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Il Chelsea perde Kanté, è positivo al Covid. Tuchel: "Juve più debole senza Ronaldo"

N'Golo Kanté (afp)
I campioni in carica a Torino per la sfida di Champions contro i bianconeri senza il francese. Il tecnico: "Il vaccino? I calciatori sono adulti e fanno le loro scelte, va accettato". Out anche gli infortunati James, Mason Mount e Pulisic
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Thomas Tuchel sceglie il fatalismo per incasellare la defezione di Kanté, arrivata poco prima di presentarsi in conferenza stampa in vista della sfida di Champions di domani sera con la Juventus. Il centrocampista francese è l'ultimo degli assenti dei Blues, che allo Stadium dovranno fare a meno anche di James, Pulisic e Mount: "Ngolo Kanté è positivo al Covid e noi seguiremo il protocollo - ha spiegato il tecnico tedesco -. Siamo un riflesso della società e dobbiamo accettare quello che è successo. La situazione è lontana dal dirsi conclusa, ma spero che ci colpisca il meno possibile. Non abbiamo soluzione".

Tanti gli assenti nelle due squadre, visto che ad Allegri mancheranno sia Dybala che Morata. Assenze che stravolgono ulteriormente il volto della Vecchia Signora, che a fine mercato ha dovuto dire addio a Ronaldo, ma che non la rendono meno pericolosa agli occhi di Tuchel: "Il tempo dirà se la Juve quest'anno è meno forte degli anni scorsi. Ogni squadra senza Ronaldo è più debole, è uno dei migliori. Non hanno più un grande campione, un grande punto di riferimento, un grande goleador. Ma puoi vincere anche senza Cristiano. Sono un club con grande orgoglio e l'abitudine a vincere, che ne ha forgiato la mentalità. Sarà la prima volta che affronterò la Juve in una competizione ufficiale ed è stimolante giocare contro avversari forti: vogliamo crescere e questa partita ci renderà migliori. Sarà dura".

Da underdog a favorita

La scorsa stagione è stata ricca di alti e bassi per il Chelsea, partito con Lampard in panchina prima dell'avvicendamento con Tuchel che, qualche mese dopo, avrebbe quasi a sorpresa vinto la Champions League, per quanto non ci si debba stupire particolarmente osservando la rosa ricca di talento dei Blues. Resa ancora più forte dal mercato estivo di cui Lukaku è il pezzo pregiato: "L'anno scorso eravamo visti come underdog, ora abbiamo vinto. Ma il nostro ruolo non era quello di favoriti, abbiamo preso fiducia ogni gara. Siamo emersi dopo nella competizione e a volte aiuta. Oggi abbiamo l'esperienza per giocare ad alti livelli, c'è grande voglia di giocare contro di noi, l'accettiamo. Non è un segreto: ci piace questo ruolo, siamo una competitor per questo titolo. Sappiamo cosa possiamo fare ma vogliamo farlo passo dopo passo". Se la Juve arriva rinfrancata dalle due vittorie consecutive, per quanto senza pedine importanti come Dybala, Morata e Arthur, il ko del Chelsea contro il Manchester City ha sorpreso per l'atteggiamento remissivo di Havertz e compagni, specialmente in fase difensiva: "Siamo stati troppo passivi col City. Le scelte difensive sono mie responsabilità. Non era quello il piano, abbiamo difeso troppo profondamente e non abbiamo giocato come volevamo. Abbiamo mostrato però di poter giocare ad alto pressing e aiutati da Lukaku sfruttiamo gli spazi, difendendo la palla e capendo i momenti della gara. Il City ha giocato eccellentemente, hanno fatto una grande performance. Noi molto meno. Dobbiamo adattarci alle caratteristiche degli avversari".

Il vaccino

Inevitabile ritornare sulla positività di Kanté, che già a maggio del 2020, dopo il lockdown, si allenò un solo giorno con i compagni per poi rifiutarsi di far ritorno al centro sportivo di Cobham per la seconda seduta per paura del Coronavirus, e sulla questione vaccini, scelta che Tuchel definisce personale: "Sarebbe facile dire che la vaccinazione sia la soluzione, ma non sono sicuro - ha aggiunto dopo aver specificato di essere vaccinato -. Posso prendere una decisione per me e tutti potrebbero pensarci, se prendere un rischio o meno. Il vaccino sembra essere una soluzione, io l'ho presa per me stesso ma non ho le competenze per dare consigli, non mi sento nella posizione per raccomandarlo. Sono un allenatore di calcio, non sono un esperto. Viviamo in uno Stato libero e in una società libera, per fortuna: ognuno può prendere la propria decisione ed è responsabile delle proprie azioni. Non siamo arrabbiati con Ngolo, ci sono giocatori che s'infortunano. Ci prendiamo cura di loro. Ovviamente ci sarebbe piaciuto avere la squadra al completo".

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