Usa-Galles 1-1: Bale risponde al figlio d'arte Weah
dal nostro inviato Matteo Pinci , dal nostro inviato Matteo PinciAL RAYYAN - Che strano compagno di viaggio è il tempo. Il tempo che il 22enne Timothy Weah prende alla difesa del Galles, riuscendo in ciò che a papà George non era riuscito mai, nonostante il Pallone d’Oro: un gol ai Mondiali. Per giunta all’esordio, per nulla annunciato, nella manifestazione. Il tempo che lo separa da Gareth Bale supera gli 11 anni, eppure è il mito immortale del Galles a riprendere gli Stati Uniti, conquistando l’illusione di un rigore e materializzandola sparando in porta, sotto una gradinata festante.
Un gol che ha mandato in frantumi una vittoria americana che avrebbe avuto il sapore del matchball: la vittoria dell’Inghilterra sull’Iran aveva già trasformato questo confronto in lingua inglese in uno spareggio. Per questo quando Costa ha atterrato Bale, che si aggiustava sul sinistro il tiro per sorprendere il portiere americano Turner lontanissimo dalla porta, sul tramonto dell’ultimo di 9 minuti di recupero, la gradinata gallese è esplosa. Ma poi ha festeggiato il pericolo scampato. C’è ancora vita a Cardiff e il volto di Pulisic, sicuramente il migliore in campo, a fine partita diceva tantissimo.
Il copione era scritto nei moduli: il 4-3-3 statunitense è il manifesto di un gioco palla a terra, offensivo. Il 5-3-2 del Galles invece annunciava la resistenza. La tenuta messa a rischio dal colpo di testa di Sargen è venuta giù quando Pulisic ha indicato al giovane Weah la strada per il gol. Scatto sul filo, esterno destro delicato sull’uscita del portiere: sembrava di vedere il papà George, che nascosto da qualche parte in tribuna avrà gradito.
Molti falli, qualche cartellino, l’uscita per infortunio di McKennie (ahia) ha però indebolito la strategia statunitense. Ma forse il Galles non l’avrebbe ripresa mai se lo sciagurato Zimmerman non si fosse avventato sui muscoli di Bale. Rigore, anche per l’incertissimo arbitro qatariota Al Jassim. E così Bale ha potuto cancellare 82 minuti di nulla col gol che vale la speranza.
Stati Uniti-Galles 1-1 (1-0)
STATI UNITI (4-3-3): Turner, Dest (29' st Yedlin), Ream, Zimmerman, Robinson, McKennie (21' st Aaronson), Adams, Musah (29' st Acosta), Pulisic, Weah (43' st Morris), Sargent (29' st 9 Wright) (15 Long, 20 Carter-Vickers, 17 Roldan, 12 Horvath, 7 Reyna, 9 Ferreira, 26 Scally, 14 de la Torre, 25 Johnson, 18 Moore). Ct: Berhalter.
GALLES (3-4-3): Hennessey; Mepham, Rodon, Davies; C. Roberts, Ampadu (50' st Morrell), Ramsey, N.Williams (34' st Johnson); Bale, Wilson (47' st Thomas), James (1' st Moore) (21 Davies, 24 Cabango, 2 Gunter, 12 Ward, 23 Levitt, 7 Allen, 18 Williams, 19 Harris, 26 Smith, 25 Colwill, 17 Lockyer). Ct: Page.
Arbitro: Abdulrahman Al Jassim (Qatar).
Reti: nel pt 36' Weah; nel st 37' Bale (rigore).
Angoli: 5 a 3 per gli Stati Uniti.
Recupero: 4' e 9'.
Ammoniti: Dest, McKennie, Bale, Mepham, Ream e Acosta per gioco falloso.
Spettatori: 43.418.