Per ricordare Uwe Seeler, scomparso all'età di 85 anni, sarebbe fin troppo parlare di quello stacco aereo, imperioso per un uomo dal fisico non certo scultoreo e non particolarmente alto del 17 giugno del 1970. Seeler fa la torre per Gerd Muller, che devia a due passi dal palo difeso - male - da Gianni Rivera. È il penultimo capitolo di ItaliaGermaniaquattroatre, che precede di poco l'acuto finale dello stesso Rivera nella partita più romanzesca e romanzata della storia del calcio.
Partiamo invece da un episodio meno conosciuto, accaduto al tramonto degli anni Settanta. Seeler non gioca più da sei anni e si gode la gloria accumulata in una carriera infinita nella sua Amburgo. Gli irlandesi del Cork lo chiamano per giocare una partita, una di quelle dove la gente va a vedere i vecchi campioni per applaudirne il passato più che il presente. Ci si mette di mezzo l'Adidas, contrattino e via in Irlanda. Esibizione? Sì, forse, anzi no. Una volta arrivato Seeler si trova di fronte a gente nel pieno del vigore agonistico e viene gettato nella mischia in una gara di campionato contro lo Shamrock Rovers.Risultato: il Cork perde 6-2, ma quei due gol li fa proprio Seeler, uno in rovesciata (!).
Gol e Seeler, un connubio inscindibile. Sin da quando nel 1946 entra a 10 anni nei ragazzini dell'Amburgo, società che non lascerà mai (vi chiuderà la carriera nel 1972 dopo 581 gare complessive e 492 reti). Un senso di appartenenza riconosciuto anche dai tifosi dell'Hsv, che ormai da parecchi anni lontani dai fasti del passato (la squadra milita in Zweite), si sono sempre riconosciuti in lui chiamandolo 'Uns Uwe', il 'il nostro Uwe'. Anche la nazionale non tarda ad accorgersi di lui. Fa parte di quella generazione sucessiva al trionfo mondiale del 1954, prendendo il posto di un mito come Ottmar Walter. È il più giovane giocatore ad esordire con la nazionale della Germania Ovest, partecipa a 4 mondiali ed è il primo toccare quota venti presenze nelle fasi finali (alla fine le gare giocate saranno 21). È anche il primo a segnare in 4 edizioni diverse della Coppa Rimet: gol al Marocco al minuto 56, battendo di 3 Pelè, che fa gol al 59' alla Cecoslovacchia. La tradizione di famiglia la sta portando avanti in Bundesliga suo nipote, Levin Oztunali, attualmente in forza all'Union Berlino. Quando giocava nelle giovanili dell'Amburgo i tifosi non gradirono la cessione del ragazzo. Speravano che magari quel Dna così illustre un giorno avrebbe risollevato le sorti del club. Ma in fondo è giusto così. 'Uns Uwe', 'il nostro Uwe'. Ad Amburgo ce ne sarà sempre uno solo.