DOHA — I giocatori dell'Iran non hanno cantato l'inno nazionale prima della partita contro l'Inghilterra ai Mondiali in Qatar. Un segnale di sostegno nei confronti delle proteste contro il regime, in difesa dei diritti delle donne. Tutti gli 11 giocatori schierati al centro del campo sono rimasti in silenzio durante l'inno nazionale e l'impatto nello stadio Al Khalifa di Doha è stato ancora più forte poiché subito prima metà dello stadio che è in mano agli inglesi aveva intonato all'unisono "God Save the King". Il gesto di non cantare l'inno ha avuto unb effetto molto divisivo per i tifosi iraniani: alcuni hanno cominciato con i "buuuu" quando si sono accorti che i giocatori rimanevano muti. In molti hanno mostrato il dito medio verso il campo, altri il pollice verso. Ma molti altri di fatto hanno fischiato l'inno per protesta contro il regime, sono stato inquadrate donne in lacrime, è apparso anche uno striscione inneggiante alla libertà delle donne.
In Iran è in corso da oltre due mesi una drammatica protesta contro il regime, scatenata dalla morte della manifestante di 22 anni Mahsa Amini, dopo il suo arresto per mancato rispetto delle regole islamiche per indossare il velo. Da quel giorno, il 16 settembre scorso, sono stati 378 i morti nelle strade secondo l'ong Human Rights, con sede in Norvegia, oltre 15 mila gli arrestati.
La protesta dei giocatori ha fatto il giro del mondo, probabilmente non è stata vista a Teheran: la mossa è stata censurata dalla tv di stato della Repubblica islamica. Ma sull'argomento è intervenuto anche il ct dell'Iran Queiroz: "Chi non vuole supportare questi ragazzi, dovrebbe restare a casa. Naturalmente abbiamo le nostre opinioni e le esprimeremo al momento giusto. Tutti sanno che le circostanze attuali dell'ambiente per i miei giocatori non sono le migliori. Sono esseri umani, sono ragazzi. Hanno un solo sogno, giocare per il loro Paese. Sono molto orgoglioso del modo in cui hanno continuato a lottare".
Inghilterra in ginocchio per Black Lives Matter
Prima del fischio d'inizio dell'arbitro tutti i giocatori dell'Inghilterra si sono inginocchiati. Il gesto, nato in segno di solidarietà verso il movimento Black Lives Matter, vuole essere, come ha spiegato il ct Southgate, "un gesto, diretto soprattutto ai giovani, contro ogni tipo di discriminazione".