Ormai da tempo, il passaggio all'indietro si è affrancato dallo stigma del difensivismo. La costruzione dal basso è un principio applicato da molti allenatori, che chiedono portieri abili con i piedi perché siano loro a iniziare l'azione. Certo, chi perde palla nella propria area di rigore spesso la paga: basti pensare ai recenti errori di Bentancur e Musacchio in Champions League, che hanno complicato non poco i piani di Juventus e Lazio. Ma i dati elaborati dal Cies rivelano una sorpresa: in Europa, nessuno ricorre di più al passaggio all'indietro del Manchester City.
Il record di Guardiola
L'Osservatorio calcistico ha analizzato le statistiche di 500 squadre di 31 campionati del Vecchio Continente e ha scoperto che la squadra di Guardiola fa il 41.6% di passaggi all'indietro. Che i ragazzi allenati dal Pep obbediscano al dogma del possesso palla lo si sa fin dai tempi del tiqui taca, ma il dato fa comunque effetto. Anche se va interpretato, e da questo punto di vista la vittoria nello scorso week-end contro il West Ham è esemplare: perché viene considerato passaggio all'indietro sia quello di Ruben Dias a Ederson, che in apertura di match stava per diventare l'ennesima vittima della costruzione dal basso, che il cross rasoterra di Mahrez che ha permesso a Stones di segnare il gol del definitivo 2-1 e ha regalato ai Citizens il ventesimo successo di fila. Un'azione che il City ripete continuamente in ogni partita: l'esterno offensivo arriva quasi sulla linea di fondo prima di alzare la testa e servire a centro area uno dei compagni accorrenti. Guardiola la licenza del lancio l'ha concessa solo a quel genio di De Bruyne, capace di telecomandare la palla anche a 40 metri di distanza e re indiscusso degli assist: vedasi la traiettoria che si è inventato per servire Ruben Dias nell'1-0 al West Ham.
La Premier va all'indietro
I numeri del Cies parlano chiaro: è la Premier League il campionato in cui si passa di più all'indietro, un cambio epocale rispetto a quando le squadre inglesi erano famose per i lanci lunghi alla ricerca del centravanti: nella top 10 ci sono anche il Chelsea (39.4%, quarto) e l'Arsenal (39.3%, quinto), che seguono due club orientali come lo Shakhtar Donetsk (40.6%) e la Lokomotiv Mosca (40.1%). E ci sono anche altre grandi del calcio europeo come il Barcellona (ottavo), il Psg (nono) e il Real Madrid (decimo), ma non i campioni di tutto del Bayern Monaco, addirittura al 33° posto di questa speciale classifica con il 37% di passaggi all'indietro. Una squadra, quella allenata da Flick, verticalissima ma con direzione porta avversaria.
In Serie A comanda il Sassuolo
La squadra italiana che fa più passaggi all'indietro è il Sassuolo, che si piazza al settimo posto in tutta Europa con il 38.7%: De Zerbi, si sa, è un altro che ama la fitta rete di passaggi e che coinvolge molto portiere e difensori nella costruzione della manovra. Al secondo posto in Serie A ci sono a pari merito una big come il Napoli e una neopromossa come lo Spezia (38.3%), il cui allenatore Vincenzo Italiano, alla prima esperienza nel massimo campionato, sta riscuotendo unanimi consensi e proprio alla panchina dei partenopei è stato accostato in ottica futura. Poi un altro duo, Juventus e Inter (37.9%), seguito dalla Roma (36.9%), mentre il Milan, che spesso si affida alla fisicità di Ibrahimovic, fa registrare il 34.9%. Nei bassifondi si trovano due squadre dalla filosofia molto simile, l'Atalanta (34.3%) e il Verona (32.3%, penultimo), mentre il fanalino di coda è la Sampdoria di Claudio Ranieri (31.9%). Lontana, comunque, dai livelli del Wycombe, ultimo nella Serie B inglese e ultimissimo in Europa per passaggi all'indietro (24%). Forse, il tecnico Gareth Ainsworth farebbe bene a pensare alla costruzione dal basso.