Edinho, il figlio di Pelé: "Affido mio padre a Dio, ora gioca in cielo con lui"
dal nostro inviato Matteo Pinci , dal nostro inviato Matteo PinciSANTOS — "Ho affidato mio padre nelle mani di Dio, so che ora starà giocando in cielo con lui". Ha finalmente tolto gli occhiali scuri Edson Cholbi Nascimento, per tutti soltanto Edinho, quando ci dice queste parole che sembrano una preghiera. Lui è uno dei tanti figli di Pelé, certamente quello con il rapporto più complesso, più doloroso, col mitico padre. Quando nel 2014 arrestarono Edinho per traffico di sostanze stupefacenti, Pelé non disse nulla. Anni dopo, analizzando quell'evento, lo definì "il peggior momento della mia vita".
Pelé, la veglia e il funer…
SANTOS — "Ho affidato mio padre nelle mani di Dio, so che ora starà giocando in cielo con lui". Ha finalmente tolto gli occhiali scuri Edson Cholbi Nascimento, per tutti soltanto Edinho, quando ci dice queste parole che sembrano una preghiera. Lui è uno dei tanti figli di Pelé, certamente quello con il rapporto più complesso, più doloroso, col mitico padre. Quando nel 2014 arrestarono Edinho per traffico di sostanze stupefacenti, Pelé non disse nulla. Anni dopo, analizzando quell'evento, lo definì "il peggior momento della mia vita".
Pelé, la veglia e il funerale
Edson junior attraversa il memoriale all'ingresso dello stadio e rallenta davanti alla statua del mitico papà, da giorni meta di un pellegrinaggio che di laico ha ben poco. Un anziano in bici passa e fa il segno della croce: qui, a Santos, ottanta chilometri da San Paolo, il calcio resta una religione e Pelé il suo dio. Rimane due ore Edinho, a provare i microfoni a Vila Belmiro per un discorso che non sa se farà, a studiare dove mettersi quando i familiari dovranno, se vorranno, parlare con la stampa. Ha un cappellino scuro in testa il figlio di Pelé, le persone lo fermano, lo abbracciano. Quando ci risponde è esausto: "Sarà un giorno di celebrazione di una vita unica in tutta la storia dello sport, del calcio". Cosa voglia dire per loro questo giorno lo spiega con voce tremante: "Sarà un modo di trasferire a tutti quelli che ci sono stati vicini in questi giorni la gratitudine di tutta la nostra famiglia. Di analizzare collettivamente tutto l'amore che abbiamo ricevuto e che la gente prova per mio padre, per Pelé. Ma sarà soprattutto un giorno molto triste".
Lula, il nuovo presidente del Brasile al funerale di Pelé
Anche il presidente Lula ha promesso di esserci. Nonostante l'agenda sia già fittissima: lunedì dovrebbe intitolare a Pelé il porto di Santos, fermando il processo di privatizzazione avviato da Bolsonaro che avrebbe garantito soldi, tanti, ma spogliato il Paese della sua seconda infrastruttura per traffico annuo: "Tutti ci hanno detto che saranno qui. Anche il presidente ci ha garantito che ci sarà. Ci trasmetteranno qui il loro messaggio", spiega Edinho. E il suo? "Non so se avrò la forza di parlare". Ci saluta, "sennò la gente non mi lascia tornare a casa". Lo aspetta un gruppo di ex calciatori amici di Pelé: Lima, Clodoaldo, tutti intorno alla statua davanti a casa, sul Canal 5, uno dei sei canali che dall'inizio del Novecento hanno bonificato un'area paludosa trasformandola in un centro vivibile.
Pelé, i campioni del Brasile al funerale
Perché mentre tutto il Brasile domenica guardava a Brasilia, al Congresso Nazionale, dove Lula stringeva mani dopo aver ripreso il potere per la terza volta, Santos no. "Obrigado, rei", si legge ovunque. Le bandiere sono tutte a mezz'asta, persino quella del McDonald. Il museo è aperto, tutto il resto in silenzio. Sul campo dello stadio ci saranno due tensostrutture: una per i familiari, una per i vip: oltre a Lula, anche Infantino, Falcao, le stelle del calcio brasiliano: 24 ore di veglia dalle 10 di questa mattina, quando è previsto l'arrivo del corpo - in Italia saranno le 2 di pomeriggio - fino alle 10 di domani, quando il feretro sarà portato per le vie di Santos fino a Canal 6, dove vive ancora la mamma centenaria, dona Celeste. È molto malata e poco cosciente, nessuno ha voluto comunicarle direttamente la morte del figlio, ma non le si può negare la tv. Raccontano che ogni tanto dica "preghiamo per lui". Il re verrà sepolto al cimitero Memorial Necrópole Ecumenica, dove saranno ammessi solo i parenti più stretti.
Il parrucchiere di Pelé: "Ho perso un amico"
La salma di Pelé è stata imbalsamata per permettere la veglia con la bara aperta 4 giorni dopo la morte e arriverà su un mezzo dei vigili del fuoco, come Senna 29 anni fa: da ieri la polizia militare chiude strade per evitare sorprese, perché l'amore e il tradimento camminano spesso paralleli. Ma molta gente è già allo stadio. Un ambulante di nome Everton fa affari con le T-shirt col volto di Pelé e delle riproduzioni della maglia verdeoro col suo nome. Il bar dello stadio vende acqua e dei bocconcini di pollo e patate che somigliano agli arancini solo nella forma: li fa Alemão, il proprietario. Lo chiamano così perché quelli che oggi sono bianchi erano capelli biondissimi sopra occhi azzurro cielo. Sulla fronte, ha un tatuaggio col logo del Santos, altri 15 sulle braccia, "li ho fatti per celebrare i trionfi". Proprio accanto lavora Didi, il barbiere di dio. "Cabeleireiro de Pelé e de vocé tambem", ha scritto sulla sua insegna, tagliava i capelli a O Rei ma anche a tutti voi. È chiuso, lo chiamano al telefono per noi. "Gli ho tagliato i capelli per 60 anni, sono colpito, addolorato, non ho perso un cliente ma un amico. Veniva qui, parlavamo, mentre lavoravo. L'unica cosa che mi auguro è che sia già in paradiso perché lo meritava".
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