Ritrovarsi in un girone assieme alla Spagna non fa certo piacere alla Germania. Non solo per la qualità della formazione iberica. Soprattutto perché negli ultimi anni gli scontri diretti con le Furie Rosse sono diventati un incubo per 'Die Mannschaft' che non le batte, in una gara ufficiale, da ben 34 anni (2-0 nella fase a gironi di Euro '88). Da quel giorno sono arrivate solo cocenti delusioni: la sconfitta (0-1) nella finale di Euro 2008, l'eliminazione in semifinale (0-1) ai Mondiali 2010 e, infine, la storica umiliazione (6-0) a Siviglia nel girone di Nations League 2020-21. L'altra faccia della medaglia è che, almeno, si tratterà di un confronto di prima fase, in un raggruppamento, tra l'altro, che sembra ritagliato su misura per le due superpotenze mondiali, considerate le altre due compagne di viaggio: Giappone e Costa Rica.
La Germania punta sul blocco Bayern per riscattarsi
La Germania, però, deve stare attenta: a Russia 2018 finì ultima in un gruppo che avrebbe dovuto dominare (con Svezia, Messico e Corea del Sud, che, già eliminata, la batté 2-0 nella sfida decisiva). Le delusioni collezionate negli 7 anni, costate il posto a Loew, ct campione del mondo nel 2014, sono servite di lezione. L'avvento di Hans-Dieter Flick, rivelatosi subito vincente alla sua prima in panchina, con il Bayern (nel 2020 vinse tutto: Champions, Bundesliga, Coppa di Germania e Supercoppa, ndr), ha segnato l'inizio di un nuovo corso: un solo ko nelle ultime 15 partite, un gioco tornato a essere brillante. Il neo tecnico punterà proprio sul blocco Bayern (Neuer, Kimmich, Goretzka, Gnabry, Sané, Muller e il talentuoso Musiala) per fare la differenza. La squadra, arricchita dall'esperienza e dalla qualità di Rudiger, Gundogan e Havertz ha le carte in regola per arrivare in fondo.
Spagna, una rosa di qualità per stupire
Di qualità ne ha tanta anche la Spagna. Luis Enrique ha a disposizione una rosa ricchissima di alternative in ogni zona del campo: sulle fasce (Carvajal o Azpilicueta sulla destra e Jordi Alba o Gayà a sinistra), in mediana (con Rodri, Koke e Soler che sono interscambiabili con Busquets, Gavi e Pedri) e anche in attacco dove dietro al trio Ferran Torres-Morata-Sarabia scalpitano Dani Olmo, Nico Williams e i talentuosi Yeremy Pino e Ansu Fati.
Giappone, difesa e corsa per sognare di andare avanti
Giappone e Costa Rica hanno bisogno di un miracolo per sperare di inserirsi nella corsa qualificazione. Più attrezzata è sicuramente la formazione nipponica, alla settima partecipazione di fila alla manifestazione iridata dove non è mai andata oltre gli ottavi. I vicecampioni d'Asia puntano sull'esperienza acquisita negli ultimi anni (ben 19 giocatori dei 26 convocati militano in Europa, ndr) per tentare l'impresa. Il ct Hajime Moriyasu confida molto sulla solidità difensiva (appena 6 gol subiti in 18 partite nelle qualificazioni asiatiche e un'imbattibilità complessiva che dura da 450') per portare a casa i risultati. Inevitabile visto che davanti non ha vere e proprie bocche di fuoco ma tanti giocatori capaci comunque di creare scompiglio come l'ex Liverpool Minamino, Kamada dell'Eintracht e Doan del Friburgo.
Costa Rica, un mix di esperienza e gioventù
La Costa Rica di Keylor Navas si affida ancora a parte dell'ossatura della squadra che nel 2014 raggiunse lo storico risultato dei quarti di finale, eliminata solo ai rigori dall'Olanda. Oltre al portiere del Psg ritroviamo Tejeda, Borges, Bryan Ruiz e Campell. Ma insieme alla vecchia guardia, completata dai difensori Duarte, Oviedo e Calvo (95 anni in tre), c'è una nuova generazione che promette di stupire: Brandon Aguilera, 19 anni, è stato prenotato per gennaio dal Nottingham Forest, Jewison Bennette, 18 anni, si sta già ritagliando uno spazio nel Sunderland, in Championship inglese, Anthony Contreras, 22 anni, è un ragazzo che vede la porta (28 reti nelle ultime 74 partite). Non saranno, probabilmente, le stelle di Qatar 2022, ma di certo diventeranno i pilastri della Costa Rica di domani.