Benzema perdonato, il figliol prodigo alla corte di Francia
di Paolo Condò , di Paolo CondòLa squadra imbattibile non esiste, ma la Francia campione del mondo che richiama il figliol prodigo Karim Benzema le si potrebbe avvicinare molto. L'indiscrezione dell'Equipe di ieri mattina ha preso corpo nel corso della giornata, diventando ufficiale alle 20.20, quando il ct Didier Deschamps ha diramato l'elenco dei convocati francesi per l'Europeo. Cinque anni e mezzo dopo l'esclusione, dovuta a un ricatto verso il compagno Mathieu Valbuena nel quale era in qualche modo coinvolto, il centravanti del Real Madrid è stato amnistiato. Certi trapianti non sono mai automatici, e in questo periodo la Francia ha vinto il Mondiale dopo essere arrivata seconda all'Europeo: non ha bisogno di salvatori della patria. Però Karim a 33 anni ha vissuto la stagione migliore della carriera, ormai è un padreterno capace di scegliere in ogni frangente la soluzione migliore, per sé (29 gol quest'anno) o per i compagni (8 assist). Il suo magistero h…
La squadra imbattibile non esiste, ma la Francia campione del mondo che richiama il figliol prodigo Karim Benzema le si potrebbe avvicinare molto. L'indiscrezione dell'Equipe di ieri mattina ha preso corpo nel corso della giornata, diventando ufficiale alle 20.20, quando il ct Didier Deschamps ha diramato l'elenco dei convocati francesi per l'Europeo. Cinque anni e mezzo dopo l'esclusione, dovuta a un ricatto verso il compagno Mathieu Valbuena nel quale era in qualche modo coinvolto, il centravanti del Real Madrid è stato amnistiato. Certi trapianti non sono mai automatici, e in questo periodo la Francia ha vinto il Mondiale dopo essere arrivata seconda all'Europeo: non ha bisogno di salvatori della patria. Però Karim a 33 anni ha vissuto la stagione migliore della carriera, ormai è un padreterno capace di scegliere in ogni frangente la soluzione migliore, per sé (29 gol quest'anno) o per i compagni (8 assist). Il suo magistero ha permesso a Zidane - che lo considera il miglior attaccante della storia francese, superiore a Henry, a Papin e al mitico Fontaine - di pilotare un Real tutto sommato minore fino alla semifinale di Champions e a un'ultima giornata di Liga nella quale non è escluso il ribaltone ai danni dell'Atletico. Tutto possibile grazie a Benzema. Un fuoriclasse.
Nato da genitori algerini a Bron, il sobborgo di Lione che contiene l'aeroporto, Karim è cresciuto lunatico e attaccabrighe in una zona complicata, ricca soltanto di cattive compagnie. Un giorno - aveva 15 anni e giocava già nelle giovanili del Lione - chiese al responsabile del vivaio Gerard Bonneau di trasferirsi ad abitare nel centro sportivo: voleva fare il calciatore, ma fuori di lì le tentazioni erano troppe, e non tutte legali. Conoscete il detto del ragazzo che può uscire dal ghetto, ma senza che il ghetto esca da lui: la storiaccia di Valbuena lo asseconda perché Mathieu si fece rubare un filmato di prodezze sessuali conservato nel cellulare, e tra i ricattatori figurava un amico d'infanzia di Karim. Il quale, evidentemente coinvolto dal conoscente, suggerì a Valbuena di fare attenzione "perché questi sono veri delinquenti".
Mathieu lo interpretò come un invito a pagare e tacere - stiamo parlando di 150 mila euro - Karim ha sempre detto che si trattava soltanto di un consiglio per evitare guai al compagno. Il processo è stato fissato al tribunale di Versailles nel prossimo ottobre. Alla buon'ora, perché la denuncia del ricatto risale al giugno 2015, e l'enorme eco della storia portò all'esclusione parallela dei due dalla nazionale. Quando Deschamps confermò il suo no alla vigilia dell'Europeo 2016 Benzema reagì con rabbia, accusando il ct di aver ceduto alle pressioni della parte razzista del Paese; Didier si sentì offeso, e da quel giorno non tornò più sull'argomento, dribblando le cicliche richieste popolari di perdono. Fino a ieri.
Karim dovrà rientrare con passo felpato, perché alcuni compagni sono amici di Valbuena - sta chiudendo la carriera in Grecia - e il Mondiale ha comunque fissato nuove gerarchie. Però è opinione comune che se richiami Benzema non lo fai per mandarlo in panchina, ma per giocarti un trio d'attacco stellare con Mbappé e Griezmann. Lui, dopo aver imparato la professionalità da Cristiano Ronaldo - ricambiato con decine di assist - e averlo sostituito al meglio anche come goleador dopo il passaggio alla Juve, è pronto per una missione alla quale non credeva più. Sui suoi social è ricomparsa ieri, ben prima dell'annuncio ufficiale, l'orgogliosa appartenenza all'Equipe de France. Favoritissima, ça va sans dire.