Qatar 2022, Messi all'ultimo assalto mondiale: Lewandowski il primo ostacolo

Lionel Messi
Lionel Messi (reuters)
Il fuoriclasse a 35 anni e mezzo cercherà di vincere l'unico trofeo mancante nella sua immensa bacheca. Per l'Argentina, che esordirà il 22 novembre contro l'Arabia Saudita, un girone con le insidiose Polonia e Messico
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Da Lusail, il prossimo 22 novembre, parte l'ultimo tentativo di Leo Messi per cercare di vincere, a 35 anni e mezzo, l'unico grande trofeo che manca nella sua fantastica bacheca: la coppa del Mondo. Per 16 anni ritenuto un pessimo profeta in patria, non avendo mai vinto nulla con l'Albiceleste, la 'Pulce' si è finalmente scrollata di dosso ogni maldicenza alzando in cielo prima (2021) la Coppa America e poi (2022) la rinata Coppa dei Campioni Conmebol-Uefa. In Qatar l'Argentina si presenta sicuramente come una delle principali favorite al titolo, che manca dal 1986. E non solo perché ha Messi. Il ct Scaloni può contare su un gran numero di coppie di alto livello in ogni settore. Sia sulle fasce (Montiel/Molina e Tagliafico/Acuna in difesa, Di Maria, Palacios, il 'Papu' Gomez e Nico Gonzalez a centrocampo) che in mezzo (Romero, Pezzella, Otamendi e Lisandro Martinez dietro, Paredes, De Paul, Rodriguez e MacAllister in mediana). Davanti, poi, a far coppia con Messi c'è la certezza Lautaro Martinez con Dybala (se recupererà in tempo), i due Correa e il talentuoso Alvarez del Manchester City pronti a subentrare all'occorrenza.

Lewandowski guida la Polonia dei tanti 'italiani'

L'Argentina nel proprio girone, ha pescato Polonia, Messico e Arabia Saudita. Sulla carta la formazione più ostica è quella europea, se non altro perché può contare sulla presenza di Robert Lewandowski, il centravanti più forte al mondo assieme a Haaland, grande assente della manifestazione. La Polonia, che punta a tornare almeno negli ottavi dopo 36 anni, è approdata alla fase finale con un pizzico di fortuna, approfittando dell'esclusione della Russia, a causa della guerra in Ucraina, e poi battendo, nello spareggio a Chorzow, la Svezia. Il ct Michniewicz, chiamato d'urgenza a inizio a anno per colmare il buco lasciato da Paulo Sousa, dimessosi improvvisamente per andare ad allenare il Flamengo, ha deciso di cambiare in corsa modulo passando dalla difesa a quattro a quella a tre, sperimentata durante la Nations League. Ne hanno beneficiato Kiwior, dello Spezia, e Zalewski, della Roma, che paiono aver guadagnato un posto da titolari insieme a Frankowski, tornante del Lens. La squadra ha un'anima 'italiana' (sono ben 14 i giocatori di serie A che fanno parte della lista dei preconvocati, ndr). I punti di forza, oltre a Lewandowski, sono rappresentati dall'esperienza di Szczesny, Glik, Bednarek e Krychowiak, dalla duttilità di Zielinski e dal folto parco attaccanti di livello (Milik, Piatek, Swiderski e Buksa) in grado di fornire supporto al bomber del Barcellona in qualsiasi momento.

Il Messico di Lozano vuole stupire grazie al 'Tata' Martino

Proverà a mettere il bastone tra le ruote alla Polonia soprattutto il Messico che sogna di conquistare un posto negli ottavi ai Mondiali per l'ottava volta di fila. Da quando è stata presa in mano da 'Tata' Martino due anni fa, la formazione centramericana ha collezionato numeri da grande (40 vittorie su 61 con sole 10 sconfitte). Nel suo amato 4-3-3 i punti fermi sono i veterani Ochoa, Moreno (ex Roma) e il recordman all-time di presenze (177) Guardado. Difficile, però, che non approfitti, in attacco, del momento magico di Lozano nel Napoli e di quello del centravanti del Club America Henry Martin, a segno già 13 volte in 21 partite in questa stagione.

Renard punta a scrivere un'altra favola con l'Arabia Saudita

In questo contesto appare difficile che l'Arabia Saudita possa dire la sua in chiave qualificazione. La formazione asiatica, arrivata negli ottavi una sola volta, a Usa '94, ha brillato nelle qualificazioni dominando sia la seconda che l'ultima fase come testimonia il ruolino complessivo di 13 vittorie, 4 pari e una sola sconfitta. D'altronde brillante è anche il suo ct, Hervé Renard, capace di portare al successo in Coppa d'Africa prima lo Zambia, nello storico trionfo del 2012, e poi la Costa d'Avorio nel 2015. Renard si è affidato soprattutto a due blocchi: 13 elementi militano nell'Al Hilal, 8 nell'Al Nassr. Il tecnico francese ha puntato sulla solidità difensiva (appena 9 gol subiti nelle ultime 17 uscite) per ottenere risultati. Al cospetto di Messi, Lautaro e Lewandowski, però, appare difficile possa ripetersi. Gli uomini di punta sono gli esterni Al-Muwallad e Salem Al-Dawsari (17 reti a testa in nazionale), entrambi reduci da un'esperienza non fortunata 5 anni fa in Spagna, il primo nel Levante, il secondo nel Villarreal. Curiosità: alla sua sesta partecipazione alla fase finale l'Arabia Saudita ha già collezionato un record particolare. Ancora una volta incontrerà 3 squadre contro cui non ha mai giocato prima durante un mondiale portando così a 19 il numero di nazionali diverse affrontate.

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