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City ricco ma sconfitto, il piccolo Wigan fa arrabbiare Pep

La festa di giocatori e tifosi del Wigan (lapresse)
Manchester fuori in FA Cup contro una formazione di League One, terza serie inglese. Aguero nervoso, il tecnico vede sfumare la possibilità di vincere quattro trofei. Una storia non nuova
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LONDRA - Gol, botte, invasioni di campo. Davide che batte Golia, il frame magico che tocca l'eroe di turno, il tutto al ritmo del brit pop degli Oasis. C'è più di un motivo perché gli inglesi vadano matti per la FA Cup. Certo, dopo ieri sera un po' meno i tifosi del Manchester City, che hanno salutato il torneo agli ottavi di finale per mano del Wigan, League One, terza serie inglese, decaduta dopo aver vinto cinque anni fa la Coppa (in finale sul City..) e ora di nuovo sulla prima pagina dei tabloid d'Inghilterra. Ma la sceneggiatura forse è degna di Hollywood, piuttosto che del cinema di Sua Maestà.

City in formazione tipo che prende a pallate gli avversari, che resta in dieci per l'espulsione di Delph. Poi dopo la tentata presa del fortino, va in rete il Wigan con l'eroe popolare Will Grigg, resistenza all'assalto finale dei Citizens. Triplice fischio, successo del Wigan, invasione di campo dei supporters, gioia poco c…
LONDRA - Gol, botte, invasioni di campo. Davide che batte Golia, il frame magico che tocca l'eroe di turno, il tutto al ritmo del brit pop degli Oasis. C'è più di un motivo perché gli inglesi vadano matti per la FA Cup. Certo, dopo ieri sera un po' meno i tifosi del Manchester City, che hanno salutato il torneo agli ottavi di finale per mano del Wigan, League One, terza serie inglese, decaduta dopo aver vinto cinque anni fa la Coppa (in finale sul City..) e ora di nuovo sulla prima pagina dei tabloid d'Inghilterra. Ma la sceneggiatura forse è degna di Hollywood, piuttosto che del cinema di Sua Maestà.

City in formazione tipo che prende a pallate gli avversari, che resta in dieci per l'espulsione di Delph. Poi dopo la tentata presa del fortino, va in rete il Wigan con l'eroe popolare Will Grigg, resistenza all'assalto finale dei Citizens. Triplice fischio, successo del Wigan, invasione di campo dei supporters, gioia poco contenuta, un paio del City restano in campo per rovinare l'attimo fuggente, tra cui Aguero. Che gradisce poco i flash degli smartphone per immortalare il momento. Il Kun è pizzicato mentre colpisce un tifoso del Wigan - in arrivo l'inchiesta della Federcalcio inglese, con il City che chiede l'utilizzo dei filmati video ma anche il Wigan ha annunciato un'indagine interna -, corpi separati a un battito di ciglia dal contatto fisico, cui va vicino anche Guardiola nel sottopassaggio con Cook, il manager del Wigan. E per sigillare il magic moment, l'altoparlante del DW Stadium piazza in sottofondo gli Oasis, praticamente la colonna sonora dei successi del City, con i fratelli Gallagher che vanno d'accordo su niente, tranne che sulla fede mistica verso la squadra di Guardiola. Che stavolta dovrà accontentarsi (oltre a rivedere il suo comportamento nei finali di gara, spesso oltre le righe), niente quadruple con il club inglese, al massimo tre trofei, con la Premier League praticamente già esposta in vetrina, la finale della Carabao Cup in programma il 25 febbraio a Wembley contro l'Arsenal e il pass per i quarti di finale di Champions League già vidimato, dopo la quaterna a domicilio al Basilea. Resta quindi inarrivabile la sestina di Pep con il Barcellona 2009, forse la squadra di club più forte di sempre, con Liga, Champions League, Mondiale per club, Coppa del Re, Supercoppa europea e spagnola.
 
IL CASO WIGAN - Il piccolo club della contea di Greater Manchester, che in realtà va in fissa per il rugby, è ormai consacrata bestia nera dei Citizens. Da Mancini a Pellegrini fino a Pep, tre eliminazioni consecutive, con questa sul gradino più alto del podio, forse più della finale di Fa Cup vinta cinque anni fa proprio sul City del tecnico italiano, anche per i 29 tiri in porta del City contro i quattro avversari. Ma entra nella letteratura del calcio britannico ancora una volta Will Grigg, autore del gol vittoria. A Euro 2016 il coro Will Grigg's on Fire, creato da un tifoso del Wigan in onore della 31enne punta della nazionale nordirlandese, diveniva un tormentone da top ten per Itunes, anche se Grigg conobbe solo panchina nel torneo. E dopo qualche tempo nascosto dietro le foglie, infortuni, pochi gol e retrocessioni, è tornato Will Grigg's on Fire, con sette reti in FA Cup, oltre a 17 in campionato.
 
ITALIA K.O CON LO ZAMBIA, FIGURACCIA REAL - La Nazionale italiana è tra le protagoniste di altri casi di inattesi passi falsi. Del capitombolo con la Corea del Nord ai Mondiali del 1966, rispedita a casa dall'Inghilterra dal dentista Pak Doo Ik, che portava la Figc a decretare il blocco degli stranieri fino al 1980, sino all'incredibile quaterna subita dallo Zambia alle Olimpiadi di Seul 1988. Era la squadra di Ferrara, Tassotti, Tacconi, Carnavale e Virdis, allenata da Dino Zoff. Mentre dieci anni fa la palma d'oro nelle figuracce spettava al Real Madrid di Cannavaro, Marcelo, Van Nistelrooy, eliminato in Coppa del Re dall'Alcorcon ma meglio non è andata al Chelsea battuto in casa dal Bradford (League One).