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Da 'predestinato' a talento irrequieto: il percorso a ostacoli di Sebastiano Esposito

Lukaku lascia calciare un rigore a Esposito in Inter-Genoa 4-0 del 21 dicembre 2019 
Lanciato da Conte nell'Inter, adottato da Lukaku, l'attaccante classe 2002 ha stentato durante il prestito in B e ora in Svizzera, al Basilea, si fa notare anche per problemi disciplinari
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San Siro lo invocava a gran voce, mentre Lukaku gli metteva il pallone tra le braccia. "Vai ragazzo, tocca a te. Non aver paura, calcia forte come sai fare". Negli occhi la felicità sbalordita di chi non se l'aspetta, l'emozione, il sudore freddo, il rigore all'angolino basso, la corsa sotto la curva, gli applausi. Oggi, due anni dopo quell'Inter-Genoa 4-0, Sebastiano Esposito quegli applausi vuole strapparli di nuovo sapendo però di dover fare ben altra fatica. Gli servirà del tempo, infatti, per farsi perdonare la mancanza di rispetto nei confronti del Basilea dove gioca in prestito, dell'allenatore Patrick Rahmen, dei compagni di squadra.

L'attaccante, rientrato dopo tre mesi di assenza per infortunio, si è rifiutato di entrare in campo a dieci minuti dalla fine nell'ultima partita del girone di Conference League vinto dal Basilea, con il 3-0 già al sicuro dagli assalti del Qarabag nella cassaforte svizzera. …

San Siro lo invocava a gran voce, mentre Lukaku gli metteva il pallone tra le braccia. "Vai ragazzo, tocca a te. Non aver paura, calcia forte come sai fare". Negli occhi la felicità sbalordita di chi non se l'aspetta, l'emozione, il sudore freddo, il rigore all'angolino basso, la corsa sotto la curva, gli applausi. Oggi, due anni dopo quell'Inter-Genoa 4-0, Sebastiano Esposito quegli applausi vuole strapparli di nuovo sapendo però di dover fare ben altra fatica. Gli servirà del tempo, infatti, per farsi perdonare la mancanza di rispetto nei confronti del Basilea dove gioca in prestito, dell'allenatore Patrick Rahmen, dei compagni di squadra.

L'attaccante, rientrato dopo tre mesi di assenza per infortunio, si è rifiutato di entrare in campo a dieci minuti dalla fine nell'ultima partita del girone di Conference League vinto dal Basilea, con il 3-0 già al sicuro dagli assalti del Qarabag nella cassaforte svizzera. Un gesto che difficilmente si perdona a un campione, figuriamoci a un ragazzo di 19 anni. Che per giunta sui social ha bollato le critiche ricevute subito dopo come voci di "gente cattiva che non ha altre armi oltre l'invidia. Non è successo nulla di quello che c'è scritto". Falso vittimismo a cui Rahmen non ha abboccato, escludendo Esposito dai convocati per la sfida di campionato contro il Servette.  

 

 

Il talento nato nel 2002, protetto di Conte che lo aveva promosso a quarta punta a soli 17 anni, dev'essersi ricordato delle lezioni di D'Ambrosio. "Mentre grazie a Lukaku, Lautaro, Eriksen e Sanchez ho affinato la tecnica, da lui ho imparato il rispetto per gli altri, per gli orari, per il gruppo", aveva rivelato poco prima di lasciare l'Inter. E così ha chinato la testa e chiesto scusa a tutti, un gesto che gli è valso il reintegro in rosa e la convocazione per il big match di campionato con lo Young Boys. Rahmen lo ha chiamato in causa a nove minuti dalla fine: questa volta il giocatore è entrato senza dire una parola.

Al di là dell'episodio, Esposito lontano da Milano non ha rispettato le aspettative. Alte, altissime, perché era (ed è) ritenuto uno dei potenziali campioni della sua leva. E sostenute dagli almanacchi che lo collocano al secondo posto nella classifica dei marcatori più giovani della storia nerazzurra, preceduto da Mario Corso e con alle spalle un altro Mario, Balotelli. Un esempio da seguire "il Professore", come lo chiamava Pelè. Uno da rifuggire, il bad boy, per chi sogna di entrare a far parte, un giorno, dell'Inter di Simone Inzaghi.

 

 

Per accelerare il processo di crescita del gioiello del settore giovanile, i nerazzurri avevano bruciato le tappe e spedito "Seba" a farsi le ossa in Serie B, nel settembre 2020. Prima metà dell'anno alla Spal, seconda parte del campionato a Venezia: in tutto 29 presenze (poche da titolare), tre gol e tanta panchina. Non un buon inizio, meglio cambiare. Alla fine dell'ultima finestra di mercato ecco l'occasione svizzera. Aria nuova, un altro calcio.

Partenza a razzo. Quattro reti e un assist in cinque partite, un avvio di stagione piaciuto a Marotta e anche a Mancini, alla ricerca costante di un goleador per la Nazionale del futuro. Il sorriso ritrovato è stato però smorzato da due infortuni muscolari in serie che hanno tenuto fuori dai giochi Esposito per tre mesi, prima dello scivolone di cui si spera farà tesoro. Da Basilea a Milano il cammino è lungo, ma per riascoltare il proprio cognome scandito dai tifosi va percorso metro dopo metro. Magari telefonando a D'Ambrosio per una dritta: a volte basta una buona indicazione per trovare la strada che porta alla meta.