Piqué, dopo Shakira lo scarica anche il Barcellona
di Raffaele R. Riverso , di Raffaele R. RiversoUna situazione non proprio semplice da gestire per il futuro presidente del Barcellona. Se il Barça è 'més que un club', Gerard Piqué è, senza dubbio, 'més que un jugador'. Molto più di un semplice calciatore chiamato appunto a sedere, un giorno, sulla poltrona più importante del Camp Nou. Tuttavia, da qualche tempo, i suoi interessi non sono più esattamente allineati a quelli della società blaugrana e, ora, sembra essere arrivato il momento della resa dei conti: "Non sarai più uno dei titolari fissi", gli ha fatto sapere Xavi Hernández durante l'ultimo colloquio tra i due. E dire che, fino allo scorso aprile, era stato lo stesso tecnico blaugrana ad assicurare che le sue polemiche distrazioni - dall'organizzazione della Coppa Davis, all'intermediazione per portare la Supercoppa di Spagna in Arabia, senza dimenticare la presidenza dell'Andorra - non erano fonte…
Una situazione non proprio semplice da gestire per il futuro presidente del Barcellona. Se il Barça è 'més que un club', Gerard Piqué è, senza dubbio, 'més que un jugador'. Molto più di un semplice calciatore chiamato appunto a sedere, un giorno, sulla poltrona più importante del Camp Nou. Tuttavia, da qualche tempo, i suoi interessi non sono più esattamente allineati a quelli della società blaugrana e, ora, sembra essere arrivato il momento della resa dei conti: "Non sarai più uno dei titolari fissi", gli ha fatto sapere Xavi Hernández durante l'ultimo colloquio tra i due. E dire che, fino allo scorso aprile, era stato lo stesso tecnico blaugrana ad assicurare che le sue polemiche distrazioni - dall'organizzazione della Coppa Davis, all'intermediazione per portare la Supercoppa di Spagna in Arabia, senza dimenticare la presidenza dell'Andorra - non erano fonte di preoccupazione né per lui né per la squadra. Anzi: "Lui è estroverso e gli piace stare sulla bocca di tutti. Sotto questo aspetto siamo agli antipodi, io sono più diplomatico. Ma lo conosco e se non lo vedessi concentrato glielo direi. Questo tipo di cose sono la sua benzina, la sua adrenalina. Sono come una droga, nel senso positivo del termine".
Le notti in discoteca e la rottura con Shakira
Poi, però, è arrivato l'infortunio che gli ha impedito di aiutare la squadra nell'ultimo mese della stagione e, infine, la ciliegina su una torta oramai andata a male: la separazione da Shakira. Il nostro eroe non si è fatto mancare nulla: assieme al fido scudiero Riqui Puig, infatti, ha trasformato le discoteche della zona alta di Barcellona nella sua terra di conquista. Era già da diverso tempo che la sua relazione con la cantante colombiana era aperta. Ma a tutto c'è un limite. La rottura definitiva è arrivata, infatti, quando Shaki si è accorta che Gerry aveva perso il controllo della situazione. Farsi vedere in compagnia di altre donne era, oramai, diventata la normalità e per questa ragione Shakira ha deciso di dire basta: "È da 12 anni che seguo Piqué - ha ammesso il paparazzo Jordi Martín - e sia lui che le sue feste sono molto note a Barcellona. Però, da quello che mi dicono, negli ultimi tempi è completamente fuori fase. È sempre in giro di notte con Riqui Puig e spende ogni giorno cifre indecenti, sebbene per lui siano irrisorie: da duemila euro in su".
Xavi lo scarica
Insomma, il suo bicchiere, o meglio, la sua flûte non è più sufficientemente grande per contenere l'effervescenza delle sue bollicine e anche Xavi, il suo ex compagno di squadra che lo aveva sempre difeso dalle critiche, se n'è accorto. E, quel che è peggio, è che se n'è già fatto una ragione, arrivando alla conclusione che non ci sia più nulla da salvare. Parliamoci chiaro, il tecnico catalano non si sogna nemmeno di mettere in discussione le sue qualità tecnico-tattiche. Non potrebbe davvero perché, anche la scorsa stagione, Piqué è stato uno dei migliori calciatori della sua rosa. Ciononostante, in questi giorni, l'allenatore del Barça sta immaginando le basi della ricostruzione blaugrana e si è reso conto che Piqué non può più essere uno dei leader del suo progetto. E, proprio come si fa con i buoni amici, gliel'ha detto in faccia: "Il tuo ruolo cambierà".
Uno schietto scambio di vedute che, però, non si è concluso come Xavi avrebbe voluto. E già, perché Piqué gli ha risposto di non essere d'accordo e che glielo dimostrerà presentandosi in ritiro in piena forma. Allo stesso tempo, Gerard gli ha assicurato che limiterà al minimo indispensabile i suoi impegni al di fuori della disciplina blaugrana e, allo stesso modo, modificherà il proprio stile di vita, tornando a essere di nuovo un punto di riferimento per i propri compagni di squadra, non solo dentro, ma anche fuori dal campo.
Pronto a tagliarsi lo stipendio
Promesse importanti alle quali se n'è aggiunta un'altra che, per certi versi, le supera tutte. Il difensore catalano ha, infatti, assicurato di essere disposto a tagliarsi lo stipendio. Per essere onesti fino in fondo, è giusto sottolineare che non sarebbe la prima volta che il calciatore accetta di buon grado di andare incontro alle esigenze di un club che sta flirtando da un po' di tempo con il fallimento. Basti pensare che solo di arretrati, il Barça gli deve 50 milioni di euro ai quali bisogna aggiungere i 30 di ingaggio che dovrebbe percepire fino alla conclusione del suo contratto, fissata nell'estate del 2024. Il club blaugrana ha, così, 80 milioni di buoni motivi per non dichiarare guerra al proprio calciatore. Anche perché la perderebbe irrimediabilmente. Nemmeno Piqué, tuttavia, ha interesse alcuno a provocare un conflitto con il club della sua vita. Lo stesso che lo ha visto crescere alla Masia, lo ha perso, lo ha riportato a casa fino a renderlo immortale: "Ci siamo accorti che senza Piqué, tutto quello che aveva immaginato crollava", ammise Tito Vilanova, compianto secondo di Pep Guardiola nel momento di massimo splendore dell'epopea blaugrana. Lo stesso di cui ha già fatto sapere di voler diventare presidente che, però, è anche lo stesso club che, sempre per sua stessa ammissione, avrebbe abbandonato da titolare: "Non accetterò mai di lasciare il Barça da panchinaro". Manterrà la sua promessa.