BARCELLONA - Molto spesso si commette l'errore di considerare Lionel Messi un patrimonio esclusivo del Barcellona. Un po' per ingenuità e un po' per malafede campanilistica si preferisce circoscrivere l'influenza e la grandezza della Pulga al Camp Nou: "Eh, ma Maradona ha vinto il mondiale con l'Argentina". Oppure: "CR7 è più completo e si è sforzato di più". Ciò nonostante, la formula denigratoria che convince di più gli scettici è senza dubbio quella che fa leva sulla sua stanzialità: "Dovrebbe dimostrare altrove il proprio valore. Vincere tutto con Xavi e Iniesta è facile...". Come se il fatto di non aver mai tradito la maglia della Roma e del Milan renda meno grandi Francesco Totti e Paolo Maldini. Un po' come dire che Pelé e Beckenbauer, dopo una vita al Santos e al Bayern Monaco, abbiano deciso di mettersi alla prova nei Cosmos. La verità, però, è un'altra e nessuno può togliergli il merito di aver reso il calcio uno sport più bello. E a ringraziarlo di questo, subito dopo i tifosi culé, dovrebbero essere proprio i suoi maggiori detrattori: i maradoniani, i madridisti e i cristianoronaldisti. E già, perché, se i millennial sono andati a riguardarsi su Youtube i riscaldamenti a scarpe slacciate di Diego, scoprendo le ragioni che hanno spinto le generazioni precedenti a idolatrare un personaggio dilaniato dagli eccessi, è anche grazie ai continui (ed estenuanti) paragoni con Leo che, dalla sua, non ha mai smesso di rendergli omaggio. Fino alla fine, quando ha indossato i colori della leprà per ricordare a tutti che il più grande aveva giocato nella sua squadra del cuore.
Stesso discorso per Cristiano Ronaldo che ha alimentato la propria fame e la propria tenacia di cannibale inseguendo i successi del fuoriclasse argentino, eguagliandone alcuni e superandone, dopo l'addio al Barcellona di Pep Guardiola, altri. Il trasferimento di CR7 a Torino è stata la kriptonite di una delle rivalità più appassionanti della storia dello sport con effetti devastanti su tutto il calcio spagnolo, come ha ammesso lo stesso Messi: "Da quando Cristiano è andato via il Clásico non è più la stessa cosa". Stasera, il crack rosarino potrebbe sfidare per l'ultima volta il Real Madrid con la 'camiseta blaugrana'. Se Joan Laporta non riuscirà a convincerlo a restare al Camp Nou, anche i tifosi merengue si accorgeranno di quant'è dura la vita senza Messi. Perché non hanno mai avuto e, difficilmente lo avranno in futuro, un rivale così forte e stimolante. Uno che, con la collaborazione di CR7, ha trasformato il Clásico nella partita più importante del mondo e che, ancora oggi, tiene a galla l'immagine della Liga, nonostante l'evidente crisi di risultati delle spagnole in Europa.
Ironia della sorte, sarà l'Alfredo Di Stéfano di Valdebebas lo scenario della super sfida di sabato. Uno dei record più importanti superati da Messi nella sua carriera apparteneva proprio, da oltre 50 anni, alla 'saeta rubia': quello di capocannoniere dei Barça-Madrid. Sono 26 le reti segnate da Leo (15 delle quali al Bernabéu, il suo stadio feticcio), contro le 18 di un Di Stéfano raggiunto, poi, anche da CR7. I primi tre, Messi li rifilò, nello stesso incontro, al Real di Fabio Capello, il 10 marzo del 2007. Da quel momento in poi non si è più fermato (o quasi) aggiungendo 13 assist al proprio infinito excel: da un 2-6 a un 5-0, senza dimenticare quando, dopo il gol vittoria in pieno recupero, si tolse la maglia e la mostrò alla tribuna del Bernabéu o la deliziosa doppietta in semifinale di Champions League. Quella che mandò su tutte le furie José Mourinho, protagonista di quella che è passata alla storia come la celebre conferenza stampa dei "por qué?". Ed è per tutte queste ragioni che sarebbe un vero e proprio peccato che l'ultima volta di Messi fosse quello disputato su un campo d'allenamento a porte chiuse. La leggenda dell'uomo dei 'clásicos', merita un altro palcoscenico sul quale scrivere il proprio gran finale. Stasera, il 'diez' eguaglierà un altro record, quello di presenze, 45, raggiungendo l'infortunato Sergio Ramos e magari riuscirà, pure, a ritrovare la via del gol che ha smarrito, guarda caso, da quando si è ritrovato orfano di CR7.
Real Madrid-Barcellona, l'ultimo Clasico di Messi?
di Raffaele R. Riverso
Domani sera la partita più sentita della Liga, con l'argentino che non è certo di restare nel club catalano. E una verità: "Da quando non c'è più CR7 non è lo stesso match"
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