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Sergio Ramos, capitano coraggioso: non lo fermano neanche i rigori sbagliati

Uno dei due rigori sbagliati da Sergio Ramos contro la Svizzera (ansa)
Contro la Svizzera ha sbagliato due volte dal dischetto, ma anche Luis Enrique ha ribadito: "Sempre lui continuerà a tirarli". Difensore simbolo, bandiera del Real, onesto e "cattivo", è un giocatore d'altri tempi
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Sergio Ramos: un difensore d'altri tempi e con altri tempi, qualcuno anche vagamente anacronistico. Il rispetto del ruolo quasi gli impone di ricoprirne molti. Ramos è una bandiera. Di quelle stoffe pesanti come non se ne trovano più. È questa la sua natura più lontana nel tempo: rappresentare più che proteggere, oppure rappresentare proteggendo. Difensore simbolo, da copertina dell'album delle figurine. Non ce ne sono più di difensori di tale levatura, diciamo così, "morale", con queste capacità di attrarre su di sé l'attenzione dei tifosi, al punto di uscire dal seminato, al punto di essere il faro tecnico e mediatico di un gruppo. E le copertine degli album delle figurine pesano meno. Che poi sia il gruppo del Real Madrid quello di cui fa parte, non fa che aumentare in modo esponenziale le sue responsabilità di condottiero, di trascinatore di folle, anche di fronte alla storia. Che poi sia l'ultimo rimasto (con Busquets) della sua generazione a giocare titolare con la Spagna, dimostra che ci sono situazioni in cui l'aspetto psicologico, nonché il peso dei pregressi, dei titoli e delle vicende personali, contano più del risultato. O meglio: al risultato si arriva soltanto se i tasselli psicologici vengono messi nel posto giusto.

Sbagliando due rigori in una sola partita, Ramos ha interpretato solo l'ultima parte che il destino gli ha riservato: si è iscritto nel buffo ma scomodo elenco di coloro che pur capaci e spesso infallibili si sono resi protagonisti di una doppia amnesia nel breve volgere di qualche minuto. Errori che capitano anche ai capitani. Il coraggio prima della mira. Da capitano e da leader di tutti i tempi per presenze con una Nazionale, ha sbagliato due rigori contro la Svizzera. Entrambi, se realizzati, avrebbero portato la Spagna al pareggio, poi trovato nel finale con Moreno: "E se ne avessimo dovuti calciare quattro, sempre lui sarebbe andato sul dischetto", ha subito precisato il ct Luis Enrique. E Ramos ha aggiunto: "Non è da questo che si giudica un giocatore". In pratica ha ricantato il De Gregori de "La leva calcistica della classe '68". Il profilo di questo calciatore corrisponde a tante segnalazioni. Con lui abbiamo il centrale difensivo, l'ex terzino, abbiamo persino il goleador (più di 100 reti), ma anche colui che viene occasionalmente sminuito dalle accelerazioni di Robben o dai dribbling di Messi e non per questo deflette, non per questo trova sensato perdere anche un solo centimetro di campo: no, resta a lì, a costo di ripetere la figuraccia, perché non è lui che deve retrocedere davanti a un "nemico" più forte. In Ramos c'è la trance, convivono l'onestà intellettuale e la cattiveria agonistica, è lui ad esporsi per primo quando bisogna delegittimare un tecnico, anche se si tratta di assumere una posizione concettualmente complicata e a volte addirittura impopolare, lui per primo (magari è brutto a dirsi) a tirar fuori le unghie o a rischiare di far male a un avversario (ricordate i danni a Karius e a Salah?), perché il calcio è anche questo (non far male ma rischiare di farlo epassare a volte per macellaio) e non perché, come dice la sua biografia, per Ramos, ragazzino allora innamorato delle corride, quel che conta, ieri come oggi, è che nell'arena qualcuno resti per terra (troppo facile la deduzione).

Con i suoi due rigori sbagliati, Ramos si è aggregato al plotone di cui fanno parte esimi predecessori: i tifosi nerazzurri ricorderanno i doppi errori dal dischetto di Beccalossi e magari di Altobelli (anche se Spillo sbagliò con la Nazionale), i tifosi giallorossi ancora ripensano a quel giorno in cui Toninho Cerezo, uno che tendenzialmente, snodato com'era lo si teneva alla larga dai rigori, si offrì al doppio sacrificio contro l'Inter e contro Zenga nel 1986. Anche Pirlo si rese protagonista: fu con l'Under 21 e contro il Galles nel '91. E poi tanti altri, fra cui Maccarone, ferrante, Andersson (del Bari), Corini. Una volta Pizzaballa parò a De Sisti due rigori nel giro di quattro minuti (un Fiorentina-Milan del '74, che comunque i viola vinsero). Storico Martin Palermo: ve lo ricordate? Una specie di eroe sbilenco del pallone argentino che nel '99, in Copa America, riesce a sbagliarne tre di rigori e calciando in tre modi diversi. Fu contro la Colombia. Ramos torna in campo stasera quando la Spagna proverà a battere la Germania per scavalcarla in classifica e vincere il girone di Nations League. Se ci sarà un rigore contro la Germania, sapete a cosa andrete incontro.
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