ROMA - Marcello Lippi si è dimesso dal ruolo di commissario tecnico della Cina. Il tecnico di Viareggio, 71 anni, ha deciso di lasciare la panchina della nazionale dopo la sconfitta contro la Siria (2-1) nel match di qualificazione ai Mondiali 2022. Sul campo neutro di Dubai, dopo il vantaggio dei siriani con Omari al 19', era arrivato il momentaneo pareggio di Wu Lei al 30', ma l'autogol di Zhang Linpeng al 76' ha chiuso la partita. Adesso la Cina è seconda, dopo quattro gare, nel girone A con 7 punti, a -5 proprio dalla Siria. Alla successiva fase delle qualificazioni asiatiche approdano le vincenti degli otto gruppi e le quattro migliori seconde.
Nel postpartita, Lippi si è pienamente assunto la responsabilità della sconfitta e ha annunciato le sue dimissioni: "Se i giocatori in campo hanno paura, non mostrano voglia di lottare, coraggio, desiderio, la responsabilità è dell'allenatore e per questo motivo mi dimetto". Recentemente, l'allenatore italiano era stato criticato dai giornali cinesi per la decisione di non guidare la nazionale ai Campionati dell'Est Asia in programma a dicembre in Corea del Sud. "Lippi trascura i suoi doveri", aveva scritto l'Oriental Sports Daily, ricordando che l'ex ct azzurro riceve un compenso di circa 23 milioni di dollari all'anno. Lippi si era difeso spiegando che aveva concordato con la federazione cinese di non seguire la nazionale in Corea del Sud.
L'esperienza di Lippi sulla panchina della Cina era iniziata nel 2016 e si era interrotta una prima volta a gennaio 2019 dopo la sconfitta nei quarti di finale di Coppa d'Asia contro l'Iran. Dopo la nomina di Fabio Cannavaro quale suo successore, Lippi era comunque rimasto nei quadri dirigenziali della Federcalcio cinese e, in seguito alle dimissioni dopo nemmeno due mesi dell'ex capitano azzurro campione del mondo nel 2006, aveva ripreso il posto di commissario tecnico della Cina.
Nel postpartita, Lippi si è pienamente assunto la responsabilità della sconfitta e ha annunciato le sue dimissioni: "Se i giocatori in campo hanno paura, non mostrano voglia di lottare, coraggio, desiderio, la responsabilità è dell'allenatore e per questo motivo mi dimetto". Recentemente, l'allenatore italiano era stato criticato dai giornali cinesi per la decisione di non guidare la nazionale ai Campionati dell'Est Asia in programma a dicembre in Corea del Sud. "Lippi trascura i suoi doveri", aveva scritto l'Oriental Sports Daily, ricordando che l'ex ct azzurro riceve un compenso di circa 23 milioni di dollari all'anno. Lippi si era difeso spiegando che aveva concordato con la federazione cinese di non seguire la nazionale in Corea del Sud.
L'esperienza di Lippi sulla panchina della Cina era iniziata nel 2016 e si era interrotta una prima volta a gennaio 2019 dopo la sconfitta nei quarti di finale di Coppa d'Asia contro l'Iran. Dopo la nomina di Fabio Cannavaro quale suo successore, Lippi era comunque rimasto nei quadri dirigenziali della Federcalcio cinese e, in seguito alle dimissioni dopo nemmeno due mesi dell'ex capitano azzurro campione del mondo nel 2006, aveva ripreso il posto di commissario tecnico della Cina.