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Ceferin, altro attacco alla Superlega: "Prima hanno usato una pandemia, ora la guerra"

Aleksander Ceferin
Aleksander Ceferin (reuters)
Il presidente Uefa al "Business of Football Summit" organizzato dal Financial Times: "Questi signori vivono in un mondo parallelo alla realtà. Possono farsi e giocare i tornei che vogliono, ma a quel punto non potranno fare parte delle nostre competizioni". Tebas: "Mentono più di Putin". Attesa per l'intervento di Agnelli
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LONDRA - "Queste persone prima volevano fare la Superlega durante la pandemia. Ora durante la guerra. Dice tutto di loro. Vivono in un mondo parallelo alla realtà". È il durissimo attacco di Aleksander Ceferin, il leader della Uefa, ai club europei, tra cui la Juventus, che ancora non hanno rinunciato al loro progetto di supercampionato europeo affondato l'anno scorso dal dietrofront delle squadre inglesi e dall'opposizione del governo britannico di Boris Johnson.

Ceferin era in collegamento video con il "Business of Football Summit", il forum annuale organizzato a Londra dal Financial Times giunto alla quarta edizione. In sala c'era Andrea Agnelli, che interverrà in serata. Il presidente Uefa ha parlato dei danni di miliardi di euro che il Coronavirus ha recato al calcio, del dramma della guerra in Ucraina, della drammatica evacuazione di calciatori e staff dei club locali e delle "dolorose ma necessarie esclusioni" di club e atleti russi, "fino a quando sarà necessario". "È un momento difficilissimo per tutti", ha commento il 54enne avvocato sloveno, "ma stiamo facendo del nostro meglio per il calcio".

 

A Ceferin però è stato chiesto anche della Superlega, argomento che ha scatenato la sua furia contro i club tuttora coinvolti nel progetto. Secondo il "Telegraph", Juventus, Barcellona e Real Madrid non si sono ancora arresi e la prossima settimana rilanceranno in qualche modo l'idea. "Questi signori prima volevano fare la Superlega durante la pandemia. Ora durante la guerra", ha commentato il presidente Uefa. "Dice tutto di loro. Vivono in un mondo parallelo alla realtà. Perché tutto questo non ha senso".

 

Ceferin ha continuato: "Uno dei presidenti dei club coinvolti nella Superlega", di cui non ha fatto il nome, "dopo quanto successo l'anno scorso mi ha chiamato e mi ha chiesto scusa. Ora è tornato alla carica con il progetto. Queste persone credono che i fan siano clienti. Per noi, invece, sono semplicemente tifosi". E ancora: "Questi club possono farsi e giocare i tornei che vogliono, per quanto mi riguarda. Ma a quel punto non potranno fare parte delle nostre competizioni". Infine, pur mai nominandolo esplicitamente, Ceferin si è rivolto direttamente ad Andrea Agnelli, presidente Juve della cui figlia è il padrino: "Ho le frasi dell'ex presidente della European Club Association che lodava la Uefa e il sistema calcio solo una settimana prima di lanciare a sorpresa il progetto Superlega. A questa gente non gliene importa niente dei tifosi". 

Ancor più duro Javier Tebas, presidente della Liga spagnola: "Ogni volta che sento parlare di questi tre club di Superlega, non fanno altro che mentire. La Superlega mente più di Putin. Dobbiamo essere degli idioti per credere a quello che dicono. Sono tre naufraghi che dicono che il loro progetto non influirà sul resto, ma mi sento umiliato. Faranno molti danni al calcio. Prima della pandemia avevamo un modello economico sostenibile, ma la pandemia ha portato a sconfitte dei club e ora stiamo reagendo a una situazione molto complicata. La riforma della Champions secondo me è una cosa importante per i grandi club. Sono scettico. Le Leghe nazionali possono mantenere la Champions e non avere altro a cui pensare. Lo spiegherà Andrea Agnelli questo pomeriggio, ma una settimana fa c'è stato un incontro a casa sua per parlare del progetto Superlega, di una Lega continentale a due categorie, dove le Leghe nazionali servono a classificarsi. Le big in un modo o nell'altro saranno presenti", ha svelato Tebas chiedendo ad Agnelli di spiegare. "La Liga è composta da 42 club e 38 concordano con le nostre proposte".

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