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Svezia, l'ombra del razzismo sugli insulti a Ibrahimovic

La statua di Ibrahimovic coperta da un sacchetto di plastica (afp)
"Giuda", e anche "zingaro, muori!", sono attacchi che evidenziano una tendenza all'intolleranza anche nei paesi del Nord Europa
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E´un bruttissimo, allarmante segnale quello venuto dalla Svezia con le minacce di morte, gli atti di vandalismo e gli insulti di chiara matrice razzista contro Zlatan Ibrahimovic, la star del calcio piú celebre del Nordeuropa. "E´uno hate crime, un crimine mosso dall´odio razziale, secondo la denuncia che Ibrahimovic stesso ha sporto per via legale", come ha annunciato un portavoce della polizia. La pista del razzismo e di legami tra la tifoseria del Malmö vengono presi molto sul serio dagli inquirenti, e con ogni probabilità è stata investita del caso anche la Säpo, la polizia segreta del regno.
 
Lo sfondo, in Svezia come anche in altri paesi nordici, è un preoccupante rafforzamento dei movimenti semiclandestini o tollerati dell'estrema destra. Piccoli ma organizzatissimi su internet, in contatto organico tra loro, attivissimi in marce e provocazioni violente contro i migranti ma anche contro le comunit&agrav…
E´un bruttissimo, allarmante segnale quello venuto dalla Svezia con le minacce di morte, gli atti di vandalismo e gli insulti di chiara matrice razzista contro Zlatan Ibrahimovic, la star del calcio piú celebre del Nordeuropa. "E´uno hate crime, un crimine mosso dall´odio razziale, secondo la denuncia che Ibrahimovic stesso ha sporto per via legale", come ha annunciato un portavoce della polizia. La pista del razzismo e di legami tra la tifoseria del Malmö vengono presi molto sul serio dagli inquirenti, e con ogni probabilità è stata investita del caso anche la Säpo, la polizia segreta del regno.
 
Lo sfondo, in Svezia come anche in altri paesi nordici, è un preoccupante rafforzamento dei movimenti semiclandestini o tollerati dell'estrema destra. Piccoli ma organizzatissimi su internet, in contatto organico tra loro, attivissimi in marce e provocazioni violente contro i migranti ma anche contro le comunità ebraiche. Una brutta crepa di crisi incrina il volto del mitico modello nordico, creato decenni e decenni addietro dai fondatori della socialdemocrazia come sistema politico che unisce efficienza economica, tolleranza, welfare e solidarietà sociale.

Loro, gli ex premier svedesi Tage Erlander e ancor piú Olof Palme - il ´Kennedy scandinavo´ che finí poi assassinato negli anni Ottanta, con ogni probabilità da killer vicini ai neonazisti - e il loro compagno norvegese Trygve Bratteli, probabilmente si rivoltano nelle tombe. E mentre la destra sovranista in doppiopetto (SverigeDemokraterna a Stoccolma, partito da lontani radici squadristiche, e forze simili a Oslo Copenhagen e Helsinki) vola nei consensi, i gruppetti violenti spadroneggiano in modo sempre piú aperto. Tutti anti-migranti e altrettanto antisemiti, tutti ammiratori di Breivik, il suprematista bianco norvegese autore dell´eccidio di Utoya.

Gli slogan contro Zlatan Ibrahimovic parlano chiaro: "Giuda", e anche "zingaro, muori!". La stessa rabbia che settimane fa aveva mosso a Lund un gruppo di neonazisti, spingendoli a un attacco incendiario contro la casa di una professoressa in pensione appartenente alla comunità ebraica, e a scrivere su un foglietto lasciato sotto il tergicristallo della sua auto "ebrea, ti conosciamo bene e ti controlliamo". O in Danimarca, gli stessi sentimenti d´odio sono ritenuti da polizia e magistratura all´origine della profanazione di decine e decine di tombe in un cimitero ebraico. Un giovane fermato come sospetto appartiene al movimento ultrà panscandinavo, chiamato Nordfront, o Movimento di resistenza nordica, presente e attivo in tutti i felici paesi nordici. Nell´Europa dove alcune destre hanno sdoganato l´uso piú plateale dell´odio razzista, cadono i tabú anche negli Stati a lungo considerati modelli di democrazia solidale, almeno fino a ieri.