Il campionato che ti mette a dieta: in Inghilterra un torneo dedicato ai calciatori XL
di LUIGI PANELLALa lega Man v Fat accoglie solo giocatori sovrappeso: 65 i club, per un totale di 4000 giocatori. L'obiettivo? Vincere, ma anche dimagrire: le squadre vengono premiate se i propri tesserati perdono peso
Tartarughe addominali scolpite su fisici perfetti ed esibite come trofei. E' l'immagine del calcio moderno che spazza via il romanticismo del giocatore sovrappeso, quello delle magie rese apparentemente impossibili dall'aspetto XL. Il calcio di William 'Fatty' Foulke, gloria dello Sheffield United tra fine Ottocento e inizio Novecento. Giocava in porta, e con il suo quintale e mezzo abbondante si attaccava alle traverse - spesso spezzandole - e terrorizzava gli attaccanti. I raccattapalle li ha inventati lui, pigro a tal punto da non andarsi neanche a prendere il pallone quando usciva dal terreno di gioco. Il calcio in bianco e nero del mito Ferenc Puskas, che alla soglia dei 40 anni e con forme ormai rotondissime, al Santiago Bernabeu rifilò 4 gol al Feyenoord nella Coppa dei Campioni 1965/66. Oppure l'era di Helmut Haller, il tedesco che le righe bianconere della Juventus non rendevano di certo più snello ma che segnava, e sp…
Tartarughe addominali scolpite su fisici perfetti ed esibite come trofei. E' l'immagine del calcio moderno che spazza via il romanticismo del giocatore sovrappeso, quello delle magie rese apparentemente impossibili dall'aspetto XL. Il calcio di William 'Fatty' Foulke, gloria dello Sheffield United tra fine Ottocento e inizio Novecento. Giocava in porta, e con il suo quintale e mezzo abbondante si attaccava alle traverse - spesso spezzandole - e terrorizzava gli attaccanti. I raccattapalle li ha inventati lui, pigro a tal punto da non andarsi neanche a prendere il pallone quando usciva dal terreno di gioco. Il calcio in bianco e nero del mito Ferenc Puskas, che alla soglia dei 40 anni e con forme ormai rotondissime, al Santiago Bernabeu rifilò 4 gol al Feyenoord nella Coppa dei Campioni 1965/66. Oppure l'era di Helmut Haller, il tedesco che le righe bianconere della Juventus non rendevano di certo più snello ma che segnava, e spesso, gol importanti. E ancora, Piet Schrijvers, che nella grande Olanda degli anni settanta (tra l'altro squadra inno all'atletismo), contendeva il ruolo di portiere a Jan Jongbloed.
L'ultimo grandissimo XL è stato Ronaldo il Fenomeno, non a caso testimonial del lancio della lega Man v Fat, un campionato nato in Inghilterra che accoglie solamente uomini dalle taglie forti. Nessuna insostenibile pesantezza dell'essere comunque, ma una ricca dose di ironia: tra i nomi più sfiziosi, il Tottenham Hot-Dogs oppure l'Aston Vanilla. L'idea è venuta circa 4 anni fa ad Andrew Shannan, un ex 'cicciotto' che dopo aver perso una quarantina di chilogrammi ha deciso di aiutare il prossimo a migliorare la qualità della propria vita. Man v Fat infatti non è una sorta di autoghetizzazione dei sovrappeso: si può giocare solo se si è dotati di massa corporea superiore a 27,5 (a 25 si è già abbondanti, oltre 30 c'è l'obesità), ma l'obiettivo è quello di dimagrire a tal punto da dover abbandonare la lega.
Insomma, viene proposta una delle ricette più antiche: fare movimento per dimagrire. Dalla fondazione nel 2016, la lega ha fatto passi da gigante: i giocatori sono 4000, i club in Inghilterra sono sessantacinque, ma l'idea sta iniziando a prendere piede anche in Australia, Germania, Spagna e Stati Uniti. Si calcola che in questi 4 anni sono stati persi complessivamente 114.000 chilogrammi. C'è l'incentivo a farlo, perché perdere peso può incidere in maniera decisiva sull'esito delle partite: per ogni due giocatori che settimanalmente dimagriscono, la squadra aggiunge un gol allo score. Si gioca in sei, partite di trenta minuti (rose da nove a undici, cambi frequenti) per evitare rischi inutili. E se si vince il campionato magari scatta la festa, con banchetti a suon di petti di pollo sconditi e verdure bollite...
L'ultimo grandissimo XL è stato Ronaldo il Fenomeno, non a caso testimonial del lancio della lega Man v Fat, un campionato nato in Inghilterra che accoglie solamente uomini dalle taglie forti. Nessuna insostenibile pesantezza dell'essere comunque, ma una ricca dose di ironia: tra i nomi più sfiziosi, il Tottenham Hot-Dogs oppure l'Aston Vanilla. L'idea è venuta circa 4 anni fa ad Andrew Shannan, un ex 'cicciotto' che dopo aver perso una quarantina di chilogrammi ha deciso di aiutare il prossimo a migliorare la qualità della propria vita. Man v Fat infatti non è una sorta di autoghetizzazione dei sovrappeso: si può giocare solo se si è dotati di massa corporea superiore a 27,5 (a 25 si è già abbondanti, oltre 30 c'è l'obesità), ma l'obiettivo è quello di dimagrire a tal punto da dover abbandonare la lega.
Insomma, viene proposta una delle ricette più antiche: fare movimento per dimagrire. Dalla fondazione nel 2016, la lega ha fatto passi da gigante: i giocatori sono 4000, i club in Inghilterra sono sessantacinque, ma l'idea sta iniziando a prendere piede anche in Australia, Germania, Spagna e Stati Uniti. Si calcola che in questi 4 anni sono stati persi complessivamente 114.000 chilogrammi. C'è l'incentivo a farlo, perché perdere peso può incidere in maniera decisiva sull'esito delle partite: per ogni due giocatori che settimanalmente dimagriscono, la squadra aggiunge un gol allo score. Si gioca in sei, partite di trenta minuti (rose da nove a undici, cambi frequenti) per evitare rischi inutili. E se si vince il campionato magari scatta la festa, con banchetti a suon di petti di pollo sconditi e verdure bollite...