Mondiali Qatar 2022, le stelle dell'Africa: da Hakimi ad Anguissa fino all'italiano Cheddira

Achraf Hakimi, esterno del Psg e del Marocco
Achraf Hakimi, esterno del Psg e del Marocco (reuters)
Senegal senza l'attaccante del Bayern Mané, secondo nella classifica del Pallone d'oro
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Ogni anno sembra l'anno giusto. Ogni anno, l'appuntamento deve aspettare altri 4 anni. A chi si affida l'Africa in Qatar per infrangere la maledizione dei quarti di finale. Ma il fantasma della sfortuna che fermò il Camerun nel '90 e il Ghana nel 2010, ora si aggira sul Senegal. E sulle condizioni del miglior calciatore africano del torneo.  

Senegal senza Mané 

Niente Sadio Mané. Il Senegal deve rinunciare all'attaccante del Bayern, che la giuria del Pallone d'Oro ha premiato con la medaglia d'argento dietro all'insuperabile Benzema: un infortunio a due settimane dal via al torneo gli ha tolto la competizione che avrebbe meritato di giocare sul campo. Perché Sadio, miglior marcatore di tutti i tempi del Senegal, è stato l'eroe della sua nazionale sia nella finale di Coppa d'Africa che nello spareggio per i Mondiali: entrambi con l'Egitto, entrambi chiusi ai rigori, entrambi decisi da lui. E dal portiere del Chelsea Edouard Mendy: nel 2020/21 è stato tra i migliori al mondo tra i pali. L'ultimo anno ne ha visto una rapida involuzione, fino alla panchina dei Blues. Ma il Senegal non può fare a meno di lui e del suo nuovo compagno, l'ex Napoli Kalidou Koulibaly: uno dei candidati al ruolo di miglior difensore del torneo. Tre trentenni a cui sono appese le speranze dei Leoni.  

Le star del Marocco: da Hakimi e Ziyech all'italiano Cheddira 

Al Psg ha rapporti altalenanti con Mbappé e Neymar. Nel Marocco, invece, la stella è lui. Achraf Hakimi è diventato grande: l'ex interista a 24 anni è tra i terzini migliori al mondo. Potentissimo fisicamente, velocità incontenibile, una fabbrica di assist e di gol. In nazionale può giocare sia a destra che a sinistra, scambiandosi posizione col terzino del Bayern Mazraoui. E davanti può creare un asse micidiale con Hakim Ziyech, tornato al Chelsea dopo anni non proprio indimenticabili al Chelsea, ma in cui ha comunque vinto un Champions League. Ala mancina, proprio l'ultimo Mondiale in Russia, a causa di una prova poco convincente, gli costò il trasferimento alla Roma quando era già cosa fatta. Ma di "italiani" il Marocco ne ha eccome: oltre ad Amrabat della Fiorentina, c'è Walid Cheddira del Bari, nato a Loreto. Oltre al portiere Bono, occhi su Harit del Marsiglia, trequartista di qualità, semmai non proprio un goleador. Per quelli c'è En-Nesyri del Siviglia.  

Il Camerun di Anguissa con gli europei Mbueno e Choupo-Moting 

Gli anni di Eto'o sono finiti. Più che una stella, il Camerun ha un gruppo solido, con qualche eccellenza. Il curriculum vitae migliore è quello del polivalente Choupo-Moting. Tedesco di Amburgo, una carriera di medio livello in Germania prima di una crescita esponenziale e poco spiegabile coi numeri: dallo Stoke al Psg, trascinato in finale di Champions nelle finali di sola andata del 2020 - chi ha dimenticato il gol spacca Atalanta? - e poi dopo essere rimasto svincolato il salto al Bayern, continuando a infilare gol pesanti. Il centrocampo si regge sui muscoli di Zambo Anguissa: uno dei leader intoccabili del Napoli capolista, dove Spalletti lo aveva portato nel 2021 quando nessuno voleva liberarlo dall'esilio nella serie B inglese col Fulham. In porta c'è l'interista Onana, uno che ha avuto pazienza: per sei mesi ha aspettato di trasferirsi all'Inter gratis, per quasi due è rimasto a guardare Handanovic dalla panchina. Il nome nuovo dei Leoni indomabili è Mbuemo, ala destra - ma sinistro di piede - del Brentford: nato e cresciuto francese, sia a livello di giovanili (prima nell'Avallonais, poi nel Troyes) sia nelle Nazionali Under dei Bleu, ha scelto il Camerun soltanto a settembre: in tempo per prenotare un biglietto per Doha.  

Ghana, due giovani per sognare 

Attenti a quei due ragazzi. Forse i loro nomi li conoscono in pochi. Ma l'ultimo anno sportivo suggerisce di prestare attenzione al Ghana. E ai suoi giovani attaccanti: Mohammed Kudus, 22 anni, dell'Ajax, e Kamaldeen Sulemana, 20enne del Rennes. Il primo, da agosto è incontenibile: 5 gol in Eredivisie, 4 in Champions League. Nato trequartista, sa giocare in ogni ruolo dell'attacco. L'altro, arrivato in Francia dopo un anno e mezzo in Danimarca, al Nordsjaelland, è ormai un punto fermo in Ligue 1. Accanto a loro, guidati dal leader dell'Arsenal Thomas Partey, ex mediano brutale dell'Atletico Madrid, due difensori da Premier: Salisu del Southampton e Amartey del Leicester.  

Tunisia, palla alla difesa 

Difficile trovare stelle nella Tunisia. Ma le aquile sono sempre brave a sorprendere. Magari affidandosi  alla cerniera difensiva di Bronn, oggi alla Salernitana, e Talbi del Lorient. Khazri del Montpellier, dov'è arrivato in estate dal Saint Etienne, è luomo dei gol, coperto dalla diga di centrocampo Skhiri, del Colonia. Per la qualità, passare altrove. 

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