Troppo vecchi per giocare. Non è una colpa, ma non si può quando si parla di calcio giovanile. Ventuno giocatori su trenta della nazionale U17 del Camerun non hanno superato il "test del poslo", la radiografia che certifica l'età di una persona. Significa che i calciatori convocati erano più anziani del limite imposto per la categoria: 18 anni. A comunicarlo è stata la Federcalcio dello stesso Paese africano prima dell'inizio di un torneo internazionale. Chi non ha superato il test è stato rimandato a casa e il tecnico ha dovuto convocare all'ultimo dei sostituti.
Test del polso, che cos'è
La Fifa per tutti i tornei giovanili chiede che i calciatori vengano sottoposti a una risonanza magnetica dei polsi: dallo stato delle ossa si può sapere se i ragazzi hanno meno di 18 anni. Un po' come valutare l'età degli alberi dai cerchi interni al tronco. L'attendibilità di questo tipo di esame è molto elevata (99 per cento) e non è ammesso ricorso. Il test del polso ha iniziato a essere eseguito proprio dopo casi in cui le federazioni africane hanno mentito sull'età dei loro giocatori.
Test del polso, i precedenti
Perché la Fifa ha introdotto il test del polso nei tornei giovanili? Ci sono molti precedenti, alcuni clamorosi. Tra questi quello dell'U21 della Nigeria, punita nel 1989 con la revoca dell'organizzazione del Mondiale giovanile del 1991. Perché mentire? È una questione economica: più il calciatore è giovane più ha valore. Una situazione da cui traggono beneficio sia la squadra che possiede il suo cartellino che il diretto interessato in caso di trasferimento.