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Uefa, Boban diventa capo del calcio

Zvonimir Boban 
Per l'ex dirigente del Milan un nuovo ruolo, creato appositamente per lui, da super manager nell'ente europeo, alla vigilia del Comitato esecutivo del 19 aprile
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A due giorni dal Comitato esecutivo, che lunedì ratificherà le dodici sedi dell'Europeo di giugno a porte parzialmente aperte e la formula della nuova Champions dal 2024, l'Uefa piazza un colpo importante nella fase più cruciale della storia dello sport più popolare: Zvonimir Boban diventa capo del calcio dell'ente presieduto da Aleksander Ceferin, una posizione manageriale creata appositamente per lui. Non si tratta certo di un ingresso banale nell'ufficio di governo del calcio europeo, perché l'ex fuoriclasse croato ha già ricoperto un ruolo analogo a livello mondiale, alla Fifa, prima della parentesi dirigenziale di 9 mesi al Milan - dal giugno 2019 al marzo 2020 - chiusa in maniera traumatica (col licenziamento per un'intervista e con la causa di lavoro vinta contro il club condannato a un risarcimento di 5 milioni di euro) ma di indubbio successo sul piano sportivo: la squadra che ha scalato la classifica fino al t…

A due giorni dal Comitato esecutivo, che lunedì ratificherà le dodici sedi dell'Europeo di giugno a porte parzialmente aperte e la formula della nuova Champions dal 2024, l'Uefa piazza un colpo importante nella fase più cruciale della storia dello sport più popolare: Zvonimir Boban diventa capo del calcio dell'ente presieduto da Aleksander Ceferin, una posizione manageriale creata appositamente per lui. Non si tratta certo di un ingresso banale nell'ufficio di governo del calcio europeo, perché l'ex fuoriclasse croato ha già ricoperto un ruolo analogo a livello mondiale, alla Fifa, prima della parentesi dirigenziale di 9 mesi al Milan - dal giugno 2019 al marzo 2020 - chiusa in maniera traumatica (col licenziamento per un'intervista e con la causa di lavoro vinta contro il club condannato a un risarcimento di 5 milioni di euro) ma di indubbio successo sul piano sportivo: la squadra che ha scalato la classifica fino al titolo di campione d'inverno è stata in larga parte costruita da lui e da Maldini.

 

 

Il padre del Var

Da plenipotenziario di Infantino per 3 anni, Boban aveva avviato, dal maggio 2016, la stagione delle riforme: in particolare è il padre del Var, svolta epocale per l'ausilio della tecnologia agli arbitri. All'Uefa mancava la figura di un capo del settore calcio. Ceferin, sloveno cosmopolita, ha voluto che fosse proprio Boban a colmare autorevolmente la lacuna nell'organigramma. Il suo nuovo braccio destro non avrà dunque compiti amministrativi o di rappresentanza, ma un'agenda fitta, legata a temi di stringente attualità: i rapporti con le leghe e con i club, la revisione dei calendari, l'armonizzazione tra coppe e campionati, la gestione del Var all'interno dei tornei Uefa. <<Nessuno contento, ma nessuno triste>>, fu lo slogan nel 2016 dell'allora neosegretario Fifa, a indicare la volontà di anteporre l'interesse collettivo a quelli particolari e di salvaguardare il più possibile, da ex campione, il merito sportivo rispetto al business.  
 
 

Ceferin e le città dell'Europeo

Quello slogan è rimasto e adesso a Boban, che non manca di doti diplomatiche, spetterà di fare collimare le esigenze dei grandi club e dei Big Five, i 5 grandi campionati europei, con quelle di tutti gli altri. Il debutto nell'incarico - l'annuncio ufficiale è previsto per martedì prossimo 20 aprile - coincide con un momento fondamentale per il calcio, sotto la pandemia. Ceferin sta infatti per ufficializzare le 12 città sedi del primo Europeo itinerante della storia, rinviato di un anno ma conservato nella formula e con la riapertura degli stadi almeno al 25% della capienza. Dopo l'ok di Mario Draghi per Roma, che si è aggiunta a Londra, Glasgow, San Pietroburgo, Copenaghen, Amsterdam, Budapest, Bucarest e Baku, sta per arrivare il sì a Monaco di Baviera e Siviglia (che rimpiazzerebbe Bilbao), mentre il no a Dublino libererà il posto a un'altra città inglese, probabilmente Manchester. Il Comitato esecutivo darà anche il via libera alla nuova Champions a 36 squadre dal 2024, con 10 partite per squadra nella fase iniziale: prime 8 in classifica qualificate agli ottavi di finale e play-off dalla nona alla ventiquattresima. Il nodo dei 4 posti in più per le qualificate dai campionati nazionali (oggi sono 32) dovrebbe essere sciolto così: 1 al Paese quinto nel ranking dei club per nazioni (oggi la Francia), 1 al campione del primo Paese nel ranking che non abbia squadre qualificate e i restanti 2 ai primi 2 club del ranking che non si siano qualificati alla Champions, ma almeno all'Europa League o alla Conference League.
 

La nuova Champions

 
La questione della gestione dei diritti tv della nuova Champions attraverso una joint venture con pesi da definire tra Uefa e Eca (l'associazione dei club, presieduta da Andrea Agnelli) verrà invece ridiscussa più in là. Un Comitato esecutivo ad hoc, a maggio, definirà il probabile allargamento delle rose dell'Europeo da 23 a 25 giocatori e il protocollo sanitario definitivo (quello varato martedì sarà provvisorio). In Svizzera, lunedì a Montreux, comincia una nuova fase storica per l'Uefa, puntellata dalla presenza di Boban: un'altra mossa concreta dello stratega Ceferin, alla vigilia dell'Europeo di calcio più delicato della storia.