Germania, il sogno impossibile del Saarbrücken: la squadra dai mille passaporti
di LUIGI PANELLA
Il portiere del Saarbrucken Batz dopo l'impresa contro il Dusseldorf
Ha giocato nel campionato francese e tedesco, ha praticamente costituito una intera nazionale quando era un protettorato, ha tenuto a battesimo il Milan nella prima assoluta in Coppa dei Campioni. Ora, prima formazione di quarta serie a raggiungere la semifinale di Dfb pokal. Stasera contro il Leverkusen
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Fc Saarbrücken, dove eravamo rimasti? Al 3 marzo scorso, a Daniel Batz, il portiere che aveva conquistato da solo o quasi la semifinale della Coppa di Germania: cinque rigori parati contro il Fortuna Dusseldorf, uno nei regolamentari, quattro nella serie finale. Un prodigio, per due motivi. Primo: il Fortuna Dusseldorf non sarà il Bayern Monaco ma è comunque un blasonato club di Bundesliga. Inoltre mai una squadra di quarta divisione (Regionalliga) aveva raggiunto le semifinali di coppa.
Stasera la squadra della Saarland è chiamata ad una nuova sfida impossibile: con i muscoli arrugginiti da 3 mesi di stop, ultima gara - persa - contro l'Astoria Walldorf 3 giorni dopo la vittoria sul Fortuna, se la dovrà vedere col Bayer Leverkusen, squadra dal calcio scintillante, ballerino in difesa ma molto produttivo in avanti e per giunta rodato da parecchi turni giocati dopo la ripresa. Riuscisse nel miracolo sportivo, il Saarbrücken aggiungerebbe un altro tassello ad un mosaico già ricco di storie.
Una ad esempio. Nel Saarbrücken tre anni fa militava un diciottenne, Philipp Wunn, che rifiutò la corte del potente RB Lipsia per stare vicino ai nonni, guide della sua vita dopo che aveva perso i genitori. Roba da altro millennio, che sposa l'originalità di un club passato con straordinaria disinvoltura tra rivendicazioni politiche e vicende storiche. Il destino del resto è nel nome: Saarbrücken, i ponti del Saar, dà un senso di unione o di separazione. Dipende dai punti di vista. L'Fc Saarbrucken parte tedesco nell'anno della sua fondazione, nel 1903: un destino che, pur con qualche risultato discreto, resta anonimo fino al termine della seconda guerra mondiale, quando ognuno dei paesi alleati cerca di tirare a sé un brandello della Germania sconfitta.
La Saarland, zona ricca di carbone, è situata vicino alla Francia: del resto anche dopo il trattato di Versailles seguente alla Grande Guerra, la zona era stata protettorato anglo-francese. Proprio i francesi hanno interesse a che non resti tedesca, e la formula è di nuovo quella del protettorato. Starnuti della storia, il calcio non può che risentirne. Il Saarbrücken diventa Sarrebruck e va a giocare nella serie B francese: campionato vinto, ma al momento di giocare in A, i club transalpini fanno muro. Insomma, non è un club francese, non è tedesco, ma non è nemmeno apolide. La federazione internazionale infatti affilia la Saarland: il Saarbrücken diventa di fatto una nazionale a se stante, partecipando alle qualificazioni per i mondiali del 1954, eliminata - ironia della sorte - dalla Germania Ovest che poi sarebbe diventata campione del mondo.
Ma non basta. Nel frattempo è nata la Coppa dei Campioni, e con lo zampino de l'Equipe una delle sedici rappresenta la Saarland, quindi... Il sorteggio dice Milan: la prima partita valida per la coppa con le orecchie a San Siro, i rossoneri la giocano - e la perdono 3-4 - proprio contro il Saabrücken, ribaltando tutto al ritorno nel quarto d'ora finale e vincendo 1-4. Dopo che, a seguito di un referendum, il territorio torna tedesco, della Saarbrücken calcistica si parla poco fino a quando nasce la Bundesliga nel 1963. Sedici squadre di città diverse: resta fuori addirittura il Bayern Monaco, al quale vengono preferiti i più blasonati cugini del 1860 (come cambiano i tempi). Sta dentro il Saarbrücken, non senza polemiche per via di presunte simpatie in federazione. Da allora un lento oblio con qualche acuto, con quattro presenze complessive in Bundesliga. Poi ci è messo Batz con i suoi 5 rigori parati a riaccendere le luci della ribalta.