La disfatta della Germania, ora Joaquim Loew rischia
di Luigi Panella , di Luigi PanellaDopo il 6-0 in Spagna la critica mette sotto accusa il ct tedesco, che sembra avere esaurito l'enorme credito acquisito con la vittoria nel mondiale in Brasile
ROMA - Nelle 189 partite in cui ha guidato la nazionale tedesca Joaquim Loew (che ormai da tempo nella classifica delle presenze ha scalzato il leggendario Herberger) ne aveva perse solamente due con almeno 3 gol di scarto. Nell'ottobre 2007, qualificazione agli Europei poi chiusi al secondo posto: 0-3 in casa con la Repubblica Ceca. Nell'ottobre di 11 anni dopo, nella neonata Nations League, stesso risultato ad Amsterdam contro l'Olanda. Ma il 6-0 subito in Spagna è un tonfo dal rumore sinistro, destinato a non dissolversi come se niente fosse. E' una sconfitta che toglie infatti quel minimo di certezze che la Mannschaft aveva faticosamente riguadagnato dopo la fallimentare campagna di Russia 2018, culminata con il 2-0 umiliante con la Corea del Sud.
Sei a zero, maltrattati come un San Marino qualunque (con tutto il rispetto per la nazionale del Titano, che tra l'altro ha appena piazzato la prima serie positiva della sua storia, 2 gare). Un risultato del g…
Sei a zero, maltrattati come un San Marino qualunque (con tutto il rispetto per la nazionale del Titano, che tra l'altro ha appena piazzato la prima serie positiva della sua storia, 2 gare). Un risultato del g…
ROMA - Nelle 189 partite in cui ha guidato la nazionale tedesca Joaquim Loew (che ormai da tempo nella classifica delle presenze ha scalzato il leggendario Herberger) ne aveva perse solamente due con almeno 3 gol di scarto. Nell'ottobre 2007, qualificazione agli Europei poi chiusi al secondo posto: 0-3 in casa con la Repubblica Ceca. Nell'ottobre di 11 anni dopo, nella neonata Nations League, stesso risultato ad Amsterdam contro l'Olanda. Ma il 6-0 subito in Spagna è un tonfo dal rumore sinistro, destinato a non dissolversi come se niente fosse. E' una sconfitta che toglie infatti quel minimo di certezze che la Mannschaft aveva faticosamente riguadagnato dopo la fallimentare campagna di Russia 2018, culminata con il 2-0 umiliante con la Corea del Sud.
Sei a zero, maltrattati come un San Marino qualunque (con tutto il rispetto per la nazionale del Titano, che tra l'altro ha appena piazzato la prima serie positiva della sua storia, 2 gare). Un risultato del genere non capitava da quasi 90 anni: un 6-0 beccato in amichevole dall'Austria nel 1931, quando però la nazionale tedesca non aveva ancora acquisito tradizione e quella austriaca era conosciuta come il Wunderteam. E per trovare di peggio bisogna addirittura andare fino al 1909, un 9-0 pionieristico contro l'Inghilterra.
Insomma, una disfatta inaccettabile per una nazionale che ha vinto 4 titoli mondiali e tre europei. ''Non ha funzionato niente, nessuna organizzazione e comunicazione tra i giocatori'', è stato il commento di Loew. Il problema è che in Germania in molti sono convinti che questa mancanze siano da addebitare proprio a lui. Il credito che sembrava eterno dopo la vittoria al mondiale 2014 non è più tale, e la critica rimprovera al ct di non aver dato concretezza ad un gruppo di discreta qualità individuale. Gente come Sane, irritante pur nella sua velocità nel voler andare in guerra contro difese attrezzate senza cercare il dialogo con i compagni, Gnabry (talento assoluto, ma non un trascinatore quando le cose non vanno), oppure come il difensore Tah, tanto fisicamente imponente quanto tenero e demotivato nella chiusura su uno dei gol spagnoli, tanto per citarne alcuni.
Il team manager Oliver Bierhoff ai microfoni di Ard si è affrettato a dire che Loew non è in discussione, ma di fatto la notte di Siviglia rischia di avere aperto la successione. E così, mentre l'edizione on line di Kicker si è limitata a definire la prestazione imbarazzante, la Bild mantiene fede alla sua linea aggressiva e va giù duro. 'Jogi ora vacilla', indicando già una via di mezzo tra successore e traghettatore per guidare la nazionale all'Europeo. Si fanno i nomi di Ralf Rangnick (sì, proprio quello che è stato ad un passo dal Milan) o di Stefan Kuntz, che alla guida dell'Under 21 ha valorizzato parecchi giovani oltre ad ottenere un bel secondo posto all'Europeo di categoria.
E poi c'è chi cede alla nostalgia. Thomas Mueller è stato fatto fuori senza mezzi termini da Loew dopo il disastro mondiale, ma nel Bayern Monaco di Flick continua a dimostrarsi un eccezionale interprete di situazioni, capace di leggere la partita con la sua personalità e senso tattico. Per non parlare di Boateng, un altro degli epurati, che gli attuali centrali tedeschi continuano a far rimpiangere. "Per il momento non c'è motivo di richiamare i giocatori meno giovani - si è affrettato a spiegare Loew- Avevo detto di essere sulla strada giusta, anche se non immaginavo di essere così lontano". Il problema è cosa troverà alla prossima curva.
Sei a zero, maltrattati come un San Marino qualunque (con tutto il rispetto per la nazionale del Titano, che tra l'altro ha appena piazzato la prima serie positiva della sua storia, 2 gare). Un risultato del genere non capitava da quasi 90 anni: un 6-0 beccato in amichevole dall'Austria nel 1931, quando però la nazionale tedesca non aveva ancora acquisito tradizione e quella austriaca era conosciuta come il Wunderteam. E per trovare di peggio bisogna addirittura andare fino al 1909, un 9-0 pionieristico contro l'Inghilterra.
Insomma, una disfatta inaccettabile per una nazionale che ha vinto 4 titoli mondiali e tre europei. ''Non ha funzionato niente, nessuna organizzazione e comunicazione tra i giocatori'', è stato il commento di Loew. Il problema è che in Germania in molti sono convinti che questa mancanze siano da addebitare proprio a lui. Il credito che sembrava eterno dopo la vittoria al mondiale 2014 non è più tale, e la critica rimprovera al ct di non aver dato concretezza ad un gruppo di discreta qualità individuale. Gente come Sane, irritante pur nella sua velocità nel voler andare in guerra contro difese attrezzate senza cercare il dialogo con i compagni, Gnabry (talento assoluto, ma non un trascinatore quando le cose non vanno), oppure come il difensore Tah, tanto fisicamente imponente quanto tenero e demotivato nella chiusura su uno dei gol spagnoli, tanto per citarne alcuni.
Il team manager Oliver Bierhoff ai microfoni di Ard si è affrettato a dire che Loew non è in discussione, ma di fatto la notte di Siviglia rischia di avere aperto la successione. E così, mentre l'edizione on line di Kicker si è limitata a definire la prestazione imbarazzante, la Bild mantiene fede alla sua linea aggressiva e va giù duro. 'Jogi ora vacilla', indicando già una via di mezzo tra successore e traghettatore per guidare la nazionale all'Europeo. Si fanno i nomi di Ralf Rangnick (sì, proprio quello che è stato ad un passo dal Milan) o di Stefan Kuntz, che alla guida dell'Under 21 ha valorizzato parecchi giovani oltre ad ottenere un bel secondo posto all'Europeo di categoria.
E poi c'è chi cede alla nostalgia. Thomas Mueller è stato fatto fuori senza mezzi termini da Loew dopo il disastro mondiale, ma nel Bayern Monaco di Flick continua a dimostrarsi un eccezionale interprete di situazioni, capace di leggere la partita con la sua personalità e senso tattico. Per non parlare di Boateng, un altro degli epurati, che gli attuali centrali tedeschi continuano a far rimpiangere. "Per il momento non c'è motivo di richiamare i giocatori meno giovani - si è affrettato a spiegare Loew- Avevo detto di essere sulla strada giusta, anche se non immaginavo di essere così lontano". Il problema è cosa troverà alla prossima curva.