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Premier League, dopo più di un anno il Liverpool cade: il Watford vince 3-0

La delusione di Sadio Mané e Mohamed Salah dopo la sconfitta dei Reds con il Watford, la prima in campionato dopo 28 giornate (reuters)
I Reds perdono nettamente a Vicarage Road contro la quartultima in classifica ma restano saldamente in testa al campionato. La squadra di Klopp non veniva sconfitta in Premier dal 3 gennaio 2019
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LONDRA - È la caduta degli déi rossi. È la vittoria dei “calabroni”. Incredibile, impensabile, roboante. Il Watford fino a poche ore fa era penultimo. Stasera, invece, gli “hornets” sono appena fuori dalla zona retrocessione. Ma soprattutto, in Premier League quest’anno sono la prima squadra ad aver battuto - e pure umiliato - l’invincibile Liverpool, dopo il Napoli di Ancelotti in Champions League e l’Atletico Madrid di Simeone, che ora fa più paura. È un 3-0 secco, strameritato, inappellabile del Watford, contro gli sbiaditi “reds” di Jürgen Klopp, che vinceranno di sicuro il campionato dopo tre decenni di lacerante attesa ma che da qualche tempo non sono più quelli di inizio stagione. In questa gelida serata, qui, al Vicarage Road Stadium di Watford, potrebbe cambiare il senso dell’annata sinora trionfale del Liverpool.

La clamorosa vittoria dei “calabroni" ha un giovane padre. Ismaila Sarr, senegalese, 22 anni appena compiuti, “figlioccio” e connazionale della stella del Liverpool Sané, che quando quest’anno è arrivato a Watford dal Rennes gli aveva mandato dei messaggini di incoraggiamento. Non solo: Sarr nel 2017 si era trasferito al Rennes rifiutando addirittura il Barcellona, in quell’occasione. Perché Ismaila voleva giocare, punto. Come ha giocato, straordinariamente, questa sera. Mentre il Liverpool dietro oggi è svagato, deconcentrato, curiosamente distratto. E, paradosso, viene punito dalle stesse armi che di solito scatena contro gli avversari.

Dopo un primo tempo combattuto, al 54esimo Sarr segna l’1-0: zampata sotto porta su una rimessa laterale e prolungamento di Doucouré, ma tutta la difesa dei “rossi” dorme. Cinque minuti dopo, la giovane ala senegalese raddoppia: Deeney, centravanti cattivo, brutto da vedere ma straordinariamente utile e generoso, lancia in verticale Sarr, che scatta sul filo del fuorigioco come farebbe dall’altra parte Mohamed Salah se solo fosse in giornata, e infila ancora una volta Alisson con un delizioso colpo sotto. Poi al 72’, l’apoteosi del Vicarage Road, che ammazza la partita e scatena la festa sugli spalti. Ennesimo svarione del Liverpool, stavolta a causa del solitamente superbo Alexander Arnold: passaggio all’indietro folle ad Alisson, Sarr si infila, ruba la palla prima dell’ex portiere della Roma e serve il capitano Deeney che a porta vuota segna il 3-0 con un pallonetto morbido e così lento che è una goduria per i tifosi di casa. Sarr ha anche il tempo, all’81esimo, di divorarsi la tripletta di fronte ad Alisson. 

Oggi il Liverpool non c’è. Non spaventa mai il portiere dei calabroni Foster. Salah non si accende. Firmino gioca dieci minuti, poi scompare e viene sostituito. Mané è innocuo, così come l’indolente Alexander Arnold. E il centrocampo viene costantemente scavalcato dalle verticalizzazioni del Watford: proprio l’arma che prediligono i campioni d’Europa in carica. La trionfale marcia del Liverpool si ferma a 44 partite senza sconfitte in Premier, a sole cinque dal record dell’Arsenal, che - altro record - nel 2003/2004 vinse il campionato da imbattuta. “Ma a me questo davvero non interessa”, ci dice Klopp poi in conferenza stampa, “non sapevo neanche quante partite mancassero al record. Almeno dalla prossima partita ricominceremo a giocare solo a calcio...". 

I padroni di casa e del boss Sir Elton John invece, con gli “italiani” Masina e Pereira, giocano la partita perfetta. 4-4-2 cortissimo, concreto e mai pretenzioso, come vuole il suo sottovalutato tecnico Nigel Pearson: “È una vittoria straordinaria, ma ci manca ancora una montagna da scalare. Adesso da quartultimi abbiamo il futuro nelle nostre mani, ma ci sono dieci partite decisive e ci vorrà un’impresa comunque”. Pearson, del resto, è pure preoccupato per l’ex milanista Deulofeu, il fantasista della squadra, che poco prima della fine del primo tempo è uscito per un infortunio che pare gravissimo: sospetta la rottura del crociato al ginocchio destro. In campo ha avuto una orrida torsione. 

E ora che cosa accadrà al Liverpool? Per una volta, in conferenza stampa, Klopp non ha mai riso. La stagione ora, nonostante la storica Premier League oramai certa, potrebbe prendere una brutta piega: già usciti dalla Coppa di Lega, martedì i reds devono giocarsi il passaggio in FA Cup allo Stamford Bridge contro il Chelsea. Non facile. Il mercoledì della settimana successiva, poi, la sfida decisiva contro il tosto Atletico Madrid di Simeone, che parte dall’1-0 dell’andata. Altra partita pericolosa. Dovessero andare male, la leggenda contemporanea del Liverpool ne uscirebbe ridimensionata, e non di poco. Come disse Chiellini l’anno scorso dopo la sconfitta della Juve contro l’Ajax in Champions: “Paradossalmente, lo scudetto già vinto a marzo ci fece male”. Accadrà anche al Liverpool di Jürgen Klopp, da stasera non più invincibile?

Le altre, solo un pari per il Chelsea

Il Chelsea non va oltre il 2-2 sul campo del Bournemouth, rosicchiando un solo punto al Leicester terzo, sconfitto venerdì a Norwich e ora distante cinque lunghezze. I Blues chiudono il primo tempo in vantaggio grazie al gol dell'ex Fiorentina Marcos Alonso, ma nella ripresa subiscono la reazione dei padroni di casa che in tre minuti ribaltano la gara con i gol di Lerma e King. Nel finale ancora Marcos Alonso (terzo gol nelle ultime due gare) riporta il match in parità. Vittoria interna per il West Ham di Ogbonna (in campo 90 minuti) che si impone 3-1 al Southampton, mentre pareggiano 0-0 Newcastle e Burnley. Colpo del Crystal Palace che passa 1-0 sul campo del Brighton. Per la squadra di Roy Hodgson decisivo il gol di Ayew al 70′, al settimo centro stagionale. Grazie a questo successo il Crystal Palace aggancia momentaneamente all'undicesimo posto l'Everton di Ancelotti, impegnato domani a Goodison Park contro il Machester United.
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