Fare di necessità virtù. È questa l'idea di Gianni Infantino. Il presidente della Fifa spinge perché l'Europeo 2020, destinato a slittare dopo lo stop al calcio continentale per l'emergenza virus, sia programmato fra autunno e inverno. Se la Uefa lo ascolterà, l'Europeo sarà una sorta di prova generale per i Mondiali del 2022 in Qatar, i primi nella storia in programma fra novembre e dicembre anziché a giugno e luglio, visto il clima torrido del Paese arabo in estate. La Uefa si riunirà per decidere il calendario dell'Europeo martedì, in collegamento con i rappresentanti di federazioni, leghe nazionali e club. Improbabile che saranno fissate delle date. Ma dalla conference call continentale dovrebbe uscire quantomeno un'indicazione di massima sul periodo di rinvio. Non è ancora dato sapere, peraltro, se sarà salvata la formula itinerante con gare in 12 Paesi o se all'ultimo si deciderà di concentrare le gare in una o più nazioni.
Più che gli aspetti logistici, che il Paese ospitante dei prossimi Mondiali nel dossier di candidatura ha assicurato di poter gestire, quello che preoccupa Infantino è l'armonizzazione dei campionati del mondo con quelli nazionali e con le coppe per club. Qatar 2022 arriverà infatti dopo che si sarà giocato più di un terzo dei campionati nazionali in Europa. Spostando gli Europei al prossimo novembre (dalla terza settimana del mese fino a poco prima di Natale, è l'ipotesi di lavoro) si potrebbe testare la risposta dei giocatori, delle leghe nazionali e dei singoli club a un impegno che spezza di fatto la stagione. La partenza dei calciatori per le competizioni fra Stati non è infatti mai un tema pacifico. Non lo è stato nemmeno in queste settimane di emergenza coronavirus. Negli scorsi giorni la la Fifa ha infatti dovuto autorizzare i club a rifiutarsi di mandare i giocatori nelle rispettive Nazionali, senza penali di sorta, per resistere alle pressioni di molti selezionatori e commissari tecnici, che ne pretendevano la presenza nonostante tutto.
In condizioni di calendario simili a quelle europee, nel 2022, si troveranno alcuni Paesi sudamericani, dove solitamente le partite cominciano a luglio, come in Argentina. In altre nazioni, come il Brasile, si gioca da aprile a dicembre. Nell'anno dei Mondiali, necessariamente, l'inizio della stagione dovrà essere anticipato. Più comodo invece l'incastro di calendario nei campionati asiatici, che fra novembre e dicembre si trovano quasi tutti in pausa. In Cina, ad esempio, la Super League comincia l'ultima settimana di febbraio. Non quest'anno, visto che il governo di Xi Jinping, sull'onda dell'emergenza coronavirus, il 30 gennaio ne ha comunicato il rinvio fino a data da destinarsi. Per le competizioni internazionali che vedono impegnata la nazionale cinese non sarà comunque un problema: la Coppa d'Asia si è giocata nel 2019, fra il 5 gennaio e il 1 febbraio, negli Emirati Arabi Uniti. Quello sì, un bel test per i prossimi Mondiali, soprattutto da un punto di vista climatico: la finale, vinta proprio dal Qatar contro il Giappone, si è giocata ad Abu Dhabi, che dista meno di sei ore di pullman da Doha, capitale qatariota.
Più che gli aspetti logistici, che il Paese ospitante dei prossimi Mondiali nel dossier di candidatura ha assicurato di poter gestire, quello che preoccupa Infantino è l'armonizzazione dei campionati del mondo con quelli nazionali e con le coppe per club. Qatar 2022 arriverà infatti dopo che si sarà giocato più di un terzo dei campionati nazionali in Europa. Spostando gli Europei al prossimo novembre (dalla terza settimana del mese fino a poco prima di Natale, è l'ipotesi di lavoro) si potrebbe testare la risposta dei giocatori, delle leghe nazionali e dei singoli club a un impegno che spezza di fatto la stagione. La partenza dei calciatori per le competizioni fra Stati non è infatti mai un tema pacifico. Non lo è stato nemmeno in queste settimane di emergenza coronavirus. Negli scorsi giorni la la Fifa ha infatti dovuto autorizzare i club a rifiutarsi di mandare i giocatori nelle rispettive Nazionali, senza penali di sorta, per resistere alle pressioni di molti selezionatori e commissari tecnici, che ne pretendevano la presenza nonostante tutto.
In condizioni di calendario simili a quelle europee, nel 2022, si troveranno alcuni Paesi sudamericani, dove solitamente le partite cominciano a luglio, come in Argentina. In altre nazioni, come il Brasile, si gioca da aprile a dicembre. Nell'anno dei Mondiali, necessariamente, l'inizio della stagione dovrà essere anticipato. Più comodo invece l'incastro di calendario nei campionati asiatici, che fra novembre e dicembre si trovano quasi tutti in pausa. In Cina, ad esempio, la Super League comincia l'ultima settimana di febbraio. Non quest'anno, visto che il governo di Xi Jinping, sull'onda dell'emergenza coronavirus, il 30 gennaio ne ha comunicato il rinvio fino a data da destinarsi. Per le competizioni internazionali che vedono impegnata la nazionale cinese non sarà comunque un problema: la Coppa d'Asia si è giocata nel 2019, fra il 5 gennaio e il 1 febbraio, negli Emirati Arabi Uniti. Quello sì, un bel test per i prossimi Mondiali, soprattutto da un punto di vista climatico: la finale, vinta proprio dal Qatar contro il Giappone, si è giocata ad Abu Dhabi, che dista meno di sei ore di pullman da Doha, capitale qatariota.