Hofmann, scusate il ritardo: l'attaccante che per la Germania fa il terzino
dal nostro inviato Matteo Pinci , dal nostro inviato Matteo PinciDalle lacrime in bagno, seduto sul water, ai gol con la Germania. Evolvendosi, cambiando città, ruoli, ma soprattutto cambiando il proprio punto di vista sulle cose. Grazie a uno psicologo. La nuova stella della Nazionale tedesca è un ragazzo che tra un mese esatto festeggerà 30 anni. Per tanti calciatori, quella soglia rappresenta l'inizio della fine. Per Jonas Hofmann è stato l'inizio e basta.
Due gol di fila, prima contro l'Inghilterra, poi con l'Ungheria. Se la Germania non è ultima nel girone di Nations League è grazie all'esterno del Borussia Moenchengladbach, che tra qualche ora affronterà l'Italia a casa sua, il Borussia-Park. Un ragazzo che nella propria squadra fa l'ala d'assalto, macinando dribbling e gol: 12 nell'ultimo campionato. Ma lui, che aveva giocato anche da trequartista, da mezzala e persino da mediano, per giocare con la maglia della Mannschaft s'è adattato a fare una…
Dalle lacrime in bagno, seduto sul water, ai gol con la Germania. Evolvendosi, cambiando città, ruoli, ma soprattutto cambiando il proprio punto di vista sulle cose. Grazie a uno psicologo. La nuova stella della Nazionale tedesca è un ragazzo che tra un mese esatto festeggerà 30 anni. Per tanti calciatori, quella soglia rappresenta l'inizio della fine. Per Jonas Hofmann è stato l'inizio e basta.
Due gol di fila, prima contro l'Inghilterra, poi con l'Ungheria. Se la Germania non è ultima nel girone di Nations League è grazie all'esterno del Borussia Moenchengladbach, che tra qualche ora affronterà l'Italia a casa sua, il Borussia-Park. Un ragazzo che nella propria squadra fa l'ala d'assalto, macinando dribbling e gol: 12 nell'ultimo campionato. Ma lui, che aveva giocato anche da trequartista, da mezzala e persino da mediano, per giocare con la maglia della Mannschaft s'è adattato a fare una cosa che non aveva fatto mai: il terzino destro. Il tecnico Hansi Flick stravede per lui, "perché sa fare tutto". Eppure era appena il 2016 quando la sua carriera pareva sprofondata: dopo anni così e così tra Dortmund e Mainz, il trasferimento al Borussia Moenchengladbach doveva rappresentare la svolta. Glielo aveva suggerito Marco Reus, suo modello e amico. Ma nei primi mesi le cose non andavano granché. "Spesso mi sedevo da solo in bagno, sul water, e piangevo", ha raccontato Hofmann in un documentario sulla sua vita.
La svolta, quando ha deciso di chiedere aiuto: "Ho preso uno psicologo: Spesso è visto come un segno di debolezza, ma quando siamo malati andiamo dal medico, perché se il problema riguarda il cervello non dovremmo fare lo stesso?". Chissà cosa gli suggeriva la testa, in quei giorni: Jonas viene da una famiglia di sportivi, il padre giocatore di pallamano, il fratello maggiore centrocampista nell'Astoria Waldorf in quarta serie. La stella di casa è lui, che la famiglia l'aveva lasciata a 12 anni per inseguire i propri sogni al Borussia Dortmund. Dove però, salvo rare apparizioni, fino ai 22 anni è rimasto nella seconda squadra, quella dei campionati regionali. Da lì ha ripreso a girare. Fino a quando non ha avuto il coraggio di chiedere aiuto.
Oggi che i pensieri negativi lo hanno abbandonato, Hofmann ha interrotto le sedute. Ma è grazie a quelle che la sua carriera è decollata. E pazienza se per il debutto in Nazionale ha dovuto attendere i 28 anni: era il settembre 2020 quando l'ex ct Joachim Loew lo ha scelto per la prima volta. Prima di questo giugno aveva segnato solo alla piccola Armenia, un gol all'andata e uno al ritorno nelle qualificazioni ai Mondiali in Qatar. Gol sostanzialmente ininfluenti. Ma il bello doveva ancora venire. Ora che quei pianti in bagno sono ricordi, Hofmann può guardarsi allo specchio e dire sorridendo: "Scusate il ritardo".