ROMA - Lo hanno accolto allo stadio con un trono. Quelli del Newell's Old Boys volevano trovare un modo per celebrare al meglio il ritorno a casa di Diego Armando Maradona. E probabilmente ci sono riusciti. D'altronde, l'occasione era di quelle da non lasciarsi sfuggire: Maradona tornava allo stadio 'Marcelo Bielsa' (sì, proprio il Loco, a cui il Newell's ha intitolato il proprio impianto nel 2008) alla vigilia del suo 59° compleanno. E quindi c'era da festeggiare, anche se con la maglia del Newell's il Pibe giocò appena 5 partite, nella stagione 1993-94, senza segnare nessun gol. L'unica squadra della sua carriera senza reti all'attivo. Ma nella città di Rosario, dove la passione per i grandissimi del calcio (è la città natale di Leo Messi) raggiunge livelli impressionanti, le fredde statistiche non contano: il 1993 era stato l'anno del grande rientro in patria di Maradona dopo dieci stagioni in Europa, e poco importa che la sua avventura con il Newell's fosse durata solo pochi mesi, anche a causa del rapporto difficile l'allenatore dell'epoca Jorge Castelli.
Maradona è arrivato a Rosario da allenatore del Gimnasia La Plata per il match di campionato in casa dei rossoneri. Ma la partita è passata quasi in secondo piano. El Pibe de Oro ha ringraziato commosso i tifosi del Newell's, in visibilio come nemmeno i bambini davanti ai regali di Natale. Anzi, per qualcuno il 30 ottobre è davvero Natale: proprio nella città di Rosario il 30 ottobre 1998, giorno del 38° compleanno di Maradona, venne fondata la Chiesa maradoniana. Che ha circa 200 mila proseliti e festeggia il Natale nel giorno di nascita del suo Messia e la Pasqua il 22 giugno, in onore della mitica partita dei Mondiali 1986 Argentina-Inghilterra. Decisa dal Pibe de Oro con uno dei gol più belli della storia, dribblando come birilli gli avversari, e con quella che è passata alla storia come la Mano de Dios, la rete di mano non vista dall'arbitro tunisino Ali Bin Nasser.
Seduto sul suo trono, che prima della partita ha anche autografato e che verrà messo all'asta, Maradona ha festeggiato i 4 gol con cui il suo Gimnasia, penultimo in classifica, ha passeggiato contro il Newell's, settimo a 3 punti dalla vetta. Una delle tante cose curiose di una serata che resterà nella memoria dei rosarini. E che il Pibe de Oro ha contribuito a infiammare, dicendo tra le lacrime: "Grazie per questa accoglienza e per questo amore. Un giorno ci ritroveremo. Non sono parole di circostanza, ritornerò". Quel giorno non sarà sufficiente un trono per accogliere Re Diego.
Maradona è arrivato a Rosario da allenatore del Gimnasia La Plata per il match di campionato in casa dei rossoneri. Ma la partita è passata quasi in secondo piano. El Pibe de Oro ha ringraziato commosso i tifosi del Newell's, in visibilio come nemmeno i bambini davanti ai regali di Natale. Anzi, per qualcuno il 30 ottobre è davvero Natale: proprio nella città di Rosario il 30 ottobre 1998, giorno del 38° compleanno di Maradona, venne fondata la Chiesa maradoniana. Che ha circa 200 mila proseliti e festeggia il Natale nel giorno di nascita del suo Messia e la Pasqua il 22 giugno, in onore della mitica partita dei Mondiali 1986 Argentina-Inghilterra. Decisa dal Pibe de Oro con uno dei gol più belli della storia, dribblando come birilli gli avversari, e con quella che è passata alla storia come la Mano de Dios, la rete di mano non vista dall'arbitro tunisino Ali Bin Nasser.
Seduto sul suo trono, che prima della partita ha anche autografato e che verrà messo all'asta, Maradona ha festeggiato i 4 gol con cui il suo Gimnasia, penultimo in classifica, ha passeggiato contro il Newell's, settimo a 3 punti dalla vetta. Una delle tante cose curiose di una serata che resterà nella memoria dei rosarini. E che il Pibe de Oro ha contribuito a infiammare, dicendo tra le lacrime: "Grazie per questa accoglienza e per questo amore. Un giorno ci ritroveremo. Non sono parole di circostanza, ritornerò". Quel giorno non sarà sufficiente un trono per accogliere Re Diego.