proseguito. Sul suo addio al Chelsea, Costa non ha voluto fare polemiche: "Non ho imparato l'inglese, peccato. Sono stato molto bravo, con la gente e con i compagni... Mi hanno aiutato molto, mi hanno reso la vita più facile. Il Chelsea è un grande club. Ho un affetto speciale per loro e ho solo bei ricordi". Nessun riferimento ad Antonio Conte. Infine sui suoi nuovi compagni di squadra, alcuni dei quali li conosce molto bene, Diego Costa ha detto: "Mi troverò bene con tutti, con Torres, Griezman, Gameiro e Correa. Non ho intenzione di arrivare e pensare di essere Dio".