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Il vuoto a perdere del gol in trasferta, quei calcoli che non servono più

Zielinski esulta dopo il gol al Barcellona
Zielinski esulta dopo il gol al Barcellona 
Avevamo menti allenate al calcolo, durante la partita il tifoso faceva stretching con i neuroni moltiplicando i gol e ipotizzando un ventaglio di scenari che cambiava ad ogni cross in area. Da questa stagione non è più così
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Oggi i gol in trasferta sono vuoti a perdere. Messaggi nella bottiglia per nostalgici e spaventati guerrieri, che pensano alla gara di ritorno e no, tranquilli non possono esserlo. Nel provare a dare un senso ai risultati di Champions e di Europa League, la sensazione è quella di guardare un paesaggio con un paio di occhiali con le gradazioni sbagliate. Un perenne fuori fuoco che non ci permette di considerare con chiarezza la questione. Piove o sta schiarendo? E chi lo sa.

L'1-1 del Napoli al Camp Nou va registrato con soddisfazione o va derubricato come una mezza delusione? In altri tempi nessuno avrebbe avuto dubbi: sarebbe stato un pari garantista. Festa grande, il gol in trasferta avrebbe permesso alla squadra di Spalletti di affrontare il ritorno con motivate speranze di passare il turno. Sarebbe bastato un banalissimo (e bellissimo) 0-0 per farcela. Domanda delle cento pistole (ma senza moltiplicare, sono pistole casalinghe): chi è più vicino alla qualificazione, l'Atalanta che ha battuto 2-1 l'Olympiacos o il Napoli uscito indenne da Barcellona? La risposta è così semplice che - abituati come siamo al gol in trasferta - sembra contorta: l'Atalanta ha due risultati su tre, il Napoli deve solo vincere. E lasciate perdere i conteggi.

Prendete la Lazio: il peso specifico del gol segnato da Zaccagni in casa del Porto ha la consistenza di un'illusione. Bei tempi, quando il gol in trasferta valeva doppio. Vivevamo di poche certezze, si era tutti più felici (e forse persino più bravi in matematica). Avevamo menti allenate al calcolo, durante la partita il tifoso faceva stretching con i neuroni moltiplicando i gol e ipotizzando un ventaglio di scenari che cambiava ad ogni cross in area. Quando le partite stazionavano attorno a risultati extra large - 3-3, 5-2, 1-3 - ci si arrampicava sulle impervie vette dove tutto è congettura. E se ci fanno gol adesso, quanti dobbiamo farne al ritorno?

La regola venne introdotta nella stagione 1965-66, quasi sessant'anni (56 per la precisione) sono volati. Perdere poteva rivelarsi persino utile, custodiva il piccolo segreto di farcela anche senza farcela. La prima finale decisa dal gol in trasferta fu quella della Coppa delle Fiere, Juventus-Leeds, edizione 1970-71. 2-2 all'andata a Torino, 1-1 in Inghilterra, con Pietro Anastasi che si vide annullare il gol del possibile trionfo. Meglio andò alla Sampdoria di Boskov, Vialli & Mancini, vincitrice della Coppa delle Coppe nel 1990. Ai quarti bastò un doppio pareggio contro la Dinamo Bucarest (1-1 in Romania, 0-0 a Genova) per passare il turno. La beffa delle beffe però è capitata all'Inter, nel derby di semifinale di Champions 2002-03. 0-0 in casa del Milan, 1-1 in casa dell'Inter: sempre a San Siro. Mi casa es tu casa, come no: passò il Milan. Ora uno vale uno. E la chiamano democrazia, poi si è vista come è andata a finire. Giocare in casa o giocare in trasferta pari è. Siamo o non siamo nel villaggio globale? Premiati, semmai, i gol a chilometro zero. Destrutturata l'immane fatica di segnare un gol nello stadio altrui, smontata l'euforia di essere riusciti a piantare una bandierina in territorio nemico.

La regola - vale la pena ricordarlo - è stata cambiata perché (cit. Ceferin, presidente Uefa) "Dissuade le squadre di casa, specialmente all'andata, dall'attaccare, perché temono di concedere un gol che darebbe agli avversari un vantaggio cruciale". Della serie: io so che tu sai che io so. In realtà il Madrid a Parigi ha giocato per lo 0-0, salvo poi venire punito da una giocata di Mbappè. Maurizio Sarri si è già infuriato, sai la novità: "Ora ci saranno più partite che finiranno ai supplementari, ma non c'è un calendario che lo permette". Certo, supplementari. Anche in caso di doppio pareggio con qualsiasi punteggio. Match con la prolunga, spegnete la calcolatrice. Fine pena mai.

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