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Argentina, Maradona compie 59 anni e il Newell's lo accoglie con un trono

Diego Armando Maradona siede sul trono preparato per lui dal Newell's Old Boys 
Il Pibe de Oro, allenatore del Gimnasia La Plata ospite dei rossoneri in campionato, ha trovato lo speciale regalo allo stadio di Rosario, dove ha giocato nel 1993-94. Inondato dall'affetto del pubblico, Maradona ha promesso tra le lacrime che un giorno tornerà nel club che durante la sua carriera da calciatore gli permise di tornare in patria dopo dieci anni in Europa
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ROMA - Lo hanno accolto allo stadio con un trono. Quelli del Newell's Old Boys volevano trovare un modo per celebrare al meglio il ritorno a casa di Diego Armando Maradona. E probabilmente ci sono riusciti. D'altronde, l'occasione era di quelle da non lasciarsi sfuggire: Maradona tornava allo stadio 'Marcelo Bielsa' (sì, proprio il Loco, a cui il Newell's ha intitolato il proprio impianto nel 2008) alla vigilia del suo 59° compleanno. E quindi c'era da festeggiare, anche se con la maglia del Newell's il Pibe giocò appena 5 partite, nella stagione 1993-94, senza segnare nessun gol. L'unica squadra della sua carriera senza reti all'attivo. Ma nella città di Rosario, dove la passione per i grandissimi del calcio (è la città natale di Leo Messi) raggiunge livelli impressionanti, le fredde statistiche non contano: il 1993 era stato l'anno del grande rientro in patria di Maradona dopo dieci stagioni in Europa, e poco importa che la sua avventura con il Newell's fosse durata solo pochi mesi, anche a causa del rapporto difficile l'allenatore dell'epoca Jorge Castelli.

Maradona è arrivato a Rosario da allenatore del Gimnasia La Plata per il match di campionato in casa dei rossoneri. Ma la partita è passata quasi in secondo piano. El Pibe de Oro ha ringraziato commosso i tifosi del Newell's, in visibilio come nemmeno i bambini davanti ai regali di Natale. Anzi, per qualcuno il 30 ottobre è davvero Natale: proprio nella città di Rosario il 30 ottobre 1998, giorno del 38° compleanno di Maradona, venne fondata la Chiesa maradoniana. Che ha circa 200 mila proseliti e festeggia il Natale nel giorno di nascita del suo Messia e la Pasqua il 22 giugno, in onore della mitica partita dei Mondiali 1986 Argentina-Inghilterra. Decisa dal Pibe de Oro con uno dei gol più belli della storia, dribblando come birilli gli avversari, e con quella che è passata alla storia come la Mano de Dios, la rete di mano non vista dall'arbitro tunisino Ali Bin Nasser.

Seduto sul suo trono, che prima della partita ha anche autografato e che verrà messo all'asta, Maradona ha festeggiato i 4 gol con cui il suo Gimnasia, penultimo in classifica, ha passeggiato contro il Newell's, settimo a 3 punti dalla vetta. Una delle tante cose curiose di una serata che resterà nella memoria dei rosarini. E che il Pibe de Oro ha contribuito a infiammare, dicendo tra le lacrime: "Grazie per questa accoglienza e per questo amore. Un giorno ci ritroveremo. Non sono parole di circostanza, ritornerò". Quel giorno non sarà sufficiente un trono per accogliere Re Diego.
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