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Barcellona, Messi va 'incontro' a Laporta: accordo fino al 2026 a metà dello stipendio

Lionel Messi (agf)
Il fuoriclasse ha accettato il progetto del presidente di spalmare l'ingaggio. La sua presenza significa la conferma degli sponsor e un monito agli altri 'senatori' di fare altrettanto
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BARCELLONA - L'annuncio ufficiale è imminente e, una volta arrivato, il Barcellona potrà finalmente guardare con ottimismo al proprio futuro. E già, perché se quello catalano è 'més que un club', il quinquennale che Lionel Messi firmerà è decisamente 'més que un contracte'. Molto di più che un contratto perché permetterà al presidente Joan Laporta di cominciare sul serio, dopo i colpi a parametro, il new deal promesso ai propri soci. Sotto questo aspetto, l'accordo raggiunto con la Pulga consentirà al presidente blaugrana di mantenere molte delle promesse contenute nel proprio programma elettorale e che sarebbero state impossibili da realizzare se Leo fosse andato via. A cominciare dai contratti che la società catalana riuscirà a strappare ai vecchi, ma anche nuovi sponsor: la presenza in rosa del sei volte Pallone d'Oro fa, infatti, lievitare sensibilme…

BARCELLONA - L'annuncio ufficiale è imminente e, una volta arrivato, il Barcellona potrà finalmente guardare con ottimismo al proprio futuro. E già, perché se quello catalano è 'més que un club', il quinquennale che Lionel Messi firmerà è decisamente 'més que un contracte'. Molto di più che un contratto perché permetterà al presidente Joan Laporta di cominciare sul serio, dopo i colpi a parametro, il new deal promesso ai propri soci. Sotto questo aspetto, l'accordo raggiunto con la Pulga consentirà al presidente blaugrana di mantenere molte delle promesse contenute nel proprio programma elettorale e che sarebbero state impossibili da realizzare se Leo fosse andato via. A cominciare dai contratti che la società catalana riuscirà a strappare ai vecchi, ma anche nuovi sponsor: la presenza in rosa del sei volte Pallone d'Oro fa, infatti, lievitare sensibilmente il cachet del Barça. Stesso discorso a livello di marca: il 70% delle maglie blaugrana vendute, solo per fare un esempio, portano il suo nome e il numero 10 sulle spalle: "Il Barcellona è Messi e Messi è il Barcellona", sosterrebbe lo sgrammaticato presidente Borlotti.

Messi e non solo, è il momento di aiutare il club

Oltre a convincere gli sponsor a scommettere con decisione per altri cinque anni sul Barça, il rinnovo firmato da Messi è un segnale forte, fortissimo, ai propri compagni di squadra: è il momento di aiutare il club che ci ha fatto grandi. Che il miglior calciatore al mondo, nonché numero uno assoluto della storia del club, abbia deciso di guadagnare meno della metà rispetto a quanto fatto sinora non potrà essere ignorato né dagli altri senatori - che dovranno, gioco forza, sacrificare o spalmare una parte importante delle proprie provvigioni - né dai giovani campioncini chiamati, nei prossimi mesi, a rinnovare il proprio vincolo con la società catalana: da Pedri ad Ansu Fati e Ilaix Moriba. "Stiamo cercando la formula giusta", aveva assicurato, nei giorni scorsi, il presidente Laporta.

Quinquennale da 20 milioni a stagione

E non c'è dubbio che il quinquennale a 20 milioni a stagioni risponde proprio alla necessità di incastrare tutti i pezzi del complicato puzzle blaugrana. In vista della prossima stagione, il Barcellona è, infatti, obbligato a ridurre di ben 200 milioni la propria massa salariale. Da buon capitano, Messi si è accollato il 30% del totale: 60 milioni lordi, ossia la differenza tra i 100 previsti dal suo vecchio contratto e i 40 del nuovo.

Laporta e Tebas, la quiete dopo la tempesta

Questo non vuol dire che Messi, sul lungo periodo, guadagnerà meno di quanto avesse messo in preventivo. L'intenzione dell'argentino era, infatti, quella di rinnovare alle stesse condizioni per due anni, arrivando al massimo della preparazione al mondiale dell'anno prossimo in Qatar, per poi andare negli Stati Uniti a racimolare qualche spicciolo in più per la pensione, prima di tornare in riva al Mediterraneo, dove lui e la sua famiglia si sentono a casa, a fare il dirigente o l'ambasciatore del Barça nel mondo. In questo senso, i 200 milioni lordi che si aspettava di incassare nei prossimi 24 mesi, il Barcellona glieli verserà, in 5 comode rate da 40 milioni. La strategia messa a punto (inclusa la probabile cessione di Antoine Griezmann) consentirà, inoltre, al Barcellona di dribblare i paletti della Liga: "Non faremo sconti a nessuno", aveva assicurato, nei giorni, scorsi lo stizzito Javier Tebas, ancora furioso con Joan Laporta per l'affaire Superlega. Il club catalano ha già presentato la propria richiesta in lega che, nelle prossime ore, darà l'ok all'iscrizione della Pulce al prossimo campionato spagnolo che comincerà a ferragosto. Anche perché, lo stesso discorso a livello di marca fatto per il Barça vale anche per la Liga e il primo a riconoscere l'importanza dell'asset Messi è proprio Tebas.

In blaugrana fino a 39 anni

Nel 2026 il crack rosarino avrà 39 anni, 26 dei quali rappresentando i colori blaugrana. Dall'allegro contratto improvvisato sull'oramai celebre tovagliolo di una bar della 'ciutat comtal'a quello messo nero su bianco dai legali del club, assieme agli agenti di Leo, dopo diverse settimane vissute con il timore che le dissestate casse blaugrana avrebbero reso impossibile la missione. Dalla spensieratezza del 2000 ai complicati parametri - e non sempre uguali per tutti - del Fair play finanziario del 2021. In mezzo, davvero tanto fútbol, tanta passione, tanta magia e tante emozioni regalate non solo ai tifosi culé, bensì a tutti gli appassionati del gioco del calcio. A tutti quelli che, loro malgrado, sono stati costretti a goderselo e, contemporaneamente, a soffrire le conseguenze della sua classe sulla propria pelle: 778 le partite ufficiali, 672 i gol, 266 gli assist, 48 le triplette e 35 i titoli conquistati con e per il Barça dal one club man più importante della storia del pallone. Tuttavia, ha poco senso guardare al passato e analizzare statistiche che Leo migliorerà, mentre è lui stesso a essere già proiettato verso ciò che verrà con la convinzione che lo ha sempre spinto a migliorarsi e a diventare uno dei migliori di sempre, forse il migliore in assoluto, e ossia che il meglio debba ancora venire.