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Marina Granovskaia lascia il Chelsea, l'addio della zarina vincente e misteriosa

Marina Granovskaia 
È stata l'artefice principale dei trionfi degli ultimi 20 anni dei Blues. Vita privata di cui si sa pochissimo, viene definita determinata ma dai modi raffinati. Di lei un dirigente della Premier Lewage ha detto: "Straordinaria, affettuosa, sempre diretta. Ma è una assassina silenziosa..."
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LONDRA - Arrivederci, o forse addio, donna più potente e misteriosa del calcio. Perché, dopo il suo mentore Roman Abramovich, anche la russa (e canadese) Marina Granovskaia dovrà dire addio al Chelsea. Non subito, perché si aspetterà che si chiuda la finestra di mercato. Ma il destino della "zarina" al club di West London, dopo tanti successi, misteri e leggende sul suo conto, è oramai al capolinea dopo la guerra della Russia in Ucraina, le sanzioni e dopo l'esser arrivata a Londra nel 2003. Inizialmente come un personaggio marginale, poi, grazie alle sue abilità manageriali e al suo decisionismo, scalando sempre più posizioni, fino ad entrare nel cda e diventare la direttrice sportiva dei blues.

Roman il…

LONDRA - Arrivederci, o forse addio, donna più potente e misteriosa del calcio. Perché, dopo il suo mentore Roman Abramovich, anche la russa (e canadese) Marina Granovskaia dovrà dire addio al Chelsea. Non subito, perché si aspetterà che si chiuda la finestra di mercato. Ma il destino della "zarina" al club di West London, dopo tanti successi, misteri e leggende sul suo conto, è oramai al capolinea dopo la guerra della Russia in Ucraina, le sanzioni e dopo l'esser arrivata a Londra nel 2003. Inizialmente come un personaggio marginale, poi, grazie alle sue abilità manageriali e al suo decisionismo, scalando sempre più posizioni, fino ad entrare nel cda e diventare la direttrice sportiva dei blues.

Roman il braccio, Marina la mente

Granovskaia è stata forse l'artefice principale del successo del Chelsea negli ultimi due decenni. Se Abramovich era il braccio - nel senso delle centinaia di milioni di sterline investite nel Chelsea - Marina era la mente. Non a caso, l'ultima parola era spesso la sua, perché l'oligarca e paperone russo serbava fiducia totale nei confronti di questa 47enne manager e dirigente russa, laureata in lingue straniere all'università di Mosca nel 1997. Granovskaia è sempre stata professionalmente legata ad Abramovich e infatti ha iniziato a lavorare per lui, come assistente personale, alla Sibneft, ossia la Gazprom Neft di oggi, il terzo produttore di petrolio in Russia, e poi per Millhouse Capital, sempre dell'imprenditore russo amico di Putin. Prima di dedicarsi completamente al Chelsea.

La vita privata

Della vita privata di Granovskaia si sa pochissimo. In pubblico non ha praticamente quasi mai parlato, a parte qualche occasione ufficiale in cui si limitava a piccole conversazioni formali e superficiali con gli ospiti. A scuola in Russia le sue insegnanti, prima che diventasse una leonessa del calcio, la chiamavano "topolina grigia". Si sa, come ricorda il Sun, che il suo ristorante preferito nella capitale britannica è il Sumosan Twiga ideato da Flavio Briatore, dove i suoi camerieri la ricordano sempre per la sua gentilezza. Quando si arrabbia, però, sbotta ancora in russo, secondo i suoi collaboratori, anche se parla un perfetto inglese.

La scelta degli allenatori

Per il resto, si sa che al Chelsea la "zarina" decideva ogni trasferimento e ogni movimento di mercato, e per questo rimarrà fino a fine estate. Per esempio gli allenatori: lei ha voluto Mourinho per due volte a Stamford Bridge. Poi Antonio Conte, con il quale però il rapporto pare essersi deteriorato al secondo anno: quando il tecnico italiano ha iniziato a criticare la dirigenza in pubblico (non la prima volta) e Marina decise che la storia poteva concludersi lì. Poi Maurizio Sarri, che Granovskaia non voleva far andar via dopo la vittoria della Europa League e che per questo ricavò 4 milioni dalla Juve. Fino all'attuale allenatore Thomas Tuchel, che ha portato al Chelsea la seconda Champions League dopo Di Matteo.

Drogba il colpo, Hazard l'affare

Certo, sotto la sua gestione sono andati via per qualche spicciolo De Bryune e Salah, ma pare fu Mourinho a non credere troppo in loro. Drogba è stato forse il più bel gioiello della campagna acquisti della zarina, ed è riuscita a vendere Eden Hazard al Real per oltre 100 milioni: l'ex fenomeno belga è scomparso negli ultimi anni. Un anonimo dirigente di un'altra squadra di Premier League, sull'Athletic, l'ha definita "una persona straordinaria, affettuosa, sempre diretta. Ma è una assassina silenziosa: ti siedi al tavolo con lei, pensi che stia andando tutto benissimo, e appena ti alzi, sei dissanguato".