Messi, irrompe il Psg. Neymar lo chiama a Parigi: "Il prossimo anno voglio giocare con lui"
di
Matteo Pinci
Il fuoriclasse brasiliano non dice dove vorrebbe ritrovarlo. Ma gli indizi - i tagli ai costi del Barça, i soldi dei qatarioti, la multa da 600 euro e i riposi - portano al Psg. Come Laporta, candidato presidente blaugrana, può cambiare le carte
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Quei due gol con cui aveva appena affondato il Manchester United, aprendo un'autostrada per gli ottavi al Paris Saint Germain, dovevano aver messo di ottimo umore Neymar Junior. Che a caldo, dopo la notte di Champions, s'è lasciato andare a una confessione nemmeno troppo imprevedibile. Ma che apre con sette mesi di anticipo il discorso sul più rumoroso trasferimento che il calcio internazionale abbia mai accolto, o quasi. Le sue parole, riportate da Espn, lasciano spazio all'interpretazione, ma aprono uno scenario davvero suggestivo: "Quello che voglio più di tutto è giocare di nuovo con Messi, per potermi divertire ancora una volta in campo. Può giocare al mio posto, ma non ho problemi: voglio giocare con lui il prossimo anno, di sicuro. Dobbiamo farlo la prossima stagione". Nulla di più ha voluto dire il fuoriclasse brasiliano, lasciando quindi spazio all'inevitabile la domanda: è un invito al Psg o un modo per candidarsi a tornare nel Barça?
La situazione idilliaca dopo la finale di Champions
Tutto, stavolta, lascerebbe pensare all'invito. Perché tra Neymar e gli sceicchi la situazione pare idilliaca dopo la finale Champions, mentre Messi in Spagna è stato multato persino per l'omaggio a Maradona: sanzione irrisoria (600 euro) ma fastidiosa per il fuoriclasse, che ha saltato le ultime due gare di Champions per la scelta del tecnico Koeman di gestirne il fisico. In più, la situazione economico-finanziaria al Barça è disastrosa, è necessario tagliare del 50% il monte stipendi dei calciatori e di investimenti folli in un futuro a breve termine non sembra esserci l'aria.
Come se non bastasse, se avesse potuto farlo, Messi avrebbe lasciato il Barcellona già l'estate scorsa, e la prossima avrà addirittura il contratto in scadenza. E chi se non Al Khelaifi potrebbe sostenere i costi - ingaggio stellare, bonus alla firma per il padre Jorge, benefit vari - di un'operazione tanto onerosa, ma anche dai rimbalzi enormi per l'immagine del club. Insomma, l'ipotesi sarebbe percorribile, non fosse che pure Guardiola ha la stessa voglia di Neymar di ricongiungersi con Lionel, portandolo al Manchester City. Aumentando quindi la concorrenza.
La nuova situazione nel club catalano
Attenzione però, perché rispetto ad agosto la situazione al Barcellona è cambiata: il direttivo con cui Messi era arrivato allo scontro, e soprattutto l'odiatissimo presidente Josep Bartomeu, si sono dimessi il 27 ottobre: il 24 gennaio si celebreranno le elezioni per il nuovo presidente, a cui sarà candidato un grande amico di Leo, l'ex presidente Joan Laporta. Che ha fissato nella permanenza di Messi il primo dei suoi obiettivi e ha liquidato l'uscita di Neymar con un semplice: "È normale che lo dica, sono amici e c'è una gerarchia stabilita tra loro". Nessuno spazio per i sogni. Ma nemmeno per gli addii.