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Diritti tv, tregua araba: il calcio europeo teme la carestia

Nasser Al Khelaifi 
Al Khelaifi, patron del Psg, è pronto a lasciare la presidenza di beIN Sports dopo il Mondiale
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Una volta conclusa la Coppa del mondo, Nasser Al Khelaifi potrebbe far un passo indietro. E affidare a un nuovo amministratore l'emittente beIN Sport, il principale network di eventi sportivi dell'area mediorientale, finanziato dalla famiglia reale del Qatar.

Da dieci anni, non c'è grande competizione che beIN non abbia trasmesso. E come per al Jazeera, che ha la stessa proprietà, l'obiettivo era di propagandare un messaggio: in questo caso, l'attenzione per il calcio, in attesa del grande evento del 2022. A qualunque costo: solo a Uefa e Premier League la tv qatarina ha versato 1.100 milioni in 3 anni per trasmettere le loro partite in tutta l'area MENA. Una sigla che vuol dire Middle East and North Africa, 24 Paesi di lingua araba dove ormai il calcio si vede solo attraverso beIN. Comprare i diritti della Champions è anche mettere un sigillo nel legame tra il Psg - di proprietà del fondo sovrano del Qatar - e la Uefa. Effetto: la …

Una volta conclusa la Coppa del mondo, Nasser Al Khelaifi potrebbe far un passo indietro. E affidare a un nuovo amministratore l'emittente beIN Sport, il principale network di eventi sportivi dell'area mediorientale, finanziato dalla famiglia reale del Qatar.

Da dieci anni, non c'è grande competizione che beIN non abbia trasmesso. E come per al Jazeera, che ha la stessa proprietà, l'obiettivo era di propagandare un messaggio: in questo caso, l'attenzione per il calcio, in attesa del grande evento del 2022. A qualunque costo: solo a Uefa e Premier League la tv qatarina ha versato 1.100 milioni in 3 anni per trasmettere le loro partite in tutta l'area MENA. Una sigla che vuol dire Middle East and North Africa, 24 Paesi di lingua araba dove ormai il calcio si vede solo attraverso beIN. Comprare i diritti della Champions è anche mettere un sigillo nel legame tra il Psg - di proprietà del fondo sovrano del Qatar - e la Uefa. Effetto: la comune lotta contro la Superlega. Ma non solo: Al Khelaifi è presidente anche dell'Eca, l'associazione dei club europei. Da febbraio Eca e Uefa sono partner per la commercializzazione dei diritti tv delle Coppe. Così, Al Khelaifi recita sia il ruolo di chi compra i diritti - presiedendo il broadcaster tv - sia di chi li vende, conoscendo quindi le offerte nel momento in cui arrivano. Situazione simile a quella francese, dove Al Khelaifi è il presidente del Psg, la squadra più attrattiva del campionato, e della tv, beIN, che ha rilevato una quota dei diritti tv.

L'unico vero nemico di beIN è l'Arabia Saudita. Perché al culmine delle tensioni tra i due stati, i sauditi hanno permesso che nel loro Paese nascesse una alternativa "pirata" alla tv del Qatar: beOut Q, che dirottava il segnale di beIN su una piattaforma illegale, sottraendo pubblico e quindi abbonamenti ai qatarini. Sospetti, e anche qualcosa di più, darebbero responsabilità dirette al governo saudita in questo furto di contenuti. Che ha coinvolto anche la Serie A: quando infatti i club italiani decisero di giocare la Supercoppa a Riyad, in Arabia, beIN inviò prima una diffida firmata dal Ceo Yousef Al-Obaidly. Poi bloccò le offerte per la Serie A nell'area MENA, facendo venir meno oltre 100 milioni di ricavi. Ora però beIN e beOut Q avrebbero trovato un accordo da 1 miliardo. Una tregua.

Da settimane, a ogni latitudine, esperti del mercato televisivo riferiscono sussurri secondo cui Al Khelaifi sarebbe pronto a lasciare la presidenza di beIN. Che potrebbe essere l'inizio di una riduzione degli investimenti (annunciati, forse, da un contenzioso con la Liga spagnola a ottobre per delle fatture non pagate). Ma prima di tutto, c'è un Mondiale da salutare.