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Il Werder Brema e le altre: quante nobili decadute in Germania

Thomas Schaaf sconsolato: il suo ritorno non è bastato per salvare il Werder (reuters)
I biancoverdi in Zweite dopo 41 anni. Troveranno gli acerrimi rivali dell'Amburgo, lo Schalke e forse il Colonia, che dovrà affrontare lo spareggio con il Kiel per salvarsi
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Il momento della mossa della disperazione, la chiamata dell'ultimo mostro sacro, è stato paradossalmente quello in cui al Werder Brema hanno capito che stavolta era finita davvero. Thomas Schaaf lo ha allenato per 14 anni, è stato l'artefice del quarto titolo e dell'ultima finale europea (persa con lo Shakhtar). Passerà però alla storia come una sorta di re di maggio, dal trono all'abdicazione in un amen. Con quella tipica incoscienza spinta dall'amore, ha accettato la folle sfida: ha preso in mano la squadra il 16 maggio subentrando a Florian Kohfeldt, enfant, prodige 'ma non più di tanto', della panchina, in carica dall'ottobre 2017. Cinque giorni di lavoro per un miracolo: avesse battuto il Borussia Moenchengladbach, Schaaf avrebbe ottenuto lo spareggio con la terza della Zweite Liga. Avrebbe avuto la possibilità di ripetere l'avventurosa salvezza dello scorso anno con l'Heidenheim. Ma non c'&egra…

Il momento della mossa della disperazione, la chiamata dell'ultimo mostro sacro, è stato paradossalmente quello in cui al Werder Brema hanno capito che stavolta era finita davvero. Thomas Schaaf lo ha allenato per 14 anni, è stato l'artefice del quarto titolo e dell'ultima finale europea (persa con lo Shakhtar). Passerà però alla storia come una sorta di re di maggio, dal trono all'abdicazione in un amen. Con quella tipica incoscienza spinta dall'amore, ha accettato la folle sfida: ha preso in mano la squadra il 16 maggio subentrando a Florian Kohfeldt, enfant, prodige 'ma non più di tanto', della panchina, in carica dall'ottobre 2017. Cinque giorni di lavoro per un miracolo: avesse battuto il Borussia Moenchengladbach, Schaaf avrebbe ottenuto lo spareggio con la terza della Zweite Liga. Avrebbe avuto la possibilità di ripetere l'avventurosa salvezza dello scorso anno con l'Heidenheim. Ma non c'è stato nulla da fare: 2-4, 0-4 fino a pochi minuti dal termine. Lo spareggio lo farà un'altra nobile decaduta come il Colonia: affronterà il Kiel, che ha buttato al vento la promozione perdendo in casa contro il tranquillo Darmstadt. I renani comunque dovranno stare attenti, se è vero che il Kiel in questa stagione si è tolto il lusso di buttare fuori dalla Coppa di Germania il Bayern Monaco. Si è invece salvato l'Arminia Bielefeld, l'Elevator', l'ascensore, alias dedicato al numero più alto di promozioni in Bundes (8) e retrocessioni in Zweite (7).

Werder e Colonia, ancora loro, stavolta a giocarsi le briciole. Per ironia della sorte, il primo titolo della squadra di Brema, nella stagione 1964/65, arrivò proprio dopo un duello con i renani. In quello stesso anno il Bayern ottenne la sua prima promozione. E ora, dopo un lunghissimo inseguimento, i bavaresi conquisteranno l'unico traguardo che gli mancava: aver giocato il maggior numero di massimi campionati tedeschi, per ora insieme al Werder, tra un anno da soli se i biancoverdi non si sbrigheranno a risalire. Un primato a lungo detenuto dall'Amburgo, mai retrocesso fino a tre anni fa, con quell'orologio all'interno dello stadio che sembrava eterno ma che poi ha smesso di battere, irrimediabilmente.

Anche all'Hsv, una coppa dei campioni in bacheca (quella contro la Juventus ad Atene nel 1983), anche se con qualche gara d'anticipo rispetto al Werder, hanno optato per il mostro sacro del passato. E' stato chiamato al capezzale Horst Hrubesch, mitico panzer di una grande edizione della nazionale tedesca. Ma anche lì non c'è stato effetto. Nella prossima stagione ci sarà il derby delle 'Città Stato' contro il Werder, il più depresso di sempre: si giocherà in Zweite Liga.

Verrebbe voglia di titolare la stagione del Werder come 'cronaca di un fallimento annunciato'. Inconfutabile, eppure fino allo scorso febbraio la permanenza appariva, se non una formalità, quanto meno un traguardo alla portata. Kohfeldt aveva capito di non avere un attacco di livello, ed allora aveva puntato su una certa solidità difensiva. Il reparto, e con esso tutta la squadra, nel 4-0 subito a Hoffenheim proprio a febbraio ha però iniziato a perdere certezze. Poi, a parte una vittoria con l'Eintracht, è stato un disastro. Negli ultimi 10 turni sono arrivati solamente i pareggi con il Colonia - a marzo - e lo scorso 8 maggio con il Leverkusen. Poco per cercare di resistere.

Pochi soprattutto i gol. Il miglior marcatore è stato Niclas Füllkrug, a segno sei volte, seguito dallo statunitense Sargent con 5. In tutto la squadra ha realizzato 36 reti, il solo Lewandowski, che ha battuto il record che sembrava inattaccabile di Gerd Muller, ne ha segnate 41. Nelle statistiche di merito che tanto piacciono ai tedeschi, i giocatori del Werder Bema compaiono solamente in quella dei km percorsi: Maximilian Eggestein e Theodor Gebre Selassie sono quelli che in Bundes ne hanno macinati di più. Ma il calcio, sia pure assai atletico come quello che si gioca in Germania, ha bisogno anche di altro per funzionare.

L'ultima volta che il Werder era andato giù era stato nel 1980. Kuno Klötzer, che proprio con l'Amburgo aveva vinto tre anni prima la Coppa delle Coppe, accettò la sfida per riportarlo in Bundesliga. La stava vincendo, poi un brutto incidente stradale lo costrinse allo stop ed iniziò la grande cavalcata di Otto Rehaggel, che completò la missione e finì per restare in carica 14 anni conquistando due titoli tedeschi e una Coppa delle Coppe. Ora i destini di Werder e Amburgo torneranno a intrecciarsi in Zweite Liga. E con loro anche quelli dello Schalke (retrocessione catastrofica, da ultimo) e forse anche del Colonia. Non ci saranno invece i Leoni del Monaco 1860, quelli che nella prima edizione della Bundesliga erano stati scelti al posto del Bayern per rappresentare la Baviera. Perdendo con l'Ingolstadt, la seconda squadra di Monaco si è giocata la possibilità di fare almeno lo spareggio. Dovrà sopportare almeno un altro anno in Dritte insieme al Kaiserslautern, altre squadra che vinceva titoli e dava mezza squadra a nazionali leggendarie come quella del 1954. C'è poco da fare, in Germania sono tempi duri per le nobili.