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Mourinho, un fallimento dopo l'altro. Ai piedi di Orsic, il giramondo col vizio della tripletta

Josè Mourinho
Josè Mourinho (reuters)
L'eliminazione contro la Dinamo Zagabria potrebbe essere il passo d'addio dello Special One al Tottenham. Resta la corsa al quarto posto e la finale di Coppa di Lega, ma l'ambiente è deluso. In Croazia gli è stato fatale l'attaccante, un passato senza gloria allo Spezia e tanto girovagare in Estremo Oriente: 3 reti, come quelle fatte nella scorsa stagione all'Atalanta
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La sintesi migliore l’ha data il capitano Lloris: “E’ una disgrazia”. Ed effettivamente l’inopinata eliminazione agli ottavi di Europa League del Tottenham, che ha dilapidato il 2-0 dell’andata a Londra perdendo 3-0 in casa della Dinamo Zagabria, ha scosso in profondità gli Spurs. Sul banco degli imputati, neanche a dirlo, è finito innanzitutto Jose Mourinho. I tifosi chiedono la sua testa e rimpiangono Mauricio Pochettino, che nel 2019 aveva portato il club del nord di Londra al punto più alto della sua storia lunga 139 anni: quella finale di Champions persa contro il Liverpool da cui è iniziata la rovinosa discesa degli Spurs.

Mourinho va nello spogliatoio e applaude gli avversari che lo hanno eliminato

Cercasi Special One

Nella scorsa stagione, il pessimo avvio – appena 14 punti nelle prime dodici giornate – aveva portato il presidente del Tottenham Levy alla difficile decisione di esonerare dopo cinque anni e mezzo il tecnico argentino. La scelta era allora caduta su Mourinho, fermo da quasi dodici mesi dopo l’esperienza in chiaroscuro con il Manchester United. Ma da quando si è seduto sulla fulgida panchina del nuovissimo stadio degli Spurs, l’allenatore portoghese non ha mai dato l’idea di poter essere l’uomo giusto per aprire un nuovo ciclo e tornare ai fasti del suo predecessore: al primo anno ha fallito la qualificazione in Champions chiudendo sesto e venendo eliminato agli ottavi sia in FA Cup che in Champions (contro il Lipsia). E in questa stagione non è che le cose vadano molto meglio: in una Premier in cui la lotta al quarto e ultimo posto Champions è più accesa che mai, il Tottenham è attardato all’ottavo posto a 45 punti, sei in meno del Chelsea (ma con una partita da recuperare). Insomma, il rischio di restare fuori dall’Europa che conta per due anni di fila è concreto: un bel problema per le ambizioni e i conti del club. E la finale di Coppa di Lega del prossimo 25 aprile contro il Manchester City dell’eterno nemico Guardiola non può certo salvare una stagione negativa.

Onore alla Dinamo e attacco ai suoi

Della serata nerissima di Zagabria, l’unico episodio da sottolineare è la visita che Mourinho ha fatto allo spogliatoio della Dinamo a fine match per complimentarsi con gli avversari. Un gesto davvero signorile, che quasi stona in una carriera in cui il tecnico di Setubal si è reso spesso protagonista di gesti censurabili: meglio antipatico ma vincente o gentiluomo ma con zeru tituli? Difficile che i tifosi degli Spurs avrebbero dubbi se potessero scegliere. E proprio ai supporter si è rivolto Mourinho dopo il tremendo 3-0 di Zagabria, chiedendo scusa per la disastrosa prova dei suoi: “Spero si sentano come mi sento io, sono molto più che triste e deluso perché la squadra non ha dato l’idea di stare disputando un match importante. Ma per me e i tifosi lo era. E’ mancata la giusta attitudine – ha spiegato il tecnico portoghese -, che non è solo la base del calcio ma quella della vita: bisogna avere rispetto del proprio lavoro e dare sempre tutto, e questa volta non è andata così. Io mi sento profondamente ferito da ciò che ho visto oggi nei miei ragazzi”. Un attacco frontale alla squadra che lascia presagire un futuro lontano dal Tottenham per lo Special One: se la corsa al quarto posto dovesse complicarsi ulteriormente, l’esonero potrebbe arrivare già nelle prossime settimane.

Mou eliminato da un ex Spezia

Se la Dinamo Zagabria è ai quarti di finale di Europa League deve ringraziare Mislav Orsic. Chi era costui? Il 28enne croato che contro il Tottenham si è “ronaldizzato” inventandosi una fantastica tripletta (da vedere e rivedere soprattutto il primo gol) è un vero e proprio giramondo con un passato anche in Italia. La prima esperienza fuori dalla Croazia l’ha fatta proprio nel nostro Paese, approdando nel 2013 allo Spezia ma senza quasi lasciare traccia: nove presenze e zero gol in Serie B con i liguri. Nel 2015 Orsic è partito per un lungo tour in Estremo Oriente: Corea del Sud, poi Cina, poi ancora Corea del Sud fino al ritorno in patria nel 2017, alla Dinamo Zagabria. Orsic è un’ala sinistra con il vizio del gol, come ricorderanno i tifosi dell’Atalanta: all’esordio assoluto in Champions League, i nerazzurri furono strapazzati dalla Dinamo, che vinse 4-0 con un’altra tripletta di Orsic. Ma la squadra nerazzurra seppe rialzarsi e, passo dopo passo, arrivare a sfiorare la semifinale del più importante torneo europeo grazie alla saggia guida di Gasperini. Ciò di cui avrebbe maledettamente bisogno questo Tottenham in caduta libera.

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