ROMA - La rincorsa impossibile. La Bundesliga che parte venerdì, insolitamente in ritardo rispetto a Premier League, Liga e Serie A, conta un solo favorito per il Meisterschale, il Bayern Monaco (che apre il torneo alle 20,30 contro l'Hoffenheim), senza avversari. Assieme alla Ligue 1 è il torneo meno equilibrato tra i migliori cinque nel panorama europeo. E anche per gli addetti ai lavori, nessuna sorpresa in arrivo, il torneo è già impacchettato verso Monaco di Baviera. "E così sarà anche nei prossimi anni, solo loro possono decidere quando smettere di vincere" ha spiegato a Welt Michael Reschke, direttore generale dello Stoccarda, secondo cui solo un format diverso del campionato, tipo con i playoff, potrebbe rendere più complessa la vita al club bavarese, che viene da sei titoli in fila e 86 punti di media. E che ha già messo in vetrina la Supercoppa di Germania, due settimane fa.
L'ESTATE DEL BAYERN: ARRIVI, PARTENZE E POLEMICHE - Dunque, forse poco pepe al via del torneo, ma molto si è discusso prima, tante polemiche e non solo sul livello della competizione, complice la brutta figura della nazionale tedesca ai Mondiali russi. L'ultima, tra il presidente del Bayern, Uli Hoeness e il procuratore di Lewandowski, che vorrebbe portare via il 30enne polacco dalla Baviera - il mercato in Bundesliga chiude il 31 agosto, come in Spagna e Francia -, mentre il club fa muro anche mediaticamente, non ha oscurato il giudizio severo dello stesso Hoeness su Mesut Ozil ("Gioca da schifo da anni") e sull'affare Ronaldo-Juventus, decisamente poco apprezzato in Baviera. Sul mercato, in verità, il Bayern non ha speso neppure cifre astronomiche - e Hoeness, nei giorni scorsi ha chiarito la filosofia gestionale del club che mai acquisterà calciatori per centinaia di milioni -, ma se possibile è cresciuta la distanza dalle avversarie. Oltre al tecnico Kovac e le nuove regole per gli atleti, privati del cellulare all'interno del centro sportivo, sono arrivati all'Allianz Arena Goretska, a costo zero dallo Schalke 04, il talentino Gnabry, ritorno prestito dall'Hoffenheim e soprattutto la sensazione del calcio americano, il canadese Alphonso Davies, 18 anni, da Vancouver, scommessa da dieci milioni di euro (in campo da gennaio 2019), mentre è partito Vidal (forse anche Boateng, verso il Psg) e il sogno Dybala è rimasto nel cassetto. Potrebbe non bastare per arrivare alla Champions League, ma il margine per il Meisterschale sulle avversarie è comodo.
LA ZONA CHAMPIONS, DAL LIPSIA AL DORTMUND - Mentre per un piazzamento in zona Champions c'è il Lipsia del guru Rangnick, che in attesa di accogliere nella prossima stagione il fenomeno della panca Julian Nagelsmann - sempre in estate ha spiegato i motivi del rifiuto alla panchina del Real Madrid - si dividerà tra Bundesliga e Champions League con la rosa della passata stagione (tranne Naby Keita al Liverpool per quasi 60 mln), oltre al brasiliano Cunha (dal Sion per 15 mln) e del terzino argentino Saracchi, dal River Plate, tra le possibili rivelazioni del torneo. Poi, ecco il Borussia Dortmund del nuovo corso targato Favre (ex Nizza), giovani e calcio totale, possesso palla e Mario Gotze sulla mediana, anziché in area di rigore. Ma è per ora solo un cantiere: via Socratis e Yarmolenko, dentro il belga Witsel, assieme al difensore Diallo del Mainz (28 mln), da Delaney del Werder Brema (20 mln) e Wolf dell'Eintracht Francoforte, ma privo di una punta da 20 gol, assente dalla partenza di Aubameyang e solo per qualche mese colmata con Batshuayi del Chelsea. Anche se il Muro Giallo potrà godersi - forse solo per questa stagione - le prodezze di Pulisic, l'americano di Croazia, dribbling e fiuto del gol, nei radar dei top club.
PER TEDESCO E BABY MOU C'E' L'EUROPA LEAGUE - Parte invece più dietro lo Schalke 04 allenato da Domenico Tedesco, che ha perso il centrocampo titolare, Goretska e Meyer, inserendo nella rosa Uth, punta dei gol decisivi per l'Hoffenheim in Champions League e il difensore senegalese Sanè. E nella scia del club di Gelsenkirchen, ecco il Bayer Leverkusen (occhio al 18enne brasiliano Paulinho), l'Hoffenheim di baby Mou (ma non diteglielo...) Nagelsmann, che punta forte sull'ex prodigio Belfodil, dallo Standard Liegi, anni dopo aver illuso i cuori dei tifosi di Inter e Parma e il Borussia Moenchengladbach, con Alassane Plea in attacco, l'ex compagno di reparto di Mario Balotelli al Nizza.
L'ESTATE DEL BAYERN: ARRIVI, PARTENZE E POLEMICHE - Dunque, forse poco pepe al via del torneo, ma molto si è discusso prima, tante polemiche e non solo sul livello della competizione, complice la brutta figura della nazionale tedesca ai Mondiali russi. L'ultima, tra il presidente del Bayern, Uli Hoeness e il procuratore di Lewandowski, che vorrebbe portare via il 30enne polacco dalla Baviera - il mercato in Bundesliga chiude il 31 agosto, come in Spagna e Francia -, mentre il club fa muro anche mediaticamente, non ha oscurato il giudizio severo dello stesso Hoeness su Mesut Ozil ("Gioca da schifo da anni") e sull'affare Ronaldo-Juventus, decisamente poco apprezzato in Baviera. Sul mercato, in verità, il Bayern non ha speso neppure cifre astronomiche - e Hoeness, nei giorni scorsi ha chiarito la filosofia gestionale del club che mai acquisterà calciatori per centinaia di milioni -, ma se possibile è cresciuta la distanza dalle avversarie. Oltre al tecnico Kovac e le nuove regole per gli atleti, privati del cellulare all'interno del centro sportivo, sono arrivati all'Allianz Arena Goretska, a costo zero dallo Schalke 04, il talentino Gnabry, ritorno prestito dall'Hoffenheim e soprattutto la sensazione del calcio americano, il canadese Alphonso Davies, 18 anni, da Vancouver, scommessa da dieci milioni di euro (in campo da gennaio 2019), mentre è partito Vidal (forse anche Boateng, verso il Psg) e il sogno Dybala è rimasto nel cassetto. Potrebbe non bastare per arrivare alla Champions League, ma il margine per il Meisterschale sulle avversarie è comodo.
LA ZONA CHAMPIONS, DAL LIPSIA AL DORTMUND - Mentre per un piazzamento in zona Champions c'è il Lipsia del guru Rangnick, che in attesa di accogliere nella prossima stagione il fenomeno della panca Julian Nagelsmann - sempre in estate ha spiegato i motivi del rifiuto alla panchina del Real Madrid - si dividerà tra Bundesliga e Champions League con la rosa della passata stagione (tranne Naby Keita al Liverpool per quasi 60 mln), oltre al brasiliano Cunha (dal Sion per 15 mln) e del terzino argentino Saracchi, dal River Plate, tra le possibili rivelazioni del torneo. Poi, ecco il Borussia Dortmund del nuovo corso targato Favre (ex Nizza), giovani e calcio totale, possesso palla e Mario Gotze sulla mediana, anziché in area di rigore. Ma è per ora solo un cantiere: via Socratis e Yarmolenko, dentro il belga Witsel, assieme al difensore Diallo del Mainz (28 mln), da Delaney del Werder Brema (20 mln) e Wolf dell'Eintracht Francoforte, ma privo di una punta da 20 gol, assente dalla partenza di Aubameyang e solo per qualche mese colmata con Batshuayi del Chelsea. Anche se il Muro Giallo potrà godersi - forse solo per questa stagione - le prodezze di Pulisic, l'americano di Croazia, dribbling e fiuto del gol, nei radar dei top club.
PER TEDESCO E BABY MOU C'E' L'EUROPA LEAGUE - Parte invece più dietro lo Schalke 04 allenato da Domenico Tedesco, che ha perso il centrocampo titolare, Goretska e Meyer, inserendo nella rosa Uth, punta dei gol decisivi per l'Hoffenheim in Champions League e il difensore senegalese Sanè. E nella scia del club di Gelsenkirchen, ecco il Bayer Leverkusen (occhio al 18enne brasiliano Paulinho), l'Hoffenheim di baby Mou (ma non diteglielo...) Nagelsmann, che punta forte sull'ex prodigio Belfodil, dallo Standard Liegi, anni dopo aver illuso i cuori dei tifosi di Inter e Parma e il Borussia Moenchengladbach, con Alassane Plea in attacco, l'ex compagno di reparto di Mario Balotelli al Nizza.