✕

Liga, riparte il duello tra Real e Barcellona. Lewandowski-Benzema, torna la sfida del gol

Karin Benzema esulta dopo il gol in Supercoppa all'Eintracht (reuters)
Nel week end al via il campionato spagnolo. La squadra di Ancelotti difende il titolo conquistato la scorsa stagione, i blaugrana vogliono dimenticare l'ultima deludente annata ma restano alle prese con una situazione economica non facile. Atletico terzo incomodo. Sfida nella sfida quella tra l'ex Bayern e il francese
4 minuti di lettura

Sono tante e importanti le rivincite che si è preso, negli ultimi mesi, il calcio spagnolo. Su tutte, la conferma che a vincere non è necessariamente il più ricco o il più forte e che per attirare il talento i soldi sono una condizione necessaria, ma non sufficiente: il progetto sportivo e la storia contano di più. Il rocambolesco quanto meritato trionfo del Real Madrid in Champions League e l'esuberante campagna acquisti del Barcellona hanno ridato un certo brio a una competizione, la Liga, che negli ultimi anni aveva visto allontanarsi buona parte di quei riflettori che per quasi tre lustri avevano illuminato senza sosta l'eterna sfida tra il Real di Cristiano e il Barça di Messi. La differenza economica con la Premier League è abissale. Il budget delle squadre della massima serie inglese è il doppio di quello a disposizione delle spagnole che, però, possono contare su un fattore, quello identitario, che le rende…

Sono tante e importanti le rivincite che si è preso, negli ultimi mesi, il calcio spagnolo. Su tutte, la conferma che a vincere non è necessariamente il più ricco o il più forte e che per attirare il talento i soldi sono una condizione necessaria, ma non sufficiente: il progetto sportivo e la storia contano di più. Il rocambolesco quanto meritato trionfo del Real Madrid in Champions League e l'esuberante campagna acquisti del Barcellona hanno ridato un certo brio a una competizione, la Liga, che negli ultimi anni aveva visto allontanarsi buona parte di quei riflettori che per quasi tre lustri avevano illuminato senza sosta l'eterna sfida tra il Real di Cristiano e il Barça di Messi. La differenza economica con la Premier League è abissale. Il budget delle squadre della massima serie inglese è il doppio di quello a disposizione delle spagnole che, però, possono contare su un fattore, quello identitario, che le rende uniche al mondo.

Identità tecnico-tattica che ha consentito a club costantemente afflitti da ristrettezze di essere competitivi anche in Europa: Atlético Madrid, Siviglia e Villarreal, sono un chiaro esempio dei miracoli che può compiere una pianificazione sportiva equilibrata e coerente con la propria filosofia. Ed è per questa ragione che se è vero  - e non ci sono dubbi in merito - che la Premier sia il campionato più importante e spettacolare al mondo, è altrettanto vero che la Liga continua a essere, più di ogni altro torneo, la competizione che fa scuola, quella più amata dagli allenatori e da tutti coloro che hanno capito che il calcio è in continua evoluzione e chi si ferma è perduto.

Le favorite

La Liga 2022-2023 prenderà il via domani sera e, per la felicità degli appassionati, promette di recuperare una delle proprie caratteristiche principali: l'equilibrio tra le due corazzate. L'anno scorso, l'insultante superiorità del Real Madrid di Carlo Ancelotti - fresco di conquista della Supercoppa europea - rispetto a un Barcellona troppo sperimentale per pensare di poter lottare fino in fondo per il titolo, aveva condannato il torneo al tedio più assoluto. Soprattutto nell'ultimo mese e mezzo di gare, il lunghissimo rettilineo sul quale i blancos si erano presentati unicamente in compagnia della propria ombra è sembrato interminabile anche agli stessi tifosi merengues che, invece di goderselo, non vedevano l'ora che finisse e arrivasse il momento di pensare solo ed esclusivamente alla finale di Champions League. Quest'anno la sensazione è che andrà in maniera molto diversa. Xavi Hernández è, infatti, riuscito a recuperare lo spirito del grande Barça, quello che Quique Setién, prima, e Ronald Koeman, poi, sembravano aver dilapidato. Il suo impatto sulla squadra non è passato inosservato. Se n'è accorto anche Joan Laporta che ha esaudito (e esaudirà) praticamente tutti i suoi desideri: "Voglio una rosa formata da due titolari per ruolo". E, non c'è che dire, se non ci saranno intoppi con i tesseramenti, l'avrà. Da un gradino più in giù, i tifosi dell'Atlético Madrid continuano a mantenere lo sguardo fisso sulle prime due della classe, coscienti di come, dall'arrivo di Diego Pablo Simeone, la loro squadra non abbia mai fatto cilecca per due anni di fila. E così, paradossalmente, che l'anno scorso le cose siano andate male diventa improvvisamente una buona notizia.

Gli outsider

Mancano ancora tre settimane alla fine della sessione estiva di calciomercato e così come un nuovo arrivo al Santiago Bernabéu o al Camp Nou non cambierebbe significativamente i rapporti di forza tra le squadre in lotta per il titolo, una o due facce nuove (a patto che siano quella giuste) al Pizjuán, al Madrigal o a Anoeta finirebbero per spostare sensibilmente gli equilibri in gioco a favore della squadra in questione. Sinora, l'ottima campagna acquisti ha permesso alla Real Sociedad - che, oltre a Brais Méndez e Take Kubo si è assicurato anche Mohamed-Ali Cho, "il nuovo Mbappé" - di colmare buona parte del gap che, almeno sulla carta, la separava dalla squadra di Julen Lopetegui, che ha perso senza possibilità di opporsi i suoi due centrali titolari (Jules Koundé e Diego Carlos), e da quella di Unai Emery che non è ancora a riuscito a trovare i 15 milioni che servono per riportare Giovani Lo Celso a Vila-real, questa volta a titolo definitivo. Una situazione surreale se pensiamo che stiamo parlando della squadra che ha vinto sei volte l'Europa League negli ultimi 20 anni e quella che la scorsa campagna è andata vicina a una 'remontada' storica nella semifinale di ritorno di Champions League contro il Liverpool. Surreale perché, nello stesso periodo, solo per fare un esempio, tre società che la massima competizione europea sono abituate a guardarla in tv - West Ham (111 milioni), Leeds (105) e il Nottingham Forest (95) - hanno speso più di 300 milioni.

Le possibili sorprese

A questo terzetto, dal quale dovrebbe uscire il nome della squadra che accompagnerà Real, Barça e Atleti in Champions League, potrebbero aggiungersi l'Athletic Club di Bilbao e il Valencia. In entrambi i casi, il salto di qualità potrebbe arrivare grazie al loro nuovo allenatore. Da una parte l'esperienza e la sobria saggezza di Ernesto Valverde che ha deciso di ripartire da casa, dopo aver sbollito la rabbia per l'esonero rimediato a Barcellona dedicandosi all'altra sua passione, la fotografia. E se la Catedral recupera il Txingurri, la propria instancabile formichina lavoratrice, i tifosi del Valencia scopriranno sulla propria pelle che tipo di animale è Gennaro Gattuso: "Se sono un gattino o un leone? Fammi questa stessa domanda tra qualche mese", ha risposto Ringhio a chi, il giorno della sua presentazione, gli ha chiesto se avrà il coraggio di ribellarsi quando si accorgerà che Peter Lim non ha nessuna intenzione di mantenere le promesse che gli ha fatto. Perché, all'ombra del Mestalla, i tifosi non hanno dubbi sul fatto che il proprietario del Valencia prenderà in giro anche il tecnico calabrese, dopo averlo fatto con la folta schiera dei suoi predecessori. E non c'è che dire, la cessione di Gonçalo Guedes è lì a dimostrare che, almeno per il momento, hanno ragione loro.

Facce nuove

L'ingaggio che consente di affermare, senza paura di essere smentiti dai fatti, che il Barcellona sarà di nuovo un degno avversario del Real Madrid è Robert Lewandowski. Per trasferirsi al Camp Nou, il miglior bomber al mondo ha rinunciato a più di qualche spicciolo. Tuttavia, "il Barça era il logico passo da fare nella mia carriera". Grazie al fuoriclasse polacco, inoltre, la Liga recupera una sfida nella sfida, quella che Lewa proverà a vincere al cospetto del prossimo vincitore del Pallone d'Oro, Karim Benzema. Un duello che proverà a riportare gli appassionati agli anni in cui CR7 e Messi avevano trasformato il Clásico nell'incontro di calcio più bello e importante al mondo. I blaugrana, in attesa di capire cosa succederà sul fronte Bernardo Silva, si sono assicurati a suon di bigliettoni anche Raphinha e Koundé, mentre Andreas Christensen e Franck Kessié sono arrivati a parametro zero. Dalla sua, il Real Madrid ha reagito al clamoroso dietrofront di Kylian Mbappé (rimasto al Psg, dopo aver dato la sua parola a Florentino Pérez), aggiungendo alla rosa dei campioni d'Europa, due tessere con ottime probabilità di successo: Aurélien Tchouameni (costato 80 milioni di euro) e Antonio Rudiger (arrivato gratis). Dalla sua, Diego Pablo Simeone si è dovuto accontentare di recuperare i gol a intermittenza di Alvaro Morata, sempre ammesso che non se ne torni a Torino prima della chiusura del mercato. Da tenere d'occhio, anche l'impatto sul club del Metropolitano di Alex Witsel che si è ambientato in tempo record, diventando il calciatore più utilizzato in estate dal Cholo. La menzione speciale va a Pedri e Vinicius junior: se i due titani si annulleranno a vicenda, toccherà a loro fare la differenza.