Gattuso: "Io mai razzista e maschilista, contro di me accuse non vere. Al Valencia voglio giocatori con il fuoco dentro"
di Raffaele R. Riverso , di Raffaele R. RiversoVALENCIA. A tutto campo. Senza limiti né catene. Gennaro Gattuso allo stato puro, purissimo quello che si è presentato nell'affollatissima sala stampa del Mestalla per spiegare ai tifosi del Valencia chi è davvero il loro nuovo allenatore. Per un giorno, l'ex centrocampista del Milan si è rimesso la maglia rossonera e ha tirato fuori tutta la grinta del calciatore che "correva, correva e correva con l'unico obiettivo di vincere". L'ex allenatore del Napoli ha capito che, alla conclusione della stagione più difficile della sua vita, che l'ha visto rimanere mestamente al palo, fosse necessario indossare di nuovo il mantello di SuperRinghio, sporcarsi le mani e rispondere a tutti i dubbi sulla sua persona, sul suo lavoro e sui suoi sogni: "Davvero mi stai chiedendo se sono un gattino o un leone? Richiedimelo tra due mesi! Anzi, tra due mesi ti offro un caffe e te lo spiego", la sua simpatica risposta a chi ha prov…
VALENCIA. A tutto campo. Senza limiti né catene. Gennaro Gattuso allo stato puro, purissimo quello che si è presentato nell'affollatissima sala stampa del Mestalla per spiegare ai tifosi del Valencia chi è davvero il loro nuovo allenatore. Per un giorno, l'ex centrocampista del Milan si è rimesso la maglia rossonera e ha tirato fuori tutta la grinta del calciatore che "correva, correva e correva con l'unico obiettivo di vincere". L'ex allenatore del Napoli ha capito che, alla conclusione della stagione più difficile della sua vita, che l'ha visto rimanere mestamente al palo, fosse necessario indossare di nuovo il mantello di SuperRinghio, sporcarsi le mani e rispondere a tutti i dubbi sulla sua persona, sul suo lavoro e sui suoi sogni: "Davvero mi stai chiedendo se sono un gattino o un leone? Richiedimelo tra due mesi! Anzi, tra due mesi ti offro un caffe e te lo spiego", la sua simpatica risposta a chi ha provato a mettere in dubbio non tanto le sue capacità di gestore, quanto la volontà di arrivare, se necessario, allo scontro con Peter Lim nel caso in cui il presidente del Valencia non dovesse mantenere le promesse che gli ha fatto: "Quando ci siamo visti abbiamo parlato per due ore. All'inizio era contento, dopo un'ora lo era ancora di più e alla fine era contentissimo. Mi ha dimostrato di conoscere alla perfezione i problemi del club e mi ha fatto capire chiaramente quali sono i passi che ha in mente per risolverli. Quando un presidente ti parla di tutto, comprese delle difficoltà con i tifosi e tu allenatore decidi di accettare poi devi assumerti le tue responsabilità. E poi, già l'anno scorso, ho dimostrato che sono una persona che crede che quando le promesse che ti hanno fatto non vengono rispettate sia meglio dividersi". Al presidente della Fiorentina Commisso saranno fischiate le orecchie.
Un fiume in piena per oltre un'ora e un quarto: "Perché l'anno scorso sono stato fermo e ho pensato che fosse corretto non parlare, perché è facile criticare da fuori il lavoro degli altri. Oggi, però, parlerò e risponderò a tutte le accuse che mi sono state fatte. A cominciare da quella di essere maschilista. Innanzitutto, sono frasi di 15 anni fa e, su Barbara Berlusconi, l'unica cosa che ho detto è che per una ragazza di 28 anni c'è modo e modo di parlare di un dirigente esperto come Galliani. Veniamo al razzismo: quando insultarono Boateng, ho detto che erano stati 4 imbecilli e che la cosa migliore era quella di non fargli caso. Razzista io? Uno come me... Un uomo del sud che si è sentito dire di tutto... Sono totalmente diverso dalla persona che qualcuno cerca di dipingere. Infine, per quanto riguarda la mia malattia autoimmune, mi piace far sapere che ricevo decine di mail ogni giorno di persone che soffrono di miastenia oculare e che mi chiedono come faccia a conviverci a questi livelli. Ed è per questa ragione che, sotto questo aspetto, posso anche essere un esempio per loro". Riassumendo alla Gattuso: "Tutto quello che è stato detto su di me sono solo stronzate". Anche sul suo rapporto con Jorge Mendes: "Sono allenatore da 8-10 anni e non ho mai ingaggiato un suo calciatore".
Si è, però, parlato anche tanto di calcio, nel giorno della sua presentazione. Perché in Spagna sono molto curiosi di constatare da vicino l'evoluzione che ha permesso a un calciatore diventato famoso per ringhiare di stravolgere la propria visione di calcio fino al punto da sentire una vera e propria attrazione fisica per il juego de toque, per il palleggio: "Tra il Gattuso calciatore e il Gattuso allenatore c'è una differenza incredibile. Quando giocavo pensavo solo a correre, lottare e vincere. Oggi, invece, ho una predilezione per i calciatori che pensano, che usano la testa, che riflettono". Su una cosa, però, Rino non ha cambiato idea: "Voglio calciatori con il fuoco dentro disposti a giocare per il Valencia come lo farebbero per il Barcellona o il Real Madrid. E se non sono famosi tanto meglio. Voglio giocatori che hanno fallito, anche perdenti, ma che una volta qui abbiano la voglia di dimostrare che credono nel nostro progetto". Per sua stessa ammissione, però, toccherà a lui far capire ai propri ragazzi che il suo Valencia "rispetterà tutti i rivali, ma non avrà paura di nessuno".