Portogallo-Turchia 3-1, Cristiano Ronaldo si giocherà l'accesso ai Mondiali con la Macedonia del Nord
dal nostro inviato Emanuele Gamba , dal nostro inviato Emanuele GambaPORTO – Anche il Portogallo ha vissuto il suo accenno di psicodramma, ha seminato ansia ma si è risolto con una ventina di minuti di patimenti e paura poi portati via dal vento, lo stesso vento che deve avere in qualche modo scagliato lontano il calcio di rigore dello sciagurato Burak Yilmaz, quello del possibile 2-2. Mancavano 5’ alla fine quando la moviola ha fatto notare un fallo del disastroso Fonte su Ünal che all’arbitro era sfuggito, benché fosse piuttosto evidente: la Turchia ha messo il suo destino nelle mani del suo centravanti, che già aveva segnato la rete della speranza, ma costui ha scaraventato il pallone in curva, liberando l’ammutolito Dragao dagli spettri che lo stavano attanagliando. Nulla in confronto di quello che stava accadendo a Palermo, in ogni caso. È finita 3-1 per i più forti: Ronaldo è a un passo dal suo quinto e ultimo (chissà) Mondiale.
Portogallo forte e vulnerabile
Ci siamo…
PORTO – Anche il Portogallo ha vissuto il suo accenno di psicodramma, ha seminato ansia ma si è risolto con una ventina di minuti di patimenti e paura poi portati via dal vento, lo stesso vento che deve avere in qualche modo scagliato lontano il calcio di rigore dello sciagurato Burak Yilmaz, quello del possibile 2-2. Mancavano 5’ alla fine quando la moviola ha fatto notare un fallo del disastroso Fonte su Ünal che all’arbitro era sfuggito, benché fosse piuttosto evidente: la Turchia ha messo il suo destino nelle mani del suo centravanti, che già aveva segnato la rete della speranza, ma costui ha scaraventato il pallone in curva, liberando l’ammutolito Dragao dagli spettri che lo stavano attanagliando. Nulla in confronto di quello che stava accadendo a Palermo, in ogni caso. È finita 3-1 per i più forti: Ronaldo è a un passo dal suo quinto e ultimo (chissà) Mondiale.
Portogallo forte e vulnerabile
Ci siamo persi una finale che avremmo giocato da sfavoriti ma contro una nazionale che ha difetti e problemi, per quanto in tutta evidenza nemmeno lontanamente paragonabili ai nostri. Il Portogallo ha dominato questa semifinale contro la Turchia rischiando però di pagare a caro prezzo le sue vulnerabilità, vale a dire la scarsa propensione cautelativa del centrocampo e soprattutto la fragilità della difesa, priva di tre cardini come Cancelo (che era squalificato a dunque contro la Macedonia ci sarà), Pepe e soprattutto Ruben Dias e costretta ad arrangiarsi con il 38enne Fonte, che non ne ha azzeccata mezza, e il mediano Danilo Pereira, il cui arretramento ha impoverito il centrocampo, già privo di Renato Sanches e Ruben Neves, di muscoli e copertura. Però il Portogallo ha sofferto solo per brevi tratti, vale a dire per un decina di minuti dopo l’1-0 di Otavio e in quei 20 nella ripresa, quando l’improvviso gol di Yilmaz, imbeccato dall’ottimo Ünder e con Fonte completamente tagliato fuori dalla triangolazione turca, ha rimesso un bilico un partita che i portoghesi stavano agevolmente controllando, dando l’idea di pensare già all’Italia. Alla Macedonia no, non lo immaginavano neanche loro.
Otavio-Jota, primo tempo di dominio
Il Portogallo ha fatto in fretta, sbloccando rapidamente il risultato con il brasiliano Otavio, l’ala del Porto naturalizzata l’estate scorsa, e poi gestendo il vantaggio con il minimo affanno che non può coinvolgere chi è senza tre quarti di difesa e ha un solo centrocampista prudente, il caro vecchio Moutinho, affiancato da due fini dicitori come Bruno Fernandes e Bernardo Silva, per non dire di un terzino come Guerreiro che nel Borussia ha spesso fatto il trequartista e che ieri ha propiziato il gol del vantaggio con una rasoiata mancina che ha colpito il palo interno. Una gran parata di Rui Patricio su Kökçü (27’) ha chiuso la parentesi di lieve sbandamento portoghese, poi superata con la forza del palleggio e le prepotenza delle accelerazioni di Ronaldo, di Otavio e di Jota, che hanno di fatto chiuso la qualificazione con l’assist di uno per il colpo di testa dell’altro. Due a zero, in tutta comodità.
Ronaldo poco egoista, ma nel finale si mangia un gol
Nella ripresa il Portogallo ha soprattutto traccheggiato, dando l’idea di voler prima di tutto risparmiare rischi ed energie. Ha in ogni caso sfiorato più volte il terzo gol (la più evidente con Guerreiro) e non ha corso quasi mai pericoli se non per qualche iniziativa di Ünder. I lusitani giocano con due mezze ali raffinate, un’ala inesauribile (Otavio) e Jota che è bravissimo ad andare dove Ronaldo non va, evitando di togliergli spazio e palloni ma trovando spesso il modo di creare pericoli alla difesa. Cristiano, da parte sua, in nazionale è molto meno egoista che nel club, si vede che ci mette una partecipazione emotiva speciale e nel primo è anche piaciuto per come ha partecipato al gioco della squadra, facendo da perno avanzato invece di pensare solo al gol come fa di solito. Nella ripresa invece è sparito e nell’ultimo minuto di recupero si è anche mangiato un gol facile facile, pettinando la traversa da posizione favorevolissima.
Sul 3-1 il timbro di Leao
Nel frattempo il Portogallo aveva comunque già risolto la situazione, perché dopo il tiro al piccione di Yilmaz la Turchia, nel complesso piuttosto deludente (Çalhanoglu e Demiral inclusi), è sparito e i padroni di casa hanno ripreso in mano il pallino, chiudendo i conti con un gol di Nunes (pure lui un brasiliano naturalizzato) ispirata da una di quelle brucianti accelerazioni di Leao che i tifosi milanisti conoscono me.
La lunga ovazione per il gol macedone
Il boato per il 3-1 si è sovrapposto a quella per la rete macedone a Palermo, accolta da una prolungatissima ovazione: il Dragao eccitato ha fatto festa e la gente è tornata a casa strombazzando i clacson. Qui nessuno dubita che la Macedonia non si metterà di mezzo tra Cristiano Ronaldo e il Qatar.
Il tabellino
Portogallo (4-1-4-1): Rui Patricio 6.5 – Dalot 6, Fonte 4, Danilo Pereira 5.5, Guerreiro 6.5 (43’ st Nuno Mendes sv) – Moutinho 6 (43’ st Nunes 6.5) – Otavio 7.5 (43’ st Leao 6.5), Bruno Fernandes 5.5 (35’ st William Carvalho sv), Bernardo Silva 6.5, Jota 7 (26’ st Joao Felix 6) – Ronaldo 5.5. All.: Santos 6.
Turchia (3-4-2-1) Çakir 5 – Kabak 5, Demiral 5.5, Söyüncü 5.5 – Çelik 5.5 (35’ st Yazici sv), Kökçü 6 (35’ st Tökoz sv) , Çalhanoglu 5.5, Kutlu 6 (45’ st Dursun sv) – Ünder 7, Aktürkoglu 5 (21’ st Ünal 6.5) – Yilmaz 5. All.: Kuntz 6.
Arbitro: Siebert (Ger) 5.5.
Reti 15’ pt Otavio, 42’ pt Jota, 20’ st Yilmaz, 49’ st Nunes.
Note: ammoniti Çelik, Jota, Çalhanoglu, Demiral, Moutinho. Spettatori 48.010.