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Argentina, è 0-0 tra River e Boca: ma non mancano le polemiche

Daniele De Rossi, 36 anni, durante River-Boca (ap)
Nel Superclasico di campionato, il primo per De Rossi, finisce in parità ma con dieci ammoniti e le proteste di entrambe le squadre per le decisioni arbitrali. Nessun incidente tra i tifosi
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BUENOS AIRES - Termina senza reti ma con il consueto mare di polemiche il Superclasico tra River Plate e Boca Juniors andato in scena questa notte a Buenos Aires in un Monumental totalmente esaurito. Era il primo Superclasico per Daniele De Rossi, che ha scelto di vestire la camiseta degli Xeneizes proprio per vivere in prima persona sfide del genere: in fin dei conti, diceva Osvaldo Soriano, ci sono le partite di calcio e poi c'è River-Boca. La quinta giornata del campionato argentino metteva di fronte i 'Millonarios' e i 'Bosteros' a 266 giorni di distanza dall'ultima volta.

L'ultimo precedente

Era il 9 dicembre del 2018: nel Santiago Bernabeu di Madrid il River Plate sconfisse 3-1 i rivali di sempre vincendo la finale di Copa Libertadores più pazza del mondo. La decisione di spostare la gara di ritorno in Spagna fu presa dalla Conmebol in seguito ai violenti incidenti e all'agguato al pullman del Boca Juniors che fu bersaglia…
BUENOS AIRES - Termina senza reti ma con il consueto mare di polemiche il Superclasico tra River Plate e Boca Juniors andato in scena questa notte a Buenos Aires in un Monumental totalmente esaurito. Era il primo Superclasico per Daniele De Rossi, che ha scelto di vestire la camiseta degli Xeneizes proprio per vivere in prima persona sfide del genere: in fin dei conti, diceva Osvaldo Soriano, ci sono le partite di calcio e poi c'è River-Boca. La quinta giornata del campionato argentino metteva di fronte i 'Millonarios' e i 'Bosteros' a 266 giorni di distanza dall'ultima volta.

L'ultimo precedente

Era il 9 dicembre del 2018: nel Santiago Bernabeu di Madrid il River Plate sconfisse 3-1 i rivali di sempre vincendo la finale di Copa Libertadores più pazza del mondo. La decisione di spostare la gara di ritorno in Spagna fu presa dalla Conmebol in seguito ai violenti incidenti e all'agguato al pullman del Boca Juniors che fu bersagliato di pietre e bastoni mentre si avvicinava al Monumental. Per uno scherzo del destino, le due squadre si incroceranno nuovamente in Copa Libertadores tra meno di un mese, stavolta in semifinale: comunque vada, sarà un'altra epopea che segnerà per sempre la rivalità tra queste due squadre. Ecco perché la sfida di ieri, in una Buenos Aires blindata e presidiata da oltre duemila agenti schierati per evitare una nuova figuraccia mondiale, era attesa ma non troppo: del resto, una cosa è giocarsi tre punti del campionato locale, un'altra è aggiudicarsi la finale della coppa più importante del continente.

Derby caldo, 10 ammoniti

Alla fine non ci sono stati incidenti, anche perché in Argentina da qualche anno è vietato ai tifosi ospiti di andare in trasferta. Lo spettacolo sugli spalti è stato magico ed elettrizzante come sempre e lo zero a zero finale sta molto più stretto al River che ha dominato dal primo all'ultimo minuto, trovandosi di fronte un Boca molto coperto e compatto, con lo schema tattico del tecnico Alfaro che sapeva molto di catenaccio all'italiana. Mentre il pubblico del Monumental ironizzava sul "tragedia di Madrid" (tantissimi gli striscioni con i riferimenti alla gara del dicembre scorso), e tirava in campo centinaia di palloncini neri in segno di lutto, in campo le due squadre se le davano di santa ragione.

Il primo Superclasico di De Rossi

Sono stati dieci gli ammoniti, sette per gli Xeneizes e tre per la squadra di Marcelo Gallardo, idolo indiscusso della galassia biancorossa capace di vincere la Libertadores una volta da giocatore e addirittura due volte da allenatore. Costretto a scendere in campo con assenze pesanti come quelle di di Wanchope Ábila, Toto Salvio e Zárate, Alfaro si è affidato all'esperienza di De Rossi che ieri è partito titolare, giocando settanta minuti pieni di personalità e di grinta che da queste parti chiamano "garra". L'impatto dell'ex capitano della Roma, che per ironia della sorte giocava il suo primo Superclasico mentre a Roma andava in scena il derby, è stato molto positivo: a 36 anni, ha fatto da diga davanti alla difesa con passaggi precisi e interventi sempre puntuali. Anche grazie a lui, il portiere del Boca Andrada è riuscito a battere il record d'imbattibilità del calcio argentino: il 28enne proveniente dal Lanús non prende gol da 869 minuti, superando il precedente primato di Antonio Roma che resisteva addirittura dal 1969. Le polemiche arbitrali vanno dal rigore chiesto dal River per un presunto fallo di Capaldo su Casco, fino al mancato doppio giallo per Perez dopo due interventi da codice penale. Il pareggio del Monumental, che però per il Boca vale come una vittoria, impedisce agli Xeneizes di raggiungere il San Lorenzo in vetta alla classifica. Tra un mese, in Libertadores, sarà tutta un'altra storia.