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Setien: "Messi il più grande di sempre, ma gestirlo è difficile"

Lionel Messi (afp)
L'ex tecnico del Barcellona parla del rapporto con l'argentino: "Vedi cose che non ti aspetti, ma succede con tanti atleti. Lui è molto riservato ma ti fa capire le cose che vuole. Non calcio però sopra ogni cosa c'è il club"
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"Penso che Messi sia il migliore di tutti i tempi. Ci sono stati altri grandi giocatori, ma la continuità che ha avuto questo ragazzo nel corso degli anni non l'ha avuto nessuno, forse Pelè". Parole che arrivano dall'ex tecnico del Barcellona, Quique Setien, in una chiacchierata con Vicente Del Bosque per 'El Pais'.

Detto questo non è un mistero che tra l'allenatore e il fuoriclasse argentino non tutto è filato liscio. "C'è un altro aspetto di Leo, che non è relativo al calciatore e che è più complicato da gestire. Vedi cose che non ti aspetti, ma succede con tanti atleti. Lui è molto riservato ma ti fa capire le cose che vuole. Non parla molto. Nel calcio devi prendere certe decisioni pensando che sopra ogni cosa, sopra il presidente, il giocatore, l'allenatore c'è sempre il club. Devi il massimo rispetto ai tifosi e cercare di dare il meglio per il club, ma ci sono milioni di persone che pensano che Messi, o qualsiasi altro giocatore, sia più importante del club e dell'allenatore. In questo caso parliamo di un calciatore che ha vissuto 14 anni vivendo tutto".

Setien prosegue nella sua analisi. "Ci sono giocatori che non è facile gestire, ma lui è il migliore di tutti i tempi e mi dicevo: chi sono io per cambiarlo? Per tanti anni gli altri lo hanno accettato così e non lo hanno cambiato - spiega l'ex allenatore azulgrana -. A modo suo, è un ragazzo generoso. Il problema è che la prospettiva dall'interno non è la stessa che si percepisce all'esterno. Per certi giocatori l'unica cosa che conta è vincere, il resto ha poca importanza. Fino a quando non smetti di giocare, non vedi chiaramente la realtà della vita. Sei coinvolto nelle tue cose, ricevi sempre gli stessi feedback dallo stesso gruppo e sono situazioni difficili da vivere per questi ragazzi".

Setien ammette: "Al Barça non sono stato me stesso, non sono stato in grado di esserlo. Quando firmi per un club di una dimensione come il Barça sai già che le cose non saranno facili anche se alleni i migliori giocatori del mondo. La realtà è che non potevo essere me stesso, non ho fatto quello che dovevo fare. E' vero che avrei potuto prendere decisioni drastiche, ma non avrebbero aggiustato nulla in uno spazio così breve come quello che avevo".

Il punto più basso la clamorosa sconfitta per 8-2 in Champions con il Bayern Monaco, una sconfitta che gli ha fatto "tremendamente male, entri nella storia del Barça con una sconfitta del genere - l'amarezza di Setien -. Mi assumo la mia percentuale di colpe, ma un giorno potrei scriverne un libro".
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