Sport

Inghilterra, Mou 'accarezza' Conte: e lo United batte il Chelsea

L'avvicinamento tra Mourinho e Conte (reuters)
Finisce 2-1 all'Old Trafford l'atteso duello tra ' 'nemici' della panchina. C'è spazio anche per la distensione, grazie soprattutto al portoghese che si avvicina all'italiano
2 minuti di lettura
LONDRA - Non solo la stretta di mano, ma sorrisi e sguardi complici e pure una carezza, al triplice fischio. Mou e Conte, da nemici a (quasi) colleghi del cuore. Sono bastati meno di 20 minuti per mettere in pratica la strategia della distensione a Old Trafford nel big match (2-1) vinto dal Manchester United sul Chelsea. La stretta, freddina, istituzionale, prima del via: un inizio con le marce basse, la strada della saggezza, anche dell'ipocrisia, dopo settimane, anzi mesi, di rapporti complicati, di reciproche fughe in sentieri mai solcati da allenatori. Un attimo, un frame per estrarre il dente, poi ognuno per la sua strada.

È stato Mourinho, cerimoniere nel Teatro dei Sogni, ad avvicinarsi a Conte a bordocampo, precedendo l'incrocio tra mani da un "thank you" all'avversario. In precedenza, nel tunnel che porta al manto verde del tempio dello United nessun contatto, i due erano a distanza di sicurezza. Conte in coda ai Blues, per Mou pacche sulle spalle di Willian, ex scudiero dello Special One che mezz'ora dopo avrebbe portato avanti nel punteggio il Chelsea. Insomma, l'atteso gesto pareva svanito, fino al cambio di sceneggiatura, prima del via, il momento che il calcio inglese, anzi quello internazionale, attendeva da tempo, quasi fosse la stretta tra Reagan e Gorbaciov, oppure quella recente tra gli alti rappresentanti delle due Coree alle Olimpiadi di PyeongChang. E poco importava che Manchester United-Chelsea fosse stata anche una finale di Champions League (nel 2008 a Mosca, vinta dallo United con la famosa scivolata di John Terry nella sequenza dei rigori) e che i tre punti a Old Trafford valessero forse una casella sicura per un pass per la prossima Champions League: elementi di contorno nella sfida dialettica tra i due. Dunque, stretta di mano e calcio d'inizio.

Ma la sorpresa - forse fino a un certo punto - arrivava dopo poco più di un quarto d'ora di dominio dei Blues (con traversa di Morata al 3') sul terreno di gioco, con Mou che quasi abbandonava la sua area tecnica per scambiare un pensiero e un sorriso con Conte, a sua volta sorpreso e divertito. Evaporati in un attimo il clown di Mou a Conte, la demenza senile che avrebbe colpito il portoghese secondo il tecnico italiano, poi i riferimenti di Mou alla squalifica di Conte per l'affaire calcioscommesse, ai capelli di Conte, la quasi rissa nel sottopassaggio di una sfida di FA Cup. Materiale per una collana di libri, per un film, una serie tv. E forse la fine delle ostilità con Mou portava Conte a un'esultanza contenuta - pugni mostrati verso la sua tribuna - per il vantaggio di Willian, che rischiavano più volte il raddoppio, prima del pari di Lukaku, su assist di Martial, mentre Mou teneva alto il volume della sua radio con gli ufficiali di bordocampo.
 
CONTE NELLA TRAPPOLA MOU
D'altronde era stato il tecnico italiano ha accettato di finire nella rete di Mou. Il portoghese conosce da anni queste rotte, la verve dialettica ha toccato punti alti per anni con Guardiola - con cui c'è stima reciproca professionale, sino al recente ricongiungimento tra strette di mano e abbracci al confine tra le panchine - e soprattutto con Rafa Benitez, preso in giro più volte dallo Special One, che però recentemente provvedeva a riabilitare lo spagnolo, che come lui vanta in vetrina sia Champions che Europa League. Insomma, per Mou, almeno fino alla stretta di mano, Conte veniva dopo solo il nemico Wenger, con cui ha rischiato di andare oltre le minacce, quel fronte contro fronte da cowboy all'ultimo duello con il tecnico alsaziano nell'ottobre di quattro anni fa dopo che Wenger ne chiedeva l'espulsione per aver invaso la sua area tecnica.

Invece per Conte nel palmares c'è qualche frecciata con Benitez, quando lo spagnolo allenava il Napoli, poi storie tese con calciatori (Diego Costa), con dirigenti (Galliani e la dirigenza juventina dopo il suo addio alla Vecchia Signora). Nel corso della gara, che nel secondo tempo ha visto lo United prendere campo e occasioni da reti, non ci sono stati altri spunti per il contatto tra i due, nessuna esultanza particolare del portoghese sul 2-1 (al 76') dei Red Devils con colpo di testa di Lingard su cross di Lukaku, migliore in campo assieme a Willian. Anzi, Mou ha pure regalato una carezza, assieme alla stretta di mano, a Conte a fine gara. Insomma, ascia di guerra sotterrata. Almeno fino alla prossima puntata.
I commenti dei lettori